Maurizio Maggi - Responsabile video

Il 17 dicembre al Mandela Forum abbiamo intervistato la squadra di Biagio Antonacci.

Maurizio Maggi - Responsabile video

La scelta di Biagio e della sua produzione è stata coraggiosa. Il palco al centro è da sempre una scelta controversa: se per il pubblico è uno spettacolo appagante, per la produzione è un lavoro impegnativo. Intervistiamo gli addetti per farci raccontare la nascita e le sfide di questo tour.

Colui che dall’audio è passato al video. Caro Maurizio, ci vuoi spiegare il tuo punto di vista sullo spettacolo “moderno”?

La mia definizione è che lo spettacolo “moderno” è sempre di più “multimediale”. Negli ultimi anni mi sono dedicato sempre di più al video, perché lo ritengo una parte dello spettacolo molto più attraente. Cambiano le tecnologie, si evolvono le apparecchiature, e bisogna essere costantemente sul pezzo per stare al passo con i tempi. Comunque non rinnego la cultura audio che ho imparato. Ancora oggi ogni tanto vengo chiamato per qualche lavoro da fonico.

E con un percorso nel settore luci, diventeresti un personaggio a tutto tondo per il live. Ma tornando a questo show, di cosa ti occupi?

Nel tour di Antonacci abbiamo fornito tutto il materiale video e il personale per le riprese. Dato che l’artista si sposta continuamente, abbiamo piazzato quattro telecamere presidiate, con ottica lunga, ai quattro lati del palco, e poi altre quattro robotizzate e remotate posizionate sul palco. Lo spettacolo è molto movimentato, e ogni sera è diverso: Biagio si muove molto e va a sensazione, e noi dobbiamo seguirlo con le otto telecamere e riportare tutto sui grandi schermi. Ne abbiamo uno grande per lato e altri 12 in un formato stretto e lungo che coprono tutto il perimetro del palco. Noi dobbiamo cercare di riprendere lo show con i movimenti e i primi piani dell’artista, e restituirli a tutta la platea. Il nostro compito è fare solo la ripresa del live, che confezioniamo e mandiamo alla regia luci, dove la mixano con i contributi video e fanno la messa in onda.
Ah, poi vorrei aggiungere una novità molto importante, che abbiamo introdotto in questo tour: il Kinder Garden!

Questo mi manca. Di cosa si tratta?

Dato che da qualche mese io sono diventato nuovamente padre, e dato che la mia compagna lavora anche lei in questo ambiente, e dato che pure Biagio ha avuto da poco un bambino, la produzione ha deciso di adibire e attrezzare un camerino all’uso esclusivo dei pargoli, quando i genitori sono impegnati.

Come l’asilo nido di Olivetti, di fianco alla fabbrica!

Esattamente!