Antonio Taccone - Fonico FOH e responsabile audio per DDM Eventi
Il tour per i cinquant’anni di carriera di Nino D’Angelo si è fermato all’Unipol Arena di Bologna.

Quando si presenta l’occasione di assistere a un concerto di Nino D’Angelo, difficilmente ce la si può lasciare sfuggire. Cinquant’anni di carriera in nome della miglior tradizione della musica napoletana: intervistiamo i professionisti che hanno reso possibile questo traguardo.
Antonio, raccontaci il tuo lavoro.
Questo tour è piuttosto lineare, senza scelte particolarmente estreme o effetti speciali. Io lavoro su una superficie Allen&Heath dLive, con una seconda superficie identica sul palco per i monitor. Utilizzo principalmente gli effetti interni del banco, direi per il 90% del lavoro. L’unico outboard esterno è un Neve 5045, impiegato sulla voce di Nino per agevolare la gestione del feedback. È presente anche un server Waves, utilizzato però in modo molto essenziale: qualche plug-in SSL sulla batteria e alcuni multibanda dinamici, senza interventi invasivi. La microfonazione della band resta volutamente tradizionale: Shure SM58 per la voce principale e una formazione composta da batteria, basso, chitarra, tastiere, sax e corista, con un’impostazione semplice e molto pulita.
Hai trovato qualche sfida tecnica particolare?
Nino D’Angelo è un artista estremamente professionale, disponibile e consapevole. La vera particolarità è rappresentata dal pubblico, sempre molto caldo e partecipe. Quando partono i brani più conosciuti, il livello sonoro della platea può arrivare anche attorno ai 104-105 dB, costringendo la regia a lavorare a livelli più sostenuti del normale per mantenere intelligibilità e presenza sopra il coro collettivo.




