Enrico Belli - Fonico stage

L’OraZero in Tour, la nuova tournée di Renato Zero, debutta con un grande successo.

Enrico Belli - Fonico stage

Il tour è partito con una prima data al Palazzo dello Sport di Roma; dopo le cinque date nella capitale, è proseguito con altre venticinque tappe nei principali palasport italiani, tutte rigorosamente sold out. Per conoscere a fondo le dinamiche di questo tour, intervistiamo i protagonisti che l'hanno reso possibile.

Enrico, ogni tanto ti ritroviamo nel ruolo di fonico di palco, in particolare con questo artista.

Come vedi sono abbastanza duttile: vado e vengo, e tutto sommato penso sia un buon segno. Alla fine siamo in due, a essere i prescelti dall’artista per coprire questo ruolo, io e Stevan Martinovic. Per me è una grande privilegio, essere l’alternativa – spero valida! – per l’artista più esigente con cui abbia mai lavorato, e contemporaneamente alternativa a uno dei fonici di palco più bravi che abbia mai conosciuto. Nella scorsa tournée ero impegnato io, quest’anno invece lo è lui. Ci alterniamo: nelle ultime date mi sostituirà perché sarò negli Stati Uniti con un altro tour. È un periodo piuttosto intenso dal punto di vista lavorativo, ma non mi lamento – spero continui così!

Raccontami del tuo setup. Vedo che, a differenza di Nicotra, utilizzi la nuova DiGiCo Quantum 852.

In magazzino mi hanno proposto questa macchina, che non avevo mai utilizzato, e ho deciso di accettare. Il primo giorno me ne sono quasi pentito: avevo tutti i riferimenti ergonomici cambiati e ho dovuto fare un reset mentale. Però, dopo un paio di giorni di lavoro, non torni più indietro. Gli schermi hanno una definizione superiore, alcuni controlli sono distribuiti meglio: è un vero salto in avanti. Quando torni su una SD7 ti accorgi che ci sono molte meno informazioni disponibili. Avrei potuto ripartire da una vecchia mia sessione DiGiCo dello stesso artista, invece ho ricostruito completamente la mia sessione partendo da zero, con un reset totale, ricreando passo dopo passo il mio setup operativo.

Un’altra novità riguarda il sistema in-ear…

Sì, utilizziamo i nuovi Shure Axient Digital PSM, che rappresentano una bella evoluzione. Il fatto di avere lo ShowLink semplifica moltissimo la gestione: i bodypack si sincronizzano automaticamente con le frequenze impostate. Tu prepari il piano frequenze, accendi i ricevitori ed è già tutto operativo. La mattina entriamo, monto le antenne, imposto il piano frequenze e in pochi minuti siamo pronti. Oggi, ad esempio, in dieci minuti ho sistemato tutto, cambiando solo tre frequenze.

Sul palco quante persone gestisci?

Abbiamo una formazione piuttosto ampia: batteria, percussioni, basso, due chitarre, un tastierista che suona anche il sax, pianoforte, otto coristi più Renato… insomma, un bel gruppo.

Che clima si respira in questo tour?

Devo dire che l’ambiente è molto rilassato e tutto sta girando bene, con grande serenità. Renato è tranquillo: per la prima volta in due show non ha mai toccato il bodypack né fatto segni. Probabilmente nei tour precedenti soffriva di più i cambi d’abito, che creavano stress e tempi molto stretti. In questo tour, senza cambi, tutto è più fluido.

Le prove al Pala EUR hanno inciso?

Molto. Abbiamo avuto il vantaggio di provare al Pala EUR, quindi a casa sua, e questo ha permesso di mettere a punto tutto con calma. Inoltre, non avevo mai sentito in quel palazzetto suonare così bene come quest’anno: anche il palco ne beneficia, risultando molto più pulito. Daniele Tramontani ha fatto davvero un ottimo lavoro.

Come hai strutturato il monitoraggio?

La sezione ritmica, cioè batteria e percussioni, utilizza un piccolo mixer analogico: ricevono un mix generale della band, il click e la voce di Renato, oltre al segnale stereo del proprio strumento, e gestiscono autonomamente i livelli. Gli altri musicisti, tranne i cori, utilizzano sistemi Roland, ma con una logica simile. Gli otto coristi sono tutti in in-ear, anche se in realtà restano sempre in posizione.

Sul palco non avete monitor wedge?

No, il palco è completamente pulito. Abbiamo comunque due wedge sul camion per eventuali ospiti, ma finora non li abbiamo mai utilizzati.

Avete introdotto qualche novità in questo tour?

Il monitoring dei ricevitori IEM di Workbench ci permette di monitorare in tempo reale diversi parametri, ad esempio il livello del volume utilizzato e altri dati operativi. L’altro giorno, per esempio, durante lo show, Renato si è seduto e ha involontariamente spostato il volume del bodypack. Me ne sono accorto subito e ho compensato alzando il livello dal mixer, evitando qualsiasi interruzione o disagio. Poi, appena possibile, abbiamo sistemato tutto con il suo assistente. Sono piccole cose, ma in certe situazioni fanno davvero la differenza.