Daniele De Santis - Lighting designer e operatore luci

La spettacolare “residency” di Zucchero all’Arena di Verona, raccontata dai suoi protagonisti.

Daniele De Santis - Lighting designer e operatore luci

Per tutto il 2025, Zucchero “Sugar” Fornaciari ha portato avanti il suo Overdose D’Amore World Tour in una serie di tappe prestigiose e venue importanti, in Italia come all’estero.

Daniele, mi sembra che Zucchero non abbia mai avuto bisogno di fuochi d’artificio o effetti di ultima generazione: ha sempre prediletto soluzioni abbastanza sobrie che, un po’ come il blues, restituiscano un mood sensuale ma anche combattivo.

Assolutamente sì. A livello di effetti luci, ci sono brani molto contenuti che si alternano a dei brani un po’ più movimentati; poi non è uno spettacolo con tendenze al “moderno”, ma predilige una scena teatrale classica “calda”, che alla fine si lega benissimo col genere di musica che fa. Bisogna curare più che altro il quadro generale con tutta la band, dare a ognuno il suo spazio e i suoi dettagli.

Chi ha curato la scenografia? 

Questo disegno nasce quattro anni fa, con un allestimento di Vince Foster, che è il lighting designer che ha sempre seguito Zucchero, e che ha suggerito l’idea del sole e ha curato tutta l’immagine del palco. In seguito io ho preso in mano il tour, e ho modificato e adattato lo show in base alle esigenze e alle location, mantenendo però il sole e il concept che aveva dato Vince. Passando negli stadi, invece, ho dovuto modificare un bel po’: gli spazi e i palchi erano diversi; ma è rimasto il sole centrale, perché è stata una richiesta di Zucchero. Per la parte estiva ho arricchito molto la parte esterna del palco, volevo comunque la possibilità di allargare il più possibile la scena, viste le location con spazi più grandi. Quindi ho previsto delle truss messe in diagonale sui laterali equipaggiate con 76 Ayrton Cobra. In Arena ho riadattato di nuovo, perché gli spazi sono ancora diversi: ho mantenuto il disegno della cornice con i Cobra, usando sempre la cornice da 15 m che parte dal tetto e si va ad appoggiare sui gradoni dell’arena. Questo approccio lo abbiamo eseguito per la prima volta, ed è stato un po’ una scommessa; ovviamente abbiamo dovuto applicare la massima attenzione nei confronti del monumento storico. Ti assicuro che abbiamo fatto un ottimo lavoro e abbiamo eseguito i lavori con la massima cautela. 

Durante la stagione in Arena, si è lavorato quasi in mezza produzione. Questo aspetto ha influito? 

Quest’anno siamo stati gli headliner della stagione, e il disegno del palco di Zucchero è stato mantenuto per tutti gli altri eventi che si sono svolti in Arena a settembre: tutti hanno utilizzato con qualche modifica la nostra struttura, tutelando comunque lo show di Zucchero. 

Nell’allestimento originale ci sono altri prodotti messi in campo? 

Nel disegno originale di Zucchero puoi trovare: 76 Ayrton Cobra intervallati con 76 Chauvet Color Strike; 40 Robe iForte LTX, con l’aggiunta di altri 8 – 6 posizionati in alto sul perimento dell’Arena e 2 sul palco – che usiamo come seguipersona. Poi abbiamo 40 Maverick Storm 3 BeamWash per dare colore al palco, oltre a 24 classici Claypaky K25, posizionati nella cornice del sole; questi sono stati sagomati all’interno della scenografia e quindi sono intoccabili: finché ci sarà il sole, ci saranno sempre. Poi abbiamo montato gli SGM P-5 per il fondale e per illuminare i dettagli della scenografia. Zucchero è molto attento ed esigente sugli elementi che compongono la scenografia: è sempre stato molto presente nell’osservare il mio lavoro, e mi ha dato anche delle opinioni sui vari risultati.

Dobbiamo ringraziare qualcuno in particolare?

Sì, vorrei ringraziare tutta la squadra di Agorà luci, in particolar modo Michele Doninelli: lui e tutta la squadra mi hanno sempre supportato e “sopportato”; in tutta la parte estiva, ogni stadio è stato impegnativo a modo suo, il calendario è stato molto serrato, e abbiamo fatto sempre un ottimo lavoro.