Zucchero in Arena - Overdose D’Amore
Dodici show da record all’Arena di Verona si vanno ad aggiungere a due anni di date americane ed europee: il blues man di Reggio Emilia non conosce limiti.

di Alfio Morelli
Per tutto il 2025, Zucchero “Sugar” Fornaciari ha portato avanti il suo Overdose D’Amore World Tour in una serie di tappe prestigiose e venue importanti, in Italia come all’estero. Il cuore della tournée si è diviso in due fasi principali: prima una parte negli stadi, poi una spettacolare “residency” all’Arena di Verona tra settembre e ottobre. Le date dovevano coprire solo il mese di settembre, a cui si sono aggiunte, vista la grande richiesta, anche le serate del 6, 7 e 8 ottobre, ultimi appuntamenti italiani prima di proseguire all’estero. Con oltre 120.000 spettatori accorsi ai dodici show veronesi, e oltre 700.000 fan distribuiti nei sessantasei concerti in tutto il mondo, Zucchero si conferma ancora una volta l’artista dei record.

Lo ammetto, sono un grande fan di Zucchero, e faccio mia una citazione dagli schermi del concerto: “Chi non ama il blues ha un buco nell’anima”. Assistere a un live è un’esperienza appagante, un viaggio musicale e umano, che nasce anche dalla qualità della band internazionale che lo accompagna sul palco: Polo Jones, musical direction e basso; Kat Dyson, chitarre e cori; Peter Vettese, hammond, piano e synth; Mario Schilirò, chitarre; Adriano Molinari, batteria; Nicola Peruch, tastiere; Monica “Mz” Carter, batteria e percussioni; James Thompson, fiati e cori; Lazaro Amauri Oviedo Dilout, fiati; Carlos Minoso, fiati; Oma Jali, cori.
Nella sua carriera, Zucchero ha venduto oltre 60 milioni di dischi, di cui 8 milioni con l’iconico Oro, incenso & birra. Tra i suoi record, è stato il primo artista occidentale a esibirsi al Cremlino dopo la caduta del Muro di Berlino, e l’unico italiano a partecipare al Festival di Woodstock del 1994, agli eventi 46664 per Nelson Mandela e al Freddie Mercury Tribute del 1992. Ha suonato in 5 continenti, 69 Paesi e 650 città, raggiungendo mete uniche come Oman, Mauritius, Tahiti, Nuova Caledonia, Armenia e Nuova Zelanda. Il tour partito nel 2023 ha già superato le centocinquanta date e, secondo indiscrezioni, si concluderà nel 2026 con oltre duecento concerti: un traguardo straordinario per un artista italiano. Ci possiamo sbilanciare dunque con qualche considerazione sul concerto.

La struttura del palco, ormai uno standard consolidato all’Arena di Verona, è la stessa utilizzata da tutti gli show ospitati tra settembre e ottobre. La scenografia è volutamente essenziale e rispecchia perfettamente lo spirito di Zucchero: il suo pubblico non cerca effetti spettacolari, ma musica autentica e intensità emotiva. L’allestimento prevede due americane laterali di circa quindici metri che si estendono sui gradoni, ampliando lo skyline visivo del palco. Nei brani più energici si nota un disegno luci dinamico e suggestivo, valorizzato dall’impiego dei fari Ayrton Cobra in quantità, mentre nei momenti più intimi prevalgono atmosfere morbide e colori caldi. Anche la parte video è ben equilibrata: il “sole” scenografico al centro del palco cattura l’attenzione, mentre i due iMAG laterali sono dedicati principalmente alle riprese live per il pubblico, con pochi ma efficaci contributi preregistrati. Sul fronte audio, l’esperienza è eccezionale: il mix firmato da Colin Norfield, uno dei fonici più rispettati al mondo, incarna perfettamente la filosofia “preferisco togliere piuttosto che aggiungere”. Il risultato è un suono pulito, bilanciato e mai invadente, che mantiene una pressione sonora elevata senza mai risultare aggressivo.
La nostra maratona all’interno della produzione di Zucchero parte proprio dagli uffici della produzione. Nei giorni prossimi pubblicheremo le voci dei professionisti che hanno reso possibile questo tour. Clicca in fondo alla pagina per vedere la galleria.




