K-array Pinnacle

Dal teatro alla piazza, la rivoluzione discreta del suono.

K-array Pinnacle

Quando K-array introdusse Pinnacle a metà degli anni Duemila, il mercato dell’audio professionale era dominato da sistemi ingombranti, poco scalabili e complessi da trasportare, inadatti a installazioni mobili e diversificate. Al tempo stesso cresceva la richiesta di soluzioni compatte, eleganti e performanti. In questo scenario Pinnacle segnò una svolta: un sistema che ridefinì gli standard e anticipò un nuovo modo di pensare il suono. L’idea, semplice e innovativa, fu quella di combinare una slim column array con un subwoofer compatto. Per la prima volta un diffusore largo appena 50 mm era in grado di offrire pressione sonora elevata e copertura uniforme, superando le aspettative e fissando un nuovo riferimento.

Il cuore tecnologico di Pinnacle risiede nei componenti: driver progettati per spingersi oltre i limiti convenzionali, capaci di garantire SPL elevati e prestazioni stabili senza rischio di surriscaldamento. I cabinet in acciaio, fungendo da dissipatori naturali, mantengono i trasduttori efficienti anche a pieno regime.  A fare la differenza è la Pure Array Technology (PAT), che ottimizza fase e direttività. La configurazione line-array puro, assicura una risposta in frequenza lineare ed uniforme su tutta la gamma e una copertura costante anche a lunga distanza, qualità decisive non solo nei teatri ma anche in eventi ospitati in spazi architettonici complessi, dove il suono deve adattarsi senza mai snaturare l’acustica. 

La filosofia Pinnacle si fonda sulla scalabilità: i moduli da 1,50 m possono essere combinati in sistemi di qualsiasi lunghezza, adattandosi a contesti acustici e architettonici ma anche a spazi all’aperto. L’hardware di giunzione consente di orientare ogni elemento con precisione, garantendo una distribuzione sonora ottimale. Dall’esperienza diretta maturata in anni di utilizzo sul campo, Pinnacle si è dimostrato non solo versatile e leggero, ma anche estremamente pratico: un solo operatore può allestire in pochi minuti un sistema multi-elemento senza attrezzi. Questa semplicità, unita all’affidabilità, lo ha reso un riferimento apprezzato da tecnici e installatori in tutto il mondo. 

L’evoluzione più recente integra i subwoofer Thunder-KS con la piattaforma DSP OsKar, che amplia le possibilità di controllo nell’ecosistema Pinnacle. Nella versione Mark I i Thunder-KS completano i sistemi attivi con DSP e sistema operativo integrati. Invece dal 2024 la gamma include modelli compatti come la Kayman-KY102, in configurazione passiva in stack su subwoofer KS4 posizionato in verticale e pilotata dagli amplificatori Kommander-KALIVE, dotati di prestazioni superiori e connettività audio-over-IP. Con la web-app dedicata e K-framework 3, Pinnacle offre strumenti avanzati di progettazione, controllo e tuning, in piena continuità con gli altri sistemi K-array. 

Alle ottime performance acustiche, Pinnacle unisce un design minimale, elegante e al tempo stesso versatile. Le finiture personalizzabili, dai colori RAL ai trattamenti galvanici in oro e oro rosa, fino alle superfici anticate, spazzolate o lucide, permettono al sistema di integrarsi con discrezione negli ambienti più prestigiosi. Non sorprende che sia stato scelto da teatri come la Royal Opera House di Londra, La Scala di Milano, l’Havana Theatre, il Boston Ballet e il Teatro Bellini di Napoli, luoghi in cui tecnologia ed estetica devono convivere in perfetta armonia. 

La modularità di Pinnacle si è rivelata decisiva anche in contesti meno convenzionali. Nel giugno 2024 il produttore Rick Rubin, figura centrale della musica contemporanea e residente in Toscana, ha scelto il sistema, con diverse articolazioni, per il Festival of the Sun a Casole d’Elsa (SI). Il borgo medievale è stato trasformato in un palcoscenico diffuso per celebrare il solstizio d’estate, con performance tra piazze, chiese e spazi aperti. Uno dei momenti più significativi è stato il concerto nella chiesa principale di Casole, un ambiente affascinante ma acusticamente complesso, caratterizzato da volte alte, pietra riflettente e soffitto a cassettoni. Qui è stato installato un Pinnacle-KR402 in configurazione L/R, con due Python-KP102 e un KS3 per lato, affiancato da un KR102 come linea di ritardo, composto da una Kobra-KK102 su palo “finta Kobra” e un subwoofer KS1. L’intero sistema, realizzato in edizione limitata con finiture argento, ha unito discrezione estetica ed esclusività, fondendosi con l’architettura. 

La Pure Array Technology ha garantito un suono uniforme e direttività costante lungo l’intera gamma, riducendo dispersioni e riflessioni indesiderate. La filosofia Slim Array, oltre a integrarsi con l’architettura, ha concentrato l’energia acustica sul pubblico, migliorando l’intelligibilità del parlato e del canto. Il sistema era completato da subwoofer di precisione, accoppiati per offrire estensione e impatto senza invadere lo spettro sonoro: bassi profondi, controllati e coerenti con la proiezione delle colonne array. Il risultato è stato un equilibrio timbrico naturale, capace di restituire dettaglio e dinamica anche nelle performance più intime – come quelle di James Blake e Arcade Fire, dove trasparenza e definizione hanno fatto la differenza. 

Anche il palco è stato allestito con pulizia ed eleganza, affidando il monitoraggio ai Kayman-KY52. La loro natura line-array assicura un controllo superiore della dispersione, garantendo chiarezza e stabilità anche a pressioni elevate e in contesti complessi, prevenendo inneschi indesiderati. I sistemi Pinnacle-KR402 e KR102 hanno supportato cineforum all’aperto e talk ospitati nelle sale conferenze del borgo. Installazioni differenti per natura e dimensioni, ma accomunate dalla stessa filosofia: offrire un suono preciso, naturale e calibrato sul contesto.  Il Festival of the Sun ha dimostrato come un’unica piattaforma possa adattarsi a scenari estremamente diversi, dalla sacralità di un edificio storico alle piazze all’aperto, fino agli spazi dedicati alla parola, mantenendo coerenza timbrica, eleganza visiva e la capacità di trasformare ogni luogo in un’esperienza sonora immersiva, fedele alla visione artistica di Rick Rubin. 

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