Maurizio Maggi - Riprese e messa in onda

La spettacolare “residency” di Zucchero all’Arena di Verona, raccontata dai suoi protagonisti.

Maurizio Maggi - Riprese e messa in onda

Per tutto il 2025, Zucchero “Sugar” Fornaciari ha portato avanti il suo Overdose D’Amore World Tour in una serie di tappe prestigiose e venue importanti, in Italia come all’estero.

Mauri, siamo in regia video, nell’ipogeo dell’Arena, con te e i ragazzi di Telemauri. Qual è stato il vostro lavoro in questa produzione?

Come ormai di prassi, noi ci occupiamo di tutta la gestione del video, dalle riprese alla messa in onda sugli schermi. Sul palco di Zucchero c’è il classico sole centrale corredato di schermo video, più due iMAG laterali rispetto al palco. Noi facciamo le riprese con una dozzina di telecamere, tra presidiate, fisse, robotizzate e con l’aggiunta anche di un drone; poi tramite la regia mandiamo le riprese sui vari schermi, arricchendole con i contributi e gli effetti. Possiamo dire che facciamo un lavoro molto didascalico, nel senso che c’è una band numerosa che suona e fa spettacolo, e Zucchero che canta: noi facciamo un servizio di rilancio delle immagini per il pubblico dell’Arena, che è lontano e vuole la possibilità di vedere anche qualche particolare più da vicino.
Abbiamo portato di nuovo un sistema creato da noi, un sistemino un po’ sperimentale e fatto in casa con l’aiuto di uno dei miei ragazzi “nerd”: abbiamo modificato dei software che esistono già e automatizzato il mixer video per quelle canzoni un po’ più dinamiche, un po’ più veloci. Anche se non c’era la reale esigenza, siamo rimasti fermi tanti giorni in arena e abbiamo fatto degli esperimenti: adesso abbiamo sette/otto canzoni in timecode. Il sistema si rifà al famoso CuePilot: noi ci siamo fatti il nostro, compresi i tablet che danno le istruzioni agli operatori di ripresa. Per il resto si tratta di una produzione classica, con due ottiche lunghe montate in regia front of house, due ottiche medie-corte sotto palco, un piccolo Gimbal con la radiocamera, un po’ di telecamere robotizzate e un Blackmagic come mixer.
Per quanto riguarda lo staff, questa volta siamo in sette persone: una squadra un po’ più ricca del solito, con parecchio materiale da gestire.