Max Tomasino - Lighting designer
Il tour per i cinquant’anni di carriera di Nino D’Angelo si è fermato all’Unipol Arena di Bologna.

Quando si presenta l’occasione di assistere a un concerto di Nino D’Angelo, difficilmente ce la si può lasciare sfuggire. Cinquant’anni di carriera in nome della miglior tradizione della musica napoletana: intervistiamo i professionisti che hanno reso possibile questo traguardo.
Max, vedo che sei ben impegnato tra allineamenti e programmazioni in regia. Ci racconti come è nata questa collaborazione con l’artista?
Il rapporto con Nino nasce da una collaborazione precedente: aveva apprezzato alcuni lavori che avevo realizzato in passato. In origine avevamo previsto una configurazione diversa, con un fondale completamente LED, che preveniva dai concerti allo stadio Maradona di Napoli. Per questo tour, però, ho voluto proporre un approccio differente: mantenere uno schermo LED centrale più contenuto e intervenire invece sulla copertura del palco rialzato, dove trova posto la band, con un LED orizzontale montato su binari, in grado di aprirsi. Una soluzione legata anche alle esigenze sceniche, in particolare all’ingresso e all’uscita del pianoforte, collocato su una pedana motorizzata. Ai lati dello schermo centrale sono state inserite tre americane per lato, calate dall’alto e attrezzate con proiettori per creare controluce dinamici e dare maggiore profondità all’immagine di palco. Il risultato è un equilibrio riuscito tra componente video e disegno luci, con quest’ultimo chiamato a svolgere un ruolo decisivo nella costruzione della dinamica visiva dello show. Come spesso accade, i tempi di prova sono stati ridotti al minimo, per cui gran parte della programmazione è stata realizzata in studio in virtual show con Wysiwyg e poi affinata direttamente sul campo, data dopo data.

Premio Max Tomasino.




