La Produzione – Jaco Cecconi; Piero Chiaria; Martina Cera.
Il maestoso tour invernale nei palazzetti di Achille Lauro.

Il progetto è ormai maturo: Achille Lauro è a pieno titolo nella “serie A” del live italiano. Partito da Eboli, abbiamo incrociato il tour nei palazzetti per raccontare la nuova avventura del Ragazzo Madre.
Come di consueto, la nostra prima tappa è negli uffici di produzione, dove incontriamo Jaco Cecconi insieme a Piero Chiaria e Martina Cera, rispettivamente direttore di produzione, site coordinator e tour manager.
Jaco, come è strutturata la macchina produttiva di questo tour?
L’idea principale da cui siamo partiti nasce, come sempre, dall’artista. Il punto di riferimento è stato l’allestimento del Circo Massimo della scorsa estate: questo tour ne rappresenta una naturale evoluzione. Abbiamo ripreso quel concept adattandolo alle esigenze indoor.
Il progetto coinvolge una squadra articolata di aziende e professionisti: Denso Studio, capitanata da Jacopo Ricci ha ricoperto il ruolo di creative director e production designer ha curato lo show design. Il disegno luci e la programmazione luci sono stati affidati a Giuseppe Fischetti; Andrea Rossi si occupa della parte video, sia per le programmazioni sia come operatore in tour. Completano il team Luca Ascioti e Matteo d’Addio, rispettivamente producer e previz specialist, mentre i contenuti visual sono firmati dallo Studio Puro.

Piero, quando si entra in venue, colpisce immediatamente la semplicità del palco.
Il palco è una struttura molto lineare, essenziale, senza passerelle, un palco ‘rock’ da 18,63 m × 12 m. La band è molto energica, affiancata da una serie di interventi speciali con coriste e alcuni elementi orchestrali. È uno show intenso, elegante, che unisce linguaggi diversi: pop, rock, lirica, con un linguaggio teatrale. La componente musicale è importante: undici elementi d’orchestra, quattro coriste, una band consolidata e una cantante lirica contribuiscono a costruire uno spettacolo dinamico e articolato. E per quanto riguarda l’allestimento, è stato preparato a Eboli, una scelta ormai consolidata: è una venue molto funzionale e con promoter locali estremamente collaborativi. Siamo partiti da lì a inizio marzo per una prima tranche di circa quindici date, molte delle quali doppie. Dopo una pausa, riprenderemo con la parte estiva: tre stadi come anticipo di un progetto più ampio previsto per il 2027.
Dal punto di vista logistico, il tour indoor si muove con dieci bilici, che diventano undici quando sono previsti anche gli IMAG esterni, e una crew di circa 80 persone. Entriamo solitamente alle 6 del mattino. Lavoriamo senza pre-montaggi, salvo qualche eccezione, come a Roma. Lo scarico si completa intorno alle dieci e mezza; entro mezzogiorno riusciamo a ‘rollare’ il palco e chiudere il setup principale, e così si va tutti a pranzo. Il pomeriggio poi è dedicato alle rifiniture.
C’è un uso estensivo di dolly e strutture pre-assemblate: utilizziamo molto materiale su bat truss; abbiamo due bilici dedicati, per un totale di circa 54 elementi. Una novità interessante è l’integrazione degli effetti speciali – fiamme e CO2 – direttamente sulle bat truss sospese. Questo è stato possibile grazie alla collaborazione con Artech FX.
Martina, tu gestisci uno degli aspetti più complessi dell’intera produzione: la logistica.
Il tour manager ha il compito di muovere circa ottanta persone e coordinare tutte le esigenze operative. In tour si distinguono tre livelli: party A (artista), party B (band) e party C (crew), ognuno con necessità molto diverse. Solo il comparto tecnico – tra audio, luci e video – porta in viaggio altre 20 persone. Questo significa gestire una macchina molto articolata: spostamenti, hotel, catering, tempi di arrivo e condizioni di lavoro nelle venue. Normalmente occupiamo 4/5 hotel per ogni città in cui ci fermiamo. Oltre agli artisti e alla crew, bisogna pensare anche ai servizi: docce per i camionisti, acqua calda, spazi adeguati. È una logistica che riguarda sia la venue sia tutto ciò che sta intorno.
La pianificazione parte ovviamente con largo anticipo: per questo tour ho iniziato a lavorare a novembre, circa tre mesi prima della partenza. I trasporti – treni e voli – sono gestiti tramite agenzia, mentre gli hotel sono organizzati internamente con Friends&Partners: una scelta impegnativa, ma che ci ha dato maggiore controllo. Per gli spostamenti, la produzione ha optato per una soluzione flessibile. Utilizziamo principalmente auto: circa trenta vetture seguono il tour. Organizziamo i viaggi per squadre, così da rispettare le tempistiche del piano di produzione. La tratta più lunga è stata Bari-Padova, oltre 700 km, ma con una buona pianificazione anche i trasferimenti impegnativi diventano gestibili.




