Suite 102.5 Prime Time Live - La Radiovisione che diventa interattiva

La Suite 102.5 Prime Time Live è un appuntamento fisso del lunedì sera, in diretta sul nuovo portale RTL Play. Lo studio RTL ospita settimanalmente tanti grandi nomi della musica italiana già da ottobre 2020 e il calendario non sembra avere fine. La pandemia che ancora blocca i concerti live ha creato l’occasione per RTL di portare gli artisti in casa di tutti, interattivamente. Un format particolare, nuovo, che integra i media tradizionali, i social e una nuova idea di Radiovisione.

Suite 102.5 Prime Time Live - La Radiovisione che diventa interattiva

di Lorenzo Ortolani

Un assolato lunedì pomeriggio di un febbraio nel centro nevralgico dei media lombardi, a Cologno Monzese, a pochi giorni dal triste anniversario dell’inizio dei lockdown in Italia. Un anno da quando i microfoni hanno smesso di essere collegati ai grandi impianti per la musica dal vivo e sono diventati protagonisti delle videochiamate, delle dirette streaming, ma anche di idee fresche per il panorama italiano come questa di Lorenzo Suraci per la Suite di RTL 102.5, che abbiamo deciso di raccontare su S&L.

Arrivato in sede RTL incontro la responsabile stampa Valentina Facchinetti e il simpatico dottore che mi farà un tampone, come me anche agli artisti e ai musicisti ospiti che dovranno confermare l’assenza del COVID-19. “Il dottore è bravissimo, vedrai che non sentirai nulla” mi dice Valentina. E infatti, mani di fata del dottore e tampone negativo, sospiro di sollievo, si sale in studio, mascherina comunque indossata. Uno studio completamente diverso da quello che si vede normalmente nella programmazione di RTL, ci sono più palchetti, un’illuminazione decisamente diversa dal solito e musica nell’aria. Musica viva, dal vivo, suonata da musicisti, veri, in carne ed ossa indaffarati con il sound check. I tecnici dietro la regia, gente che lavora in studio per l’allestimento. Scenari di vita lavorativa quotidiana del nostro mondo che però oggi hanno qualcosa di surrealmente commovente. 

Fabio Marcantelli - Produttore esecutivo

“Il format ce lo siamo creati per benino – spiega Fabio – avevamo le idee chiare dall’inizio e poi l’abbiamo solo ottimizzato. Lorenzo Suraci aveva questa idea di fare live in radiovisione, con interazione del pubblico, far vedere i cantanti, farli vedere vicini alla gente. Quindi bisognava trovare un modo per far quagliare tutto. L’utilizzo di Zoom durante il live con interazioni del pubblico fa vivere il live maniera diversa non solo al pubblico da casa ma anche al cantante, che si sente un po’ a casa sua. Noi gli diamo semplicemente un contesto attrezzato e coordinato.

“Alcuni artisti, visto che non stanno suonando in giro, abusano di questo spazio (ride). Essendo fermi da tanto tempo si fanno anche due o tre ore di sound check. Zucchero mi ha chiesto: ‘Fabio, che ne dici se vado avanti e facciamo qualche altro pezzo?’ Due ore e 45 di sound check, si divertiva come un matto. A tutti gli artisti manca tanto la performance live. Qui si sentono coccolati dai tecnici. 

“Abbiamo costruito – continua Fabio – questo format intorno all’esibizione dove non c’è solamente la diretta in studio, ma c’è tutto, compresi i fan. Fin dall’inizio il format era partito proprio da questa interazione. Abbiamo provato inizialmente a farci stare anche 200 fan collegati da casa,, poi però abbiamo visto che sarebbe risultato troppo caotico e abbiamo ridimensionato in un contesto più gestibile e meno confuso. 

“L’artista porta uno spettacolo che non ha potuto mostrare perché interrotto dal coronavirus, a volte lo riarrangia per risultare più intimo e nel frattempo interagisce con quattro fan. Quattro interventi dove si dà la possibilità di raccontarsi un po’, se è uscito con un singolo, un album o parlando di se stessi, del live o altro. Durante l’esibizione abbiamo previsto che la conduzione fosse solamente la voce fuori campo di Gigio D’Ambrosio, come voce narrante per la radio e di raccordo con i fan e la pubblicità. Ci sono però stati casi dove il conduttore ha detto poco o niente perché il cantante si è preso lo spazio in cui mandava anche gli interventi pubblicitari, salutava i fan che riconosceva in video: ‘Ciao Marco, allora com’è andata?’! Siamo riusciti a creare questa situazione pseudo casalinga, intima, dell’esibizione, e c’è chi si è trovato molto a proprio agio. 

“Finito il live continua la diretta in radiovisione streaming sulla nostra piattaforma RTL play e sui nostri social. Ci si sposta in un altro studio, su un divano con altri due speaker della radio, Paola di Benedetto e la Laura Ghislandi, che fanno da raccordo con il pubblico, si beve qualcosa, ci si svacca un po’. C’è questo muro con un maxischermo dove ci sono parecchi fan e una decina di loro fa ancora delle domande. Sarebbe quel meet&greet che di solito si fa nei camerini o ai lati del palco. 

“Il Meet&Greet inizialmente andava solo in streaming – aggiunge Fabio – ma vedendo che la fascia di ascolti era alta anche in quel frangente, abbiamo deciso di continuare la diretta radio e radiovisiva anche di questo backstage. Abbiamo ridisegnato lo studio, la scenografia, la scritta suite al neon”. 

Lo spettacolo quindi inizia alle nove, ma quando termina?

Inizia alle 9:04. Solitamente il live finisce dopo 12 brani, alle 10:04 o alle 10:14 e poi in un minuto si viene nel Meet&Greet, la social room, dove intanto la trasmissione è già andata avanti con Paola e Laura e termina alle 22:58. Sono orari precisi perché poi parte il Giornale Orario e parte l’altro programma. 

Come funziona il tuo ruolo di produttore esecutivo?

Io mi sono occupato di gestire tutta la situazione, inventare grafiche e promo che riflettessero bene il programma, creare un’ambientazione e organizzare la parte live, i copioni e la conduzione. Gestisco una quindicina di persone in totale durante le dirette, che variano in base alla complessità del concerto. In pratica cerco fare in modo che non esploda niente né prima né durante la diretta!

A livello di pubblico e di pubblicità sembra funzioni molto bene. Siete una radio che si è presa anche un pezzo di prima serata TV.

I nostri programmi più forti sono quelli della mattina o del pomeriggio, quando appunto la gente si sposta in macchina o lavora. Questo invece è un orario importante e serve un impegno notevole, dal punto di vista anche dell’investimento, perché fare una trasmissione del genere non è banale ed essendo una radio dobbiamo avere un audio ottimale al 100% e un video all’altezza, soprattutto in quella fascia. A livello di budget siamo ben coperti, il ritorno del pubblico ha fatto in modo che il programma vada in onda da oltre 20 puntate e a quanto pare non c’è ancora una fine all’orizzonte, il calendario è pieno. Anche se, in tutta sinceritá, vorremmo ripartire con i concerti. 

Eugenio La Teana - Head of innovation

“Questa tipologia di evento – ci dice Eugenio – è unico per il panorama italiano, vuoi per le piattaforme ma anche per l’interazione in tempo reale con il pubblico che entra nella trasmissione.

“Da un passaggio sperimentale di interazione con i fan abbiamo trovato un meccanismo per cui la qualità del prodotto è aumentata fino a portarlo a un programma degno della radiovisione di RTL. Questo è molto importante per il nostro portale video RTL Play. RTL ha sempre portato avanti questa idea di mantenersi coerente con i cambiamenti di carattere sociale, siamo stati i primi a creare il concetto di Radiovisione, siamo stati pionieri della multipiattaforma. Ancora prima, quando l’SMS era un sistema poco usato, noi eravamo già in grado di collezionare i messaggi degli utenti. Mi piace ambiziosamente definire il progetto Play come il Netflix della radio, un po’ per la sua forma, un po’ per la sua caratteristica di visualizzazione. È un progetto nel quale abbiamo concentrato tutte le nostre risorse e la Suite è un po’ figlia di questa strategia. Mentre la radio live non ha sempre una contestualizzazione per un ri-ascolto di massa, in questo caso i contenuti generati dalla Suite sono perfetti anche per un consumo on-demand su RTL Play”. 

Le vostre offerte spaziano su tanti media.

Dopo RTL è nata Radiofreccia, poi Zeta, poi si sono moltiplicate le nostre offerte nello spazio digitale, tutti disponibili ora su DAB (presente ormai in tutte le auto italiane vendute da un paio di anni a questa parte – ndr) ma anche sulle nostre piattaforme digitali in forma di Radiovisione. Noi vogliamo dare all’utente la libertà di avere tutte le piattaforme e i formati a disposizione. Chiaramente cerchiamo sempre di mettere la radio un layer sopra, poi c’è il layer interattivo, il layer visuale, eccetera. 

In termini di risorse e di personale come si riesce a gestire tutta questa varietà di piattaforme e contenuti?

Ovviamente abbiamo dei partner che ci aiutano nello sviluppo dei prodotti, questo in contemporanea a una riorganizzazione interna. Ad esempio a breve saremo la prima radio disponibile nella piattaforma SKY Q, insieme ad altri player come Netflix o Spotify. Il tema è di estendere RTL Play, come abbiamo fatto per RTL, su tutte le piattaforme. Parte del successo di RTL è proprio questo: facciamo contenuti di qualità ma non ci fermiamo lí, vogliamo che siano fruibili ovunque. L’utente ha cambiato le abitudini: il contenuto vuole essere consumato come voglio, quando voglio, dove voglio e RTL Play serve proprio a questo. 

Luigi Nino - Direttore luci e fotografia

Siete partiti con un concept particolare per lo stile luminoso? 

La nostra idea di illuminazione voleva mimare le luci di un piccolo club, quindi con pochi effetti e giusto un velo di fumo, quasi sottotono. È stata una scelta ben studiata, gli artisti sono illuminati in maniera puntiforme, se vanno fuori da quella zona entrano in situazioni di chiaroscuri. Sai quella velatura del fumo delle sigarette del piccolo locale? È esattamente l’opposto delle situazioni per cui lavoro di solito, studi molto grandi pieni di sorgenti e di LEDwall. Lo studio poi è molto piccolo, quindi con Fausto (Comincioli, Motion Graphics) abbiamo cercato di dare anche con le grafiche un’idea di intimità, ottimizzando gli spazi. Usiamo pochissimi colori, in accordo con anche con Fabio (Marcantelli, Produttore Esecutivo) con cui condivido ogni scelta artistica. Abbiamo cercato sostanzialmente una luce calda, frontale. Le luci arrivano molto dall’alto, essendo uno studio piccolo, perché non vogliamo bagnare le proiezioni; di contro abbiamo una grande difficoltà quando gli artisti si esibiscono con dei cappelli, dobbiamo lavorare di fino. La proiezione video avviene con proiettori non molto potenti, quindi delle luci più diagonali avrebbero distrutto il video. Abbiamo dovuto trovare delle soluzioni alternative dal basso per poter vedere l’occhio dell’artista in qualche maniera. Ad esempio, quando è arrivato Gue Pequeno, alto 190 cm, abbiamo dovuto creare dei tagli che, quando lui usciva dal suo punto di luce, mantenevano la forma e non lo facevano sparire nella scena. 

Il progetto luci è fisso dall’inizio? 

Dall’inizio del progetto abbiamo aggiunto una serie di punti luce e di colori. Visto che l’editore ha creduto nel progetto siamo andati via via migliorando di puntata in puntata e ora abbiamo un sistema molto funzionale. La luce chiave ha una colorimetria leggermente più calda del resto. I controluce invece sono tendenti all’azzurro. A terra c’è un’illuminazione che cerca di dare forma agli oggetti color ciano verso il palco principale per dare tridimensionalità e per dare colore al fumo senza sporcare il video. Devo dire che anche Fausto ha fatto un buon lavoro con le grafiche per dare un miglior contrasto. La luminosità del video è delicatissima e ci ha dato non pochi grattacapi. Alla fine, però, guardando anche il risultato su schermo, abbiamo creato una scena che funziona bene.

A differenza degli studi TV, vedo che questo studio ha un pavimento molto assorbente, quasi opaco.

Fortunatamente abbiamo una moquette scura: questo ci aiuta a limitare la quantità di luce riflessa verso i pannelli di proiezione. 

L’impianto luci è lo stesso dei programmi classici?

Usiamo qualcosa ma in generale sono due sistemi separati, gestiti con due banchi luce separati. A livello di personale siamo pochissimi, per poter rispettare il massimo distanziamento: ho del personale che mi aiuta ad allestire il set secondo la configurazione del palco ma poi in studio rimaniamo in pochi.

Fausto Comincioli - Motion graphics

Come gestite le grafiche per i proiettori e per la diretta? 

Abbiamo voluto creare una sorta di set anche tramite la proiezione. Siamo partiti da un fondale a mattoni con il logo in stile spray ma siamo subito passati al neon che era più convincente. La cosa più complicata è stata trovare il giusto equilibrio con il contrasto delle immagini e le luci in scena. Le grafiche sono realizzare in anticipo per ogni artista, seguendo una linea precisa e creando anche tutti i file e i filmati “alphati” (con un canale alpha, cioè con lo sfondo trasparente –nda) che andranno in sovraimpressione durante le chiamate dei fan e in altre situazioni. 

Jonathan Cascio - Responsabile tecnico audio

Ci sono state richieste particolari sulla tipologia di suono e di setup? 

In realtà ci siamo mossi al contrario, ovvero abbiamo voluto organizzare la cosa in maniera che fosse compatibile con le attività che abbiamo, per ottenere una velocità di realizzazione e nello stesso tempo la massima qualità del prodotto. Partendo dall’esperienza pregressa in situazioni come questa, incluse tutte le attività live che abbiamo prodotto nel tempo, abbiamo realizzato un impianto Dante usando due banchi Yamaha: un QL1 in studio e un QL5 nella regia esterna per la messa in onda. Yamaha perché è un buon compromesso per quanto riguarda duttilità e facilità di utilizzo e di gestione. Tutti i radiomicrofoni (Shure ULX-D) sono collegati in Dante come anche la RIO32 sul palco, che a volte espandiamo con una RIO16 qualora servisse. Siamo poi collegati con la regia esterna tramite due fibre, una per la parte audio e una per la parte video.

Gli artisti sono seguiti da personale tecnico? 

Ní, nel senso che alcune volte sì e altre volte no, infatti io a volte faccio il fonico di palco, altre volte faccio la messa in onda. Molto spesso ci si conosce con i fonici degli artisti, quindi non ci sono quasi mai problemi. La resa in onda è buona e passando nell’Orban il suono piace moltissimo rispetto ad altre unità che invece producono un suono molto più schiacciato, meno dinamico. 

Tutto il segnale va ad un processore e poi viene smistato?

Abbiamo due processori Orban, uno per la radio e uno per l’audio per il video/streaming. Abbiamo due elaborazioni differenti proprio perché spesso il televisore non ha la resa che ha la radio, quindi i due processori ottimizzano l’ascolto in un senso o nell’altro: tagli diversi, dinamica un po’ diversa. Nella parte televisiva la voce è un po’ più fuori, anche se sono comunque molto simili. Abbiamo un 8700 per la radio e un 6200 per la TV.

Quanti canali gestite mediamente?

Oggi con Emma siamo a 22 canali fisici, siamo arrivati anche a 32, più i radio su Dante. Il live è gestito in toto con i banchi Yamaha che poi inviano un feed stereo al banco Axia della radio, che a sua volta gestisce tutti gli altri segnali: Zoom, microfoni dei conduttori, eccetera.

Vedo che lo studio accoglie anche tranquillamente sorgenti ad alto volume come batterie acustiche.

Sí, lo studio è abbastanza muto e anche sorgenti simili non ci danno grandi problemi e/o rientri e non dobbiamo preoccuparci di schermarla troppo. Certo dipende anche da quanto picchia il batterista! 

Effettistica? Dipende dall’artista o avete un setup standard? 

Generalmente usiamo gli effetti a bordo del banco; finora l’unico artista ad aver usato un setup separato è stato Giuliano dei Negramaro che ha un suo rack particolare con pre ed effetti.

Michael Triverio - Tecnico bassa frequenza

Ho visto che ci sono dei monitor a terra, ma vedo che molti artisti usano anche in-ear.  

Tendenzialmente usiamo gli in-ear, usiamo dei radio Sennheiser serie G3 precablati e settati (siamo di fronte a Mediaset e ci sono molti altri studi nei dintorni, di frequenze radio ne girano parecchie – nda). Poi se l’artista lo chiede, come oggi, forniamo anche dei monitor.

Ivan Novellino - Produzione

Dove va a finire il tavolo dei conduttori che usate solitamente? 

Il tavolo si abbassa pneumaticamente e viene ricoperto con un palchetto. Vengono rimossi solo il monitor e i microfoni usati dai conduttori. In questa maniera l’allestimento del palco è veloce e così anche i cablaggi. In un’ora il palco è fatto. In un’ora e mezza, al massimo due, lo studio è di nuovo pronto per la programmazione classica, operazione che svolgiamo mentre va in onda il Meet&Greet.

Luigi Antonini - Regia video

“La Suite – spiega Luigi – è un programma abbastanza anomalo dal punto di vista visivo, perché i combina con una struttura in parte esistente dentro RTL che viene utilizzata per la loro normale programmazione di Radiovisione, integrandola con un OB Van esterno che arriva solo ed esclusivamente per la produzione della Suite. Arriviamo ad avere in totale dieci camere più una micro. Di queste dieci, solo tre sono camere presidiate, normali broadcast, mentre le altre sono Panasonic PTZ remotate, di cui tre con un sistema residente su binari di Tecnopoint che quindi possono muoversi nello spazio sia in altezza sia in profondità. Sono due binari attaccati al soffitto con una colonna robotizzata che può scendere e salire: si riesce a partire da dietro le regie e si può arrivare in controcampo pieno. Un binario è poggiato dove c’è il bancone delle regie e si muove orizzontalmente, poi ho altre due PTZ su binari più corti che fanno meno escursione. Le altre remotate hanno una colonnina regolabile in altezza; un sistema meno agile dal punto di vista della programmazione, per cui in genere le uso mettendole all’altezza che mi serve in base al setup e non le tocco più.

“Tutte le telecamere arrivano all’OB Van su fibra, remotate e broadcast, come il computer per i collegamenti Zoom, i fondini, eccetera; il program esce direttamente dall’OB Van, compreso il mix audio, dove utilizziamo, oltre alle macchine a bordo della regia collegate con lo studio in Dante, anche delle macchine di proprietà di RTL”. 

La tua postazione di lavoro è in Studio o in OB? 

In questa produzione siamo tre persone in regia esterna, io seguo anche il banco video, poi c’è il controllo camere e un fonico, anche per ovvi motivi in questo momento di pandemia. Non essendo un OB Van a tripla espansione – perché non ce ne sarebbe bisogno – abbiamo cercato di ottimizzare anche il numero delle persone necessarie in regia. Non c’è una RVM, non c’è un operatore al mixer video. 

Quindi una produzione snella.

Questo format rispetto magari ad altri programmi un pochino più complicati non ha un grossissimo apporto di tecnologie, è nato in un momento dove l’editoriale è più importante del lato tecnico. Quando Suraci mi ha chiamato ci siamo mossi di corsa e nel giro di una settimana abbiamo sviluppato insieme tutta la parte visuale. Dovevamo partire dallo studio interno perché non c’erano né il tempo né il modo di metter su una tensostruttura o altro, quindi abbiamo lavorato subito insieme alla fotografia e alla grafica per creare una scatola che fosse fresca e diversa dalla solita della programmazione RTL.
Abbiamo cercato di darle una veste nuova molto velocemente, dopodiché siamo partiti. Dovevamo fare peraltro anche poche puntate, ma adesso sta diventando un appuntamento che probabilmente durerà a lungo, e lo ottimizziamo di volta in volta.

Un linguaggio video diverso dal solito?

Come dicevo prima, questa è un’anomalia, ovvero quella di mischiare il linguaggio della televisione con la radiovisione, due mondi vicini ma non esattamente uguali. Un programma radiofonico trasmesso in radiovisione non è come vedere un talk show, per mille motivi, sia di dotazione sia di linguaggio. Il fatto di avere ibridato così tante camere remotate – che sono un linguaggio molto vicino alla radiovisione – mi ha fatto trovare una combinazione nuova, un ibrido che non stona. La camera remotata offre dei punti di vista inediti, per cui non è una semplice sostituzione dovuta ad un risparmio economico. La PTZ è utilizzata dove la camera broadcast non potrebbe arrivare. Questo secondo me è un successo anche per il tipo di fruitori, sarebbe stato inutile produrre un programma televisivo come per Canale 5 e metterlo su RTL.
Abbiamo usato al massimo le facility che ha RTL: vedi le PTZ, l’audio creato in questo modo, un’illuminazione in stile club, una scelta fotografica importante che ha creato non pochi problemi. Le PTZ hanno tanti vantaggi, ma non quello di essere camere luminose e facilmente controllabili e gestibili dal punto di vista cromatico, però alla fine abbiamo raggiunto un equilibrio soddifacente. Anche la gestione delle luci e delle proiezioni è un lavoro certosino dove anche un solo centimetro di luce che sporca un video rovina l’inquadratura.

è un po’ come dipingere, invece che un quadro, una miniatura. Devi essere molto, molto preciso.

Esatto, anche perché ogni settimana c’è un setup diverso, perché ogni artista ha un proprio backline; ciò implica che ogni settimana abbiamo un problema nuovo e una soluzione da trovare. Una volta hai un pianoforte dalla parte opposta della puntata precedente, poi c’è il batterista con la batteria grande, poi ci sono gli ospiti con i “Feat”, che ormai vanno molto di moda, e ti trovi due o tre persone insieme sul palco… Bisogna rivedere le luci e i programmi delle PTZ. Però, ripeto, a me il risultato dal punto di vista visivo sembra molto buono e non soffre l’essenzialità dell’allestimento.

Ho visto che usate delle proiezioni anche come gobbo. 

Sì, utilizziamo gli stessi proiettori che fanno il fondale per proiettare i gobbi, sugli stessi fondali, e questo lo fa tutto la regia. Il mixer video Sony gestisce tutte le proiezioni e, in base alla posizione dell’artista sul palco o al pianoforte, spostiamo la proiezione del gobbo su quello che prima era un fondale e che ora è fuori dall’inquadratura. Ci sono una serie di piccole accortezze che però vanno risolte, in uno spazio così piccolo. Ad esempio, il fatto che RTL abbia una regia così evoluta ci permette risparmiare ulteriori 2 m² per un gobbo.

Jody Fouque - Coordinamento discografico e contatto con i fan club dell’artista

“Nella radio – spiega Jody – mi occupo di organizzare tutti gli ospiti legati alla discografia, nel programma in particolare mi occupo di mettere in contatto i fan club e i fan stessi con gli artisti. Viaggiamo con un paio di settimane di anticipo, per avere una sorta di scaletta e per preparare le grafiche. Gli artisti non sanno chi interverrà né conoscono le domande, ma noi sì”. 

Questo per evitare il famoso Zoombombing con ospiti indesiderati? (ridiamo) 

Esatto, cerchiamo di creare questi filtri che sono fondamentali per essere tranquilli, sia noi sia l’artista. Normalmente i contatti arrivano dal fan club, quindi sono contatti già filtrati, diciamo così, e noi siamo più sereni. Serve un minimo di controllo per evitare possibili problemi e per poter rispettare le tempistiche. I fan, infatti, sono parte integrante del programma. Non esistono in Italia altre trasmissioni fatte così e notiamo che gli artisti sono davvero entusiasti del metodo. 

Massimo Galanto - Responsabile social

“Una parte molto importante di questa trasmissione – dice Massimo – è fatta con gli ascoltatori, quindi la gestione dei social media e l’interazione con i fan è fondamentale.
“Oltre alla trasmissione in sé, ci sono diverse attività che svolgiamo in anticipo per promuovere ogni evento e per fare in modo che gli ascoltatori o i fan vengano informati per tempo. Creiamo un video promo per ogni artista, un backstage realizzato il giorno stesso dell’evento e ci coordiniamo con i canali social della radio ma anche con quelli degli artisti per la promozione. Creiamo contenuti sia editoriali sia i cosiddetti ‘instant’, cioè prodotti seduta stante”.

Quali canali seguite?

Facebook, Instagram, Twitter, Linkedin e Youtube, ovviamente ognuno di questi con delle specificità, quindi alcuni contenuti vanno solo per esempio nelle Stories di Instagram, una narrazione in diretta su Twitter, altri contenuti su Facebook ecc… Su Twitter, ad esempio, viene fatta una copertura molto forte, fondamentalmente per ogni brano in diretta. Su Youtube una copertura prettamente video. Linkedin invece viene coinvolto soprattutto nella fase di lancio e di promozione dell’evento, quindi quando viene di fatto diffuso il comunicato stampa, così come alla fine dell’evento, quando viene prodotto l’articolo giornalistico sulla serata. Cerchiamo in pratica di coprire sia la platea di utenti e fan sia quella più corporate fatta di partner e inserzionisti. 

Lorenzo Suraci - Presidente RTL 102.5

RTL 102.5 nasce dalle sue esperienze nel mondo live. Ci racconta com’è andata? 

Esatto, quando avevo vent’anni facevo l’impresario teatrale, che volgarmente era chiamato organizzatore. Ho iniziato gestendo i concerti dei complessini al nord, nei dancing. Visto che d’estate al nord è tutto chiuso, su indicazione di un impresario locale ho preso la mia macchina e ho iniziato a organizzare le serate anche per un locale di Catanzaro. Siccome questo era un grosso impresario, faceva tantissime feste di piazza al sud, ho iniziato ad affiancarmi al suo lavoro e sono stato 5 anni ad organizzare eventi con lui. Avevamo tantissimi cantanti che venivano a fare delle tournée in zona. Pensa che quei tempi band come i Dik Dik, l’Equipe 84 o i New Trolls partivano dal nord ed arrivavano in Calabria in circa due giorni di macchina. Per cui le tournée dovevano durare almeno una settimana o 10 giorni per stare in piedi e quindi noi li smistavamo tra Calabria, Sicilia e le altre regioni. Poi mi sono sposato e ho deciso di non fare più quel lavoro, perché mi portava sempre in giro e volevo stare un po’ vicino alla famiglia. Ho aperto una discoteca e, vedendo altri amici che alla discoteca collegavano una radio, ho provato anche io ad aprirne una mia, ed eccomi qua. Adesso riporto i concerti all’interno della radio. In questi anni siamo stati radio ufficiale di una infinita serie di tour di grandi artisti. Tra le cose di cui sono più orgoglioso c’è il famoso concerto benefico a San Siro Amiche per l’Abruzzo (2009), per il quale abbiamo organizzato e coordinato la diretta su 12 altre radio nazionali. 

Prime Time Live Suite nasce da una sua idea, ci vuole raccontare meglio come l’ha pensato? 

Nasce per dare un seguito ai Power Hits Estate 2020, un evento live che facciamo ogni anno e questo in particolare è stato in streaming. Visto che il settore è fermo – musicisti, cantanti, eventi – abbiamo pensato a questa formula di piccolo evento, intimo, come se fosse un piccolissimo club da 50 o 100 persone che entra nelle case di tutti. Per gli artisti è un clima ideale, riscoprono le cose che avevano fatto da ragazzi: i piccoli localini, raccolti e intimi. Penso a Zucchero, un personaggio talmente importante che non ci aspettavamo affatto la sua partecipazione in uno spazio così ristretto, invece è stato disponibile con fervore da subito. Ci sono stati Biagio Antonacci, Elisa, Negramaro, artisti abituati a fare gli stadi che sono venuti a suonare in questo piccolo studio con l’entusiasmo di un ventenne.

Avete ricevuto richieste particolari dagli artisti?  

Abbiamo cercato di garantire la massima qualità e libertà, malgrado le ristrettezze di spazio e di tempistiche. Anzi, tutti hanno adattato le loro performance al nostro format, con arrangiamenti acustici o con strumentazione ridotta. Siamo partiti il 5 ottobre 2020, da allora abbiamo fatto più di venti serate. L’interazione su Zoom contribuisce molto all’esperienza, ancora di più per gli artisti. È una maniera di ritrovare i loro fan che non vedono da mesi.

Persone e Aziende


Presidente RTL 102.5

Lorenzo Suraci

Produttore Esecutivo

Fabio Marcantelli

Lineup

Lina Pintore

Responsabile Social

Massimo Galanto

Social

Giulia Taiana

Social

Massimo Lo Nigro

Contenuti Social

Alessandro Mele

Coord. discografico/contatto con i fan club

Jody Fouqué

Tecnico collegamenti Zoom

Cristian Trotta

Tecnico collegamenti Zoom

Stefano Fontanini

Responsabile Ricerca e Sviluppo

Eugenio La Teana

Ufficio Stampa

Valentina Facchinetti

Reparto Grafico

Fausto Comincioli

Reparto Grafico

Marco Volpi

Reparto Grafico

Alessandro Baccoli

Reparto Grafico

Sara genovese

Conduzione Live

Gigio D’Ambrosio

Conduzione Meet&Greet

Paola Di Benedetto

Conduzione Meet&Greet

Laura Ghislandi

Produzione

Ivan Novellino

Produzione

Giacomo Meligrana

Make-up stylist

Demaria Paolo

Make-up stylist

Patrizia Anno

Responsabile Tecnico

Stefano Pretoni

Responsabile Tecnico Audio

Jonathan Cascio

Tecnico Bassa Frequenza

Nicola Spilotros

Tecnico Bassa Frequenza

Michael Triverio

Operatore video

Christian Alberton

Operatore audio/fonico

Beppe Di Dio

Operatore audio/video

Fabio Romano

DOP

Luigi Nino

Regista video

Luigi Antonini

Materiale Residente 

8

Panasonic AW-HE130 Cameras

3

JVC GY-HC500 Cameras

2

Panasonic AW-RP50 Controllers

2

Tecnopoint Ceiling dolly with column (14 m)

1

Tecnopoint Floor Dolly (8 m)

1

Tecnopoint Tuning Control Software

1

Grass Valley Kayenne video Switcher

2

Vip X Evertz Multiview system

5

ChangHong Chiq Laser Projector

3

JVC Monitor

18

Arri L5-C Fresnel light projector

5

DTS Scenaled 80 Fresnel light projector

1

Digilite Pulse MX light console

2

ClassX CG System

2

Axia Fusion Audio Mixing Console AOIP

1

Yamaha QL1 Audio Mixing Console

1

RIO 32 Yamaha Stage Box

4

ULXD Shure with SM58 capsule Wireless Microphone

4

IEM Sennheiser 300 G3

Integrazione OB Van Esterno                           PerFareTV di Matteo Talamona

3

Sony HXC-100 Sony Cameras

1

FOR-A HVS-390 Video Switcher

2

BLT System

5

XDCam/SSD recorder

2

Evertz VIP 12 Multiview System

1

Drake Pico Intercom System

1

Yamaha QL5 Audio Mixing Console

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