Show design – Jacopo Ricci, Giuseppe Fischetti, Andrea Rossi

Il maestoso tour invernale nei palazzetti di Achille Lauro.

Show design – Jacopo Ricci, Giuseppe Fischetti, Andrea Rossi

Giuseppe Fischetti, operatore luci; Jacopo Ricci, show designer; Andrea Rossi, operatore video.

Il progetto è ormai maturo: Achille Lauro è a pieno titolo nella “serie A” del live italiano. Partito da Eboli, abbiamo incrociato il tour nei palazzetti per raccontare la nuova avventura del Ragazzo MadreIncontriamo Jacopo Ricci, show designer del concerto.

Jacopo, tu sei sicuramente la figura più indicata per raccontarci il percorso creativo e le scelte che hanno portato alla realizzazione dello show e del palco, fin dalle prime fasi del lavoro.

Il percorso che portiamo avanti per costruire uno spettacolo di Lauro non può prescindere dalla sua presenza e dalle sue idee. Lauro è sempre molto sensibile alla luce e non ama un utilizzo esasperato del video. Per questo abbiamo trattato il grande schermo LED come una vera e propria superficie luminosa, dosandone intensità e cromie in relazione al disegno luci.

Tutto lo spettacolo è in timecode, quindi ogni elemento è perfettamente sincronizzato. Abbiamo lavorato molto sulla gestione delle luminosità: il LEDwall è una sorgente estremamente potente e, essendo semitrasparente, dialoga continuamente con le luci posizionate dietro e con quelle frontali. È un equilibrio delicato, costruito con molte piccole accortezze. Il concept è volutamente asciutto, incentrato sull’artista e sulla band — anche grazie a un impatto sonoro molto deciso. Volevamo uno show diretto, essenziale, senza sovrastrutture.

Rispetto al tour precedente, dove la scenografia era dominata da grandi diffusori, questo impianto ci sembra decisamente più pulito. 

È vero, nel tour precedente avevamo sviluppato un concept legato a un immaginario estivo, quasi rave, con una componente eterea. Lauro ha sempre avuto questa dualità tra sacro e profano, e il rave rappresentava bene la parte più istintiva e terrena.

Oggi l’artista è cresciuto e si è trasformato, e questo si riflette anche sul palco. Più che aggiungere, stiamo togliendo. L’obiettivo è uno show centrato sulla musica e sui contenuti, senza bisogno di troppi elementi scenici. C’è anche una maggiore attenzione alla ‘fotografia’ dello spettacolo: qualità delle camere, resa dell’immagine, pulizia visiva. Anche banalmente, l’immagine di Lauro sul LEDwall oggi risulta più elegante e definita.

Se facciamo un parallelo con i tempi di Rolls Royce, lo abbiamo immaginato in un campionato di serie B, mentre oggi lo vediamo giocare, a pieno titolo, nel campionato di serie A. L’obiettivo è quello di arrivare in Champions League?

[Sorride] Finito questo tour ci prenderemo una breve pausa, poi inizieremo a lavorare sugli allestimenti estivi: nel 2026 sono previsti tre stadi – Rimini, dove realizzeremo l’allestimento, Roma e Milano – per poi proseguire nel 2027 con altri otto stadi, al momento in programma. Questo ci permette di sviluppare la creatività su un orizzonte più ampio. Poi Lauro è un vulcano di idee: quello che immaginiamo oggi potrebbe essere completamente diverso tra un anno. Ma sapere già di avere un percorso sugli stadi per due anni, ci consente, come creativi, di lavorare con una visione molto più aperta e strutturata.

Come ormai di consueto, la regia luci è posizionata in quota, alle spalle della regia audio. È qui che incontriamo Giuseppe Fischetti, davanti alla sua console grandMA3. Giuseppe, di cosa ti occupi, esattamente, in questa produzione?

In questo progetto mi sono occupato interamente della programmazione luci, mentre il lighting design è firmato da Denso Studio, nella persona di Jacopo Ricci, che ricopre anche il ruolo di show designer. L’impianto ruota attorno a un grande LEDwall centrale sul fondo palco, attorno al quale è stata costruita una vera e propria cornice luminosa con un parco proiettori importante: Robe Esprite e Robe Forte, sia in posizione floor sia appesi. Per gli effetti utilizziamo barre Colorado e PXL della Chauvet, distribuite sul tetto in quattro truss, oltre a strobo FOS Cyclone. Come completamento ci sono le barre ibride con sorgente RGB e strobo integrata della Unitech le Evo Blinder 700 IP.

Tutta la componente effetti è programmata in timecode, e l’intero show gira su piattaforma MA3: ormai siamo passati completamente a questa architettura e difficilmente torneremmo indietro.

Entrando di fianco al palco ho visto dei RoboSpot?

In totale utilizziamo cinque RoboSpot: quattro frontali e un quinto che controlla due iForte in controluce. Due frontali sono dedicati all’artista, mentre gli altri due seguono i musicisti durante gli assoli o eventuali ospiti. Una funzione particolarmente utile è la possibilità di acquisire in regia il segnale video proveniente dalla camera integrata di un iForte. Ho quindi un monitor dedicato che mi permette di verificare in anticipo l’inquadratura del followspot: in questo modo evito di aprire il fascio quando il puntamento non è ancora preciso, eliminando il classico effetto ‘ricerca’ sul soggetto.

La programmazione è stata realizzata tutta in studio?

Abbiamo lavorato inizialmente in pre-visualizzazione in studio per quattro giorni, costruendo la base dello show. Successivamente abbiamo rifinito il tutto durante l’allestimento e la data zero a Eboli. Come sempre accade nei tour, però, il lavoro non è mai davvero finito: ogni data porta piccoli aggiustamenti e ottimizzazioni.

Come sono i tempi di montaggio? 

I tempi sono molto rapidi grazie all’utilizzo delle bat truss: il sistema arriva già cablato, viene scaricato e sollevato in tempi contenuti. Generalmente per l’ora di pranzo tutto è già in quota con il palco pronto. Anche lo smontaggio è estremamente veloce: lo show termina intorno alle 23 e verso l’1:30 la squadra ha già completato il carico.

Con il team di MOD mi trovo molto bene: è una crew luci estremamente solida, coordinata da Antonio, composta da professionisti affidabili e preparati. Questo livello di efficienza operativa fa davvero la differenza, anche in termini di gestione delle energie durante il tour.

Chiediamo infine ad Antonio Del Vecchio, responsabile luci di MOD, del suo ruolo in tour.

Oltre ad essere responsabile delle luci, in tour mi occupo della gestione dei seguipersona. In questa situazione usiamo cinque RoboSpot a terra di fianco al palco, con cui facciamo la gestione remota dei seguipersona iForte muniti di telecamera. Ne abbiamo montati due sull’americana posteriore, che fanno il controluce, e altri quattro sull’americana frontale, due dedicati all’artista e altri due come special, o sui musicisti o sugli ospiti. Siamo collegati in streaming e configurati nei nodi Luminex, che vengono gestiti direttamente dalla sala dall’operatore luci.

La squadra operatori Robospot.

È dunque il momento di approfondire l’approccio dell’impianto video: Andrea Rossi si occupa della messa in onda. Andrea, raccontaci tutto. 

In questa produzione mi occupo dell’operatività video per la messa in onda dei contenuti sul LEDwall, un fondale da circa 7 m × 10 m posizionato sul fondo palco. Come media server utilizziamo due sistemi Resolume Arena, configurati in modalità main e backup. Alle spalle del palco è presente una regia video gestita da Telemauri, dove opera Maurizio Maggi: da lì vengono acquisite tutte le riprese live, che mi vengono inviate. Io le integro nel mio sistema, le gestisco all’interno del programma, aggiungendo effetti e combinandole con i contenuti video pre-caricati, per poi inviarle al LEDwall.

In regia lavoro su console grandMA3 per la gestione sincronizzata, anche se il flusso operativo è piuttosto lineare, perché gran parte dello spettacolo è stato programmato in fase di pre-produzione. Tutto è infatti agganciato al timecode, che sincronizza video, audio e luci.

Tutti i contenuti sono stati realizzati dallo studio Studio Puro e poi finalizzati in pre-produzione insieme al programma luci, in modo da avere una perfetta integrazione tra i vari reparti. Avendo programmato tutto insieme in studio, il risultato è molto equilibrato: ci sono momenti in cui il video è protagonista e altri in cui emergono maggiormente le luci, ma nel complesso lo spettacolo risulta coerente e mai eccessivo.