Giorgio Savarese - Programmatore e operatore sequenze
L’OraZero in Tour, la nuova tournée di Renato Zero, debutta con un grande successo.

Il tour è partito con una prima data al Palazzo dello Sport di Roma; dopo le cinque date nella capitale, è proseguito con altre venticinque tappe nei principali palasport italiani, tutte rigorosamente sold out. Per conoscere a fondo le dinamiche di questo tour, intervistiamo i protagonisti che l'hanno reso possibile.
Giorgio, raccontaci il lavoro di programmazione e su cosa sei intervenuto.
Durante le fasi di allestimento partiamo sempre dai file originali delle sessioni di registrazione, a cui si aggiunge l’orchestra, che è stata registrata in studio in diverse sessioni; io ricevo i vari file audio, su cui intervengo per costruire le sequenze definitive. Il lavoro consiste principalmente nell’allineamento dei livelli e nell’amalgama del suono complessivo, oltre agli inevitabili allineamenti temporali e gli occasionali cambi di tempo/tonalità. A volte integro con programmazioni aggiuntive anche con strumenti “hardware”, oltre che con le indispensabili librerie “virtual”. Nella maggior parte dei casi si tratta comunque di interventi piuttosto leggeri: qualche ritocco con compressione multibanda e poche altre regolazioni, sempre con l’obiettivo di mantenere il più possibile la naturalezza del materiale originale. Su questi file costruisco anche la stringa di timecode, che viene poi utilizzata dal reparto video per sincronizzare i contenuti visivi e ai mixer per eventuali automazioni.
In scaletta hai solo i brani previsti o anche delle alternative?
In realtà abbiamo anche dei brani “di riserva”. Renato è un artista molto istintivo e attento ai dettagli: mentre è sul palco può già pensare a modifiche per le date successive. Per questo motivo teniamo sempre pronti alcuni pezzi extra. Dal punto di vista operativo, però, non è necessario modificare il progetto: lavorando in timeline mi limito a riordinare i marker, cambiando la sequenza di esecuzione. Logic non consente di modificare direttamente una playlist, ma permette di saltare tra i marker: di fatto ottengo lo stesso risultato intervenendo solo sull’ordine di lettura, mantenendo il progetto il più stabile possibile, che è la priorità assoluta.
Che tipo di setup utilizzi per lavorare in diretta?
Utilizzo due Mac Mini con Logic Pro, configurati come macchine gemelle e sincronizzati tramite timecode MTC a 25 fps gestito da una centralina per la gestione del TC. Il sistema è ridondante: il secondo computer resta in aggancio finché il principale è operativo, ma in caso di fault subentra automaticamente senza interruzioni [free-wheeling]. Per la gestione dell’audio multicanale utilizziamo due interfacce Focusrite che convertono da Dante a MADI, affiancate da uno switch Direct Out sui due flussi MADI. In questo modo possiamo effettuare uno switch simultaneo su 64 canali completamente in digitale, evitando qualsiasi passaggio in analogico.
Gestisci anche il playback durante lo show?
Sì, il controllo di play e stop è centralizzato qui. Inoltre ho organizzato le tracce in gruppi: nel caso in cui Renato debba intervenire parlando, posso agire rapidamente sul mix tramite un unico VCA, mantenendo sotto controllo la dinamica generale del sistema.




