Tattica - Produzione e concept

L’OraZero in Tour, la nuova tournée di Renato Zero, debutta con un grande successo.

Tattica - Produzione e concept

Il tour è partito con una prima data al Palazzo dello Sport di Roma; dopo le cinque date nella capitale, è proseguito con altre venticinque tappe nei principali palasport italiani, tutte rigorosamente sold out. Per conoscere a fondo le dinamiche di questo tour, intervistiamo i protagonisti che l'hanno reso possibile.

Marta Cherini, Alice Caccamo e Vita Ragaglia si occupano della produzione del tour. Prima di tutto, ci raccontate qualcosa di questa realtà organizzativa, che è piuttosto peculiare?

Tattica è una famiglia nata nel 2002, e tra le sue attività gestisce la produzione discografica, la promozione, le edizioni musicali e, dal 2016, la produzione dei tour di Renato Zero. Tutto in piena autonomia, senza avvalersi di major, agenzie nazionali o promoter locali. Per questo tour abbiamo iniziato a lavorare circa otto mesi fa, partendo da una serie di riunioni in cui l’artista ha presentato la sua idea scenica e narrativa; poi sono seguite tutte le fasi tecniche e artistiche per costruire lo show, dal disegno luci ai costumi, dai visual fino alle scenografie. Come per ogni suo spettacolo, Renato Zero, ha creato e curato direttamente ogni passaggio. Le prove sono partite al PalaEUR: siamo entrati il 7 gennaio, con circa 20 giorni tra allestimento e prove, per debuttare il 24 gennaio con sei date consecutive nella capitale. Da lì è partito un tour che tocca dieci città, spesso con più repliche, per un totale di circa 30 concerti tra fine gennaio e il 19 aprile.

Venti giorni in un palasport non sono una consuetudine.

Infatti è stata una scelta importante, e per certi versi unica su Roma. Ha comportato un impegno significativo, ma Renato ha voluto costruire uno spettacolo particolarmente curato e il tempo era necessario.

Quando prende forma, concretamente, un progetto di questo tipo?

Tutto nasce in parallelo al disco, circa otto mesi prima della partenza. Dal momento in cui parte la fase artistica – scrittura, produzione, concezione dell’album – si avvia anche lo sviluppo del tour. Questo consente di lavorare in sinergia: la componente visiva e scenica si costruisce insieme a quella musicale. È un approccio che garantisce maggiore coerenza e precisione, permettendo di allineare in modo efficace uscita discografica, promozione e calendario live.

Sul piano logistico, invece, quanto anticipo è necessario per costruire il calendario?

La prenotazione dei palasport è la prima attività in assoluto. Ci muoviamo mediamente con 7-8 mesi di anticipo: iniziano le prime telefonate, le richieste via mail, e si costruisce il calendario. È un lavoro di incastro molto delicato: spostare oltre cento persone e una decina di bilici ha costi importanti, quindi l’ottimizzazione degli spostamenti è fondamentale per la produzione.

E dal punto di vista umano, quanto spazio resta per la vita privata durante il tour?

Tra Roma e Firenze ci sono stati dei giorni di pausa, mentre la fase finale è completamente continuativa. Quello che caratterizza questa produzione è il clima di sostegno e complicità che si crea, oltre ai rispettivi ruoli: una famiglia che rispecchia in pratica i valori dell’artista.