Stefano Copelli - Produzione

La spettacolare “residency” di Zucchero all’Arena di Verona, raccontata dai suoi protagonisti.

Stefano Copelli - Produzione

Stefano Coppelli e Barbara Losavio di Lemonandpepper, in produzione.

Per tutto il 2025, Zucchero “Sugar” Fornaciari ha portato avanti il suo Overdose D’Amore World Tour in una serie di tappe prestigiose e venue importanti, in Italia come all’estero.

Stefano, mi hanno detto che si tratta di una produzione in Arena un po’ particolare.

Quest’anno, a differenza del passato, è successo che durante ogni day off della nostra produzione era previsto un altro artista; si sono succeduti veramente in tantissimi, da Francesco de Gregori a Venditti, a Gianna Nannini, a Geolier, Gabbani, Irama, Brunori, Francesca Michielin, Umberto Tozzi. Tutti questi spettacoli si sono avvalsi della struttura che avevamo montato per Zucchero, naturalmente riadattata per il loro spettacolo.

Ma in quei casi smontate e rimontate tutto?

Rimangono le macro strutture, che vengono riconfigurate secondo le varie produzioni; io per esempio sono rimasto con Brunori e con Michielin; ogni artista si porta i suoi special e la sua scenografia, però il grosso rimane: l’impianto audio, il tetto con le luci, gli schermi laterali. Insomma, è un mix tra mezza produzione e festival. Diciamo che il periodo che segue l’opera, a fine agosto, prevede una serie di concerti pop che cercano di sfruttare la venue al massimo possibile. Per il pubblico è sempre bello venire in Arena, è un’icona che non tramonta mai: sono 2000 anni che in questo luogo vengono fatti degli spettacoli, e da quel che ne so il pubblico risponde sempre bene.

Quando è iniziato il tour di Overdose D’amore? 

A novembre 2023 negli Stati Uniti; poi è ripartito in Europa a marzo del 2024 con tre concerti alla Royal Albert Hall di Londra, per poi continuare con i grandi festival in Europa. Infine siamo sbarcati in Italia a giugno con gli stadi e siamo arrivati in Arena con dodici repliche.

Lavoriamo da tanti anni con Zucchero, e sappiamo che è molto attento ai dettagli dello spettacolo ed è molto presente in tutte le decisioni che vengono prese; quando tutto è discusso e deciso, noi portiamo avanti l’aspetto tecnico, logistico e organizzativo per portare in tour lo show, sia in Italia che all’estero.

Zucchero è in tour praticamente da due anni, tra stadi, palazzetti, Campovolo e Arena. Ed è sempre sold-out. 

Dopotutto l’artista è i brani che può portare al pubblico: quello di Zucchero è un repertorio veramente enorme, con grandi collaborazioni. Parliamo di un artista internazionale, che piace molto anche agli stranieri, in Europa e in giro per il mondo. Da non sottovalutare che sul palco si canta e si suona veramente, e questo il pubblico lo apprezza tantissimo: per questo Zucchero cerca di trovare sempre musicisti eclettici che si abbinino al tipo di spettacolo che propone.

Gli spettacoli di Zucchero sono tutto sommato abbastanza minimalisti, anche se ricercati. Le scenografie sono analogiche, non esagera con maxi-schermi e fuochi d’artificio…

Forse è anche per questo che il pubblico risponde: Zucchero ha un suo immaginario, preferisce la scena materica, e anche nei clip che mandiamo c’è sempre un look riconoscibile. Poi lui ha bisogno di sentire sul palco tutte quelle cose che gli piacciono e che lo richiamano al mondo. Per questo gli spettacoli di Zucchero difficilmente usano laser, fiamme, fumi e strumentazioni varie.

Il tour si sposterà di nuovo in America, dico bene?

Per l’America non ci sarò, è previsto uno staff un po’ più ridotto; io rientrerò il prossimo anno per le arene in Europa. Inizieremo dalla Royal Albert Hall, e finito il giro in Europa ci saranno di nuovo gli stadi in Italia.

Chi lavora con te? Sbaglio o c’è anche Giorgio Ioan?

La produzione è curata da Lemonandpepper: siamo io e Barbara Losavio, e all’occorenza c’è anche Giorgio. Zucchero è abituato da sempre a stare sul palco, e durante queste date in Arena ha compiuto settant’anni: ha fatto un super show cantando e un compleanno sul palco, che per lui è il regalo più bello che possa ricevere. Credo che non ce la faccia a stare giù dal palco, a casa si annoia! [ride, ndr]