La valorizzazione delle competenze nell’era digitale

Non basta più essere bravi, dobbiamo diventare visibili: Il progetto STAFF di ART4ART.

La valorizzazione delle competenze nell’era digitale

Nel backstage di un evento, tra un line check e la fine dell’evento stesso, la differenza tra una giornata memorabile e un disastro non sta solo nell’hardware. Sta nelle persone. E, sempre di più, starà anche nel come quelle persone riescono a rendere “leggibili” le proprie competenze in un ecosistema che è ormai digitale, interconnesso e veloce quanto lo show stesso.

Il settore audio-video per gli eventi dal vivo in special modo vive di specializzazioni: sistemi di diffusione complessi, reti Dante o AES67, workflow video su IP, gestione RF, automazioni luci, integrazione con scenografie e rigging, oltre ai protocolli di sicurezza e alle procedure operative.

È un patrimonio di micro-competenze concrete, maturate sul campo o imparate con corsi di aggiornamento continuo, che però rischia di rimanere invisibile se resta confinato a meccanismi lenti come un CV tradizionale o il passaparola. Oggi, chi lavora in tour, nei teatri, nei festival o nei service deve saper dimostrare non solo “cosa sa fare”, ma anche come lo sa fare e secondo quali standard.

E prendono sempre più importanza le certificazioni delle competenze e le loro forme digitali: CV pensati per essere consultati rapidamente e aggiornati in tempo reale, badge che attestano risultati verificabili e certificazioni di micro-competenze interoperabili tra sistemi informatici diversi. Non è un vezzo per pochi: è un modo pratico per permettere ad un production manager, un system tech o un responsabile HSE di comporre una squadra affidabile. Un patrimonio di competenze ben documentato in digitale permette di passare dal generico “mi occupo di video” al “so configurare e mettere in esercizio un workflow NDI/SMPTE 2110 in un ambiente live, secondo procedure definite”.

Il progetto STAFF di ART4ART (https://www.safecloud.green/it/staff) ha dato inizio ad una piattaforma online dove le singole credenziali digitali vengono gestite come dotazione professionale dei singoli (professionisti o dipendenti), dinamicamente e con la precisione che consente all’intelligenza artificiale di leggerle. È un sistema sicuro e sotto controllo ma anche aperto alla verifica dei requisiti da parte dei committenti (obbligatorio, ad esempio, per i documenti di health&safety nei grandi eventi).

Il tema delle competenze si lega strettamente anche ad un altro aspetto cruciale: il riconoscimento professionale ufficiale delle figure tecniche. In Italia, associazioni come ITALSHOW lavorano verso le istituzioni per dare rappresentanza e dignità a ruoli essenziali nel settore ma ancora poco normati. Questo stesso lavoro viene percorso da associazioni omologhe in altri paesi vicini a noi (PLASA.org in UK, VPLT.org in Germania…) che favorendo standard, dialogo e consapevolezza professionale in un mercato in cui si incrociano freelance, aziende, venue e produzioni internazionali, costruiscono riferimenti associativi solidi che sono indispensabili per definire profili, responsabilità e percorsi che le istituzioni possano riconoscere.

In molti campi, anche apparentemente lontani ma sempre più interconnessi, si trovano esempi di associazioni che lavorano alla validazione di standard e percorsi di formazione e certificazione per valorizzare le competenze maturate sul campo insieme a quelle acquisite attraverso corsi e micro-corsi di aggiornamento. Da Avixa, riferimento per la professionalizzazione in ambito A/V, ad AISS Italia nel settore della security, il rendere le competenze misurabili è il primo passo per renderle visibili e farle “contare”.

Sono solo alcuni esempi, ma condividono tutti una stessa esigenza: possono funzionare davvero solo se persone e aziende scelgono di partecipare, collaborare e superare le divisioni che ancora frammentano il settore. L’alternativa è quella di non rappresentare un gruppo significativo.

Un punto è chiaro: nel live non basta più “essere bravi”. In un settore che corre alla velocità del segnale anche la reputazione deve diventare un dato leggibile, condivisibile, affidabile e riconoscibile, tra un palco, una control room e le istituzioni.

I buoni strumenti per gestire le competenze e un po’ di impegno profuso nelle associazioni valgono molto di più di quanto ci possano costare. 

Contatti: safecloud.green/it/staff