Che cosa è l’EDID

Uno degli aspetti più importanti del video professionale.

Che cosa è l’EDID

di Andrea Mordenti

Abbiamo più volte citato il termine EDID: rappresenta uno degli aspetti più importanti che si trova ad affrontare chiunque intenda approcciarsi alle tecniche del video professionale nelle sue forme più varie, perlomeno da quando tutte le fasi di realizzazione, riproduzione e visualizzazione dei contenuti audiovisivi sono state affidate a macchine digitali, ovvero computer e schermi per computer.

EDID significa Extended Display Identification Data: è un formato standardizzato di comunicazione bidirezionale tra apparati di riproduzione di un segnale audiovisivo (generalmente computer o altre macchine digitali) e sistemi di visualizzazione (monitor, videoproiettori, schermi LED). 

Un display, quando viene acceso e collegato a una sorgente di contenuti multimediali, invia alla fonte una richiesta di accesso che contiene dati dettagliati riguardo alla sua capacità di supportare differenti risoluzioni, rapporti di forma, spazi colore, formati audio ed altre informazioni che sono memorizzate in un chip EEPROM all’interno del dispositivo. La scheda grafica del player, in maniera più o meno autonoma a seconda dei casi, si uniforma a queste caratteristiche generando un file di EDID che poi utilizza per inviare i dati al monitor alla frequenza e risoluzione corretta.

Il protocollo è stato definito da Video Electronics Standards Association (VESA) nel 1994. La versione 1.0 era a 128 byte, mentre l’attuale EDID 2.0 ha una struttura di dati a 256 byte. Un file di EDID si può aprire in un editor di testo ma è naturalmente incomprensibile perché scritto in codice binario; riporta però chiaramente la marca e il modello del monitor per il quale è stato creato.

Finché il collegamento tra computer e monitor rimane stabile, la scheda grafica continua ad usare l’EDID che ha e tutto procede bene. Se il cavo di segnale viene sganciato e riagganciato o il display viene spento e poi riacceso, l’interscambio di dati avviene di nuovo e l’immagine sullo schermo può avere un temporaneo sfarfallio, finché la scheda grafica non si è assestata sul nuovo EDID. Per questo motivo la qualità e il giusto dimensionamento dei cavi per il trasporto di un segnale video digitale sono spesso fattori critici in un’installazione audiovisiva: un segnale labile e discontinuo genera una continua richiesta bidirezionale di aggiornamento dell’EDID, con risultati disastrosi per il risultato finale.

Un tipico caso di EDID non corretto è quello per cui le immagini sullo schermo risultano deformate nel loro rapporto di aspetto. Se, alla vista, un cerchio risulta ovale e un quadrato risulta rettangolare, salvo casi specifici di contenuti anamorfici o correzioni geometriche da applicare, si tratta spesso di un problema legato ad un non corretto interscambio di EDID tra i device in uso.

Un’altro problema frequente legato all’EDID, soprattutto nel caso di schermi con risoluzioni non standard (come quasi sempre sono gli schermi LED) è che il computer non sia in grado di riconoscere la risoluzione più adatta da fornire, con il risultato che porzioni dello schermo risultano nere o parti dell’immagine mancanti; questo può avvenire anche all’improvviso, soprattutto nel caso citato sopra di uno sgancio momentaneo del cavo di segnale. 

Per evitare queste problematiche è d’uso comune utilizzare degli strumenti – sia hardware che software – che stabilizzano il sistema fornendo alle uscite grafiche dei computer una emulazione di EDID, in pratica facendo credere alla scheda grafica di avere un monitor collegato anche quando non è vero.

I pannelli di controllo delle schede grafiche professionali generalmente consentono di salvare EDID differenziati su ognuna delle loro uscite, oppure si possono utilizzare dei piccoli accessori, chiamati EDID Emulator, che si attaccano fisicamente ai connettori di output. Un terzo modo per la gestione avanzata dell’EDID in uno scenario tipico di evento pubblico è quello di utilizzare un mixer-switcher, che ha tra le sue funzioni quella di creare file di EDID con risoluzioni personalizzate per la gestione di schermi LED dalle proporzioni e densità di pixel più disparate e inviare questo file ai suoi ingressi, in modo che il media-server che fornisce il background veda il mixer grafico come un monitor e fornisca stabilmente il segnale audiovisivo alla risoluzione e frequenza necessaria. 

Riferimenti:

https://oniroview.com/en/blogs/articoli-del-blog/cos-e-e-come-funziona-l-edid

https://www.extron.it/article/edidmanager_tc