Giorgio Ioan - Direttore di produzione

Coez Live 2025, un viaggio sonoro e visivo dentro agli anni novanta.

Giorgio Ioan - Direttore di produzione

La produzione. Da sx: Lucia Carraro, Giorgio Ioan, Stefano Copelli e Matteo Carridi.

Ad Ancona è partita la data zero del tour di Coez. Un artista solido e con una produzione importante, che ha calcato i palchi della Penisola in una sequela di sold out. Raccontiamo da vicino le scelte tecniche che definiscono la produzione, attraverso le voci dei professionisti coinvolti.

Giorgio, avete realizzato l’allestimento qui ad Ancona. L’impianto scenico è molto originale, diverso dal solito. Da chi è nata l’idea?

L’idea arriva direttamente dall’artista e dal management: ci è stato chiesto di costruire una serie di televisori anni Novanta di varie dimensioni – grandi, piccoli, alti, bassi – su cui mandare delle riprese filtrate in modo da richiamare le caratteristiche del vecchio tubo catodico, con gli angoli arrotondati e l’estetica un po’ retrò tipica di quel periodo. La scocca dei televisori è stata realizzata da Luca De Vecchis e Corradi Costruzioni; Nicola Zanon ha seguito il progetto e realizzato i telai.
Qualche tempo fa, durante una convention ai Caraibi, avevo visto un tessuto elastico idrorepellente che non si stropiccia: mi era sembrato perfetto per rivestire le pareti esterne dei televisori. Ho chiesto a Peroni se riusciva a reperirlo e, dopo pochi giorni, mi ha richiamato dicendo: «Trovato.»

Si chiama Elastex, è un materiale elastico che si tende alla perfezione, credo di origine francese. Il risultato è che i televisori sembrano veri, con una scocca rigida. Il progetto scenografico ruota tutto attorno a questo: all’interno dei televisori vintage vengono mandate le immagini live filtrate e i contributi di visual graphics.

Coez ha voluto mantenere lo stesso sistema audio usato nel tour precedente, L-ISA di L-Acoustics, scelta condivisa anche dal fonico Davide Matteucci. Questo sistema audio è piuttosto diverso dal classico L+R: vi ha creato qualche grattacapo in allestimento?

In realtà no. I cinque cluster frontali si montano a terra sul loro grid e vengono sollevati insieme: tutto sommato è un’operazione piuttosto veloce. Poi ci sono i cluster laterali, che avremmo comunque anche con un impianto tradizionale. Non è così diverso dal solito.

Come numero di diffusori siete sicuramente sopra la media.

Sì, i diffusori sono di più, ma il nuovo sistema di L-Acoustics è abbastanza rapido da montare; per quanto riguarda i sub, ne abbiamo parecchi, alcuni sospesi in centro, altri a terra.

Come è organizzata la produzione?

Vivo Concerti è l’agenzia che gestisce il tour dell’artista, e ha affidato a Lemon and Pepper l’organizzazione e la gestione della produzione. In tour siamo io, Stefano Copelli, Lucia Carraro e Matteo Cariddi. I fornitori sono: Agorà per audio e luci, STS per il video, Italstage per palco e generatori. In tournée siamo circa una sessantina di persone con otto bilici più palco e generatori. Qui ad Ancona abbiamo fatto l’allestimento: questa sera è la data zero. Poi partiremo con una doppia a Roma e un tour di dieci date, che si chiuderà con una terza data sempre a Roma.