Radio Italia Live

Ritorna l’ormai abituale appuntamento con il concerto organizzato da Radio Italia, che vede nella spettacolare Piazza Duomo di Milano esibirsi molti dei più popolari artisti italiani.

1 IMG 0929L'annuale concerto gratuito, prodotto da Radio Italia, si è tenuto quest’anno il 28 maggio. Presentato da Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, ha visto come sempre in cartellone nomi di primo piano, accompagnati dall’Orchestra Filarmonica Italiana diretta dal Maestro Bruno Santori: Luciano Ligabue, Marco Mengoni, Max Pezzali, Cesare Cremonini, Nek, Gianna Nannini, Alessandra Amoroso, Fedez, Bob Sinclar, oltre a Giovanni Caccamo, Lorenzo Fragola e Nesli.
Al di là del puro aspetto professionale, dobbiamo ammettere che l’occasione ci ha dato lo spunto per apprezzare con più attenzione la meravigliosa piazza milanese, resa ancora più stupefacente dalla recente pulizia del Duomo, che ne valorizza maggiormente le forme. Se uniamo la cattedrale gotica alla Galleria Vittorio Emanuele – con i sui negozi di lusso, l’hotel a sette stelle, la sua cupola di vetro ed il celebre toro dai testicoli ben auguranti – ed ai palazzi che la circondano, davvero possiamo definire il centro di Milano uno dei posti più belli ed eleganti d’Europa.

Lo spettacolo è stato piacevole, con luci all’altezza della situazione ed un ottimo audio, assicurato da due professionisti del calibro di Marco Monforte in regia audio e di Daniele Tramontani come engineer del PA formato prevalentemente da diffusori L‑Acoustics K1.
Una serata molto ben gestita, che ha visto una grandiosa partecipazione da parte del pubblico, tanto che anche le vie limitrofe sono state attrezzate con schermi video e delay audio.
Volendo proprio trovare qualche pecca, non c’è piaciuta troppo l’esibizione di Bob Sinclar che fra il primo ed il secondo pezzo, gli unici due suonati, ha lasciato un buco di silenzio piuttosto imbarazzante… ma i DJ non erano quelli che mixavano?
Il secondo appunto riguarda i laser, sulla carta molto belli, ma in pratica molto poco valorizzati dal contesto, trovandosi all’aperto e con pochissimo fumo a causa delle riprese televisive.
Stiamo parlando comunque di una superba produzione, condotta con il più alto grado di professionalità in tutti i settori.

Gaetano Notaro – Direttore degli eventi per Radio Italia

“Questo spettacolo – spiega Gaetano – nasce per l’idea folle di Mario Volanti, nostro editore, che quattro anni fa volle creare un grosso spettacolo per festeggiare il trentesimo di Radio Italia, invitando tutti gli artisti amici. Il Comune di Milano sposò subito l’idea, concedendo la piazza più bella.
“Lo spettacolo – continua Gaetano – è interamente prodotto da noi, con l’aiuto delle riprese di Videotime, che, dopo un apposito montaggio, le manda in onda anche su Italia 1. Noi, invece, trasmettiamo il concerto in diretta tramite Radio Italia TV su tutti i nostri canali – digitale terrestre, SKY e TV Sat – oltre a tutte le piattaforme internet e, da quest’anno per la prima volta, tramite delle nuove applicazioni multimediali.
Riusciamo a organizzare questa bella manifestazione perché negli anni siamo diventati amici di molti cantanti italiani, i quali hanno piacere di intervenire alla nostra festa, anche perché cade all’inizio dell’estate, periodo molto proficuo per la promozione dei tour estivi.
“Per produrre questo spettacolo lavoriamo da molti mesi in sede, ed abbiamo preso possesso della piazza già dal 20 maggio, 8 giorni prima dello show.
“Un lavoro davvero molto grosso – ci dice Gaetano – se contiamo tutto il personale delle aziende fornitrici di servizi, possiamo dire che per dar vita a questo evento sono state coinvolte circa trecento persone. Le aziende che hanno fornito il loro servizio sono Agorà per l’audio, New Light per le luci, Event Management per il video, Gruppo 2 A per le strutture, Laser Entertainment per i laser, White Mobile per il mixaggio della messa in onda e Videotime per le riprese video. Tra l’altro questa struttura verrà usata anche dal Comune di Milano e dalla RAI, perché due giorni dopo ci sarà lo spettacolo dell’Orchestra Filarmonica della Scala, ripreso dalla RAI, quindi dovremo essere molto veloci nello smontare le nostre tecnologie e riadattare il palco all’evento.
“Anche se questo evento ci porta via molte energie – conclude Gaetano – è un piacere parteciparvi attivamente, perché lo staff di Radio Italia è una vera famiglia in cui tutti danno il proprio apporto con molta dedizione e professionalità”.

Giancarlo Toscani – DF, Lighting e set designer

“Da anni sono un consulente esterno di Radio Italia – ci racconta Giancarlo – anche se lavoro assiduamente per loro. Per questo progetto, iniziato già molti mesi fa, mi è stato affidato anche il compito di occuparmi della struttura e dell’organizzazione del palco, che doveva avere precise caratteristiche: essere adatto alle essenziali riprese televisive, contenere da una parte un’orchestra di circa quaranta elementi, dall’altra la sezione ritmica dell’orchestra ed una band con batteria, chitarre, basso e tastiere.
“Viste le esigenze degli sponsor, a cui è stata riservata una zona sottopalco, il palco doveva avere anche una passerella, in modo che gli artisti potessero arrivare il più vicino possibile ai loro fan. Inoltre la struttura doveva essere inserita nel contesto di Piazza Duomo, una delle più belle in assoluto. Infatti ho dovuto anche pensare all’illuminazione dei palazzi che circondano la piazza, usando soprattutto dei Clay Paky Beam 1500, dei veri cannoni di luce.
“Il progetto – spiega Toscani – ha previsto inoltre il trasporto dei segnali video e audio anche verso alcune vie e piazze vicine, che, come previsto, si sono riempite di pubblico.
“Tornando al disegno del palco, vista la presenza delle riprese televisive, protagonisti sono stati gli schermi LED, ma poiché io sono principalmente un lighting designer, ho cercato di amalgamare bene il video con la luce.
“Ho posizionato un LED ad alta definizione nella parte centrale del palco – spiega Giancarlo – usandolo anche come quinta per fare uscire gli artisti, affiancato lateralmente da altri quattro video LED verticali per parte, con una risoluzione più bassa.
“Questi quattro LED erano, a loro volta, intervallati da una serie di Shape Shifter High End. Oltre a questi proiettori avevo la possibilità, grazie al meccanismo che mi ha fornito Event Management, fornitrice di tutte le tecnologie video LED, di girare questi pannelli di 180°, avendo posizionato posteriormente delle barre di Halupix, usati come grafiche o come botta di luce.
“Per la luce – continua Giancarlo – ho usato principalmente degli A.leda Clay Paky, già usati con soddisfazione nella passata edizione, affiancati quest’anno dai Mythos, sempre Clay Paky, anche questo un gran bel prodotto; immancabili gli Sharpy con l’aggiunta laterale di Robe Robin.
“Ho usato anche diversi prodotti SGM – spiega Giancarlo – gli LT, tubi trasparenti con LED RGB, con cui ho fatto della grafica posizionandoli a semicerchio sul tetto; poi ho impiegato dei P5 SGM, delle ribalte RGB, sulla parte superiore del palco per illuminare il pubblico in piazza, e dei G‑Spot, teste mobili a LED con un grado di protezione IP65, perché essendo per diversi giorni a lavorare all’esterno eravamo un po’ minacciati dalle condizioni atmosferiche. Assieme a me hanno lavorato in regia Ivan Lavezzoli e Angelo Dinella assistenti alla fotografia, Andrea Dellifiori operatore video, Fabio Cesarone, Marika Greco e Vincenzo Spagnuolo, che hanno realizzato con me le grafiche.
“Progettare e gestire una produzione del genere – conclude Tosacani – è sempre molto impegnativo: oltre naturalmente a soddisfare le esigenze dell’editore che produce l’evento, devo gestire e possibilmente esaudire tutte le varie richieste, partendo da Videotime, che deve produrre un programma da trasmettere poi su Italia 1, senza parlare di tutte le case discografiche che mandano i propri artisti, i singoli produttori artistici e musicali degli artisti stessi. In mezzo a tutte queste richieste, che non sono sempre pertinenti, bisogna cercare di accontentare tutti senza mai perdere la calma. In questi casi un po’ di esperienza aiuta”.

Gianpaolo Abruzzese, socio di New Light

“Siamo un’azienda – racconta Gianpaolo – che ormai opera da una trentina d’anni; siamo nati per il mercato della moda, ma poi ci siamo occupati anche del mercato fieristico e degli eventi. Solo ultimamente ci stiamo interessando al mercato dei tour, in seguito all’accordo di collaborazione con PRG. Il primo lavoro in questo settore è il musical Dirty Dancing, perché, grazie appunto alla collaborazione con PRG, la produzione francese ci ha chiesto di seguire il tour anche in Francia.
“Questa collaborazione con la sede belga dell’azienda americana PRG – spiega Gianpaolo – nasce poco più di un anno fa. PRG ha già in giro per il mondo una quarantina di sedi proprie, gestite direttamente, mentre in altri 14 mercati hanno aperto delle alleanze con altre strutture. Questa alleanza ci porta a collaborare con un reciproco scambio di competenze e di materiale: noi possiamo attingere ai loro magazzini e viceversa, e possono utilizzare anche le nostre maestranze. In questo ultimo periodo, ad esempio, sono capitati due lavori a Firenze gestiti da loro per i quali hanno preferito utilizzare il nostro materiale ed i nostri tecnici. Noi, d’altra parte, usiamo spesso il loro materiale per le numerose sfilate di moda che spesso seguiamo in varie parti d’Europa.
“Ancora è un po’ presto per dire una parola definitiva – dice Gianpaolo – ma pare che questo sistema stia funzionando molto bene, e sembra promettere sviluppi molto interessanti. PRG ha, dal canto suo, l’esigenza di avere un interlocutore unico in ogni paese per audio, luci e video: a noi mancava la parte video, per la quale si sono rivolti ad STS per completare il pacchetto.
“Parlando dell’allestimento di questo palco – conclude Abruzzese – abbiamo utilizzato gran parte del materiale nostro con l’aggiunta di qualche modello di PRG”. 

Un orecchio all’audio...

A gestire la regia FoH di questo grande evento è Marco Monforte, senza dubbio avvezzo a situazioni simili, primo fra tutti il concertone “Amiche per l’Abruzzo” che
vide sul palco la crème del nostro pop al femminile allo stadio San Siro.
Qui Marco si occupa del mix finale per la grande platea: infatti sulla sua DiGiCo SD7 converge il pre-mix dell’orchestra realizzato da Daniele Tramontani su una
console gemella, che egli aggiunge ai canali della house band, delle band ospiti e dei cantanti.
Detta così sembra facile, ma il lavoro è molto complesso, come sa chiunque abbia mai lavorato a festival che vedono sul palco molti big e per di più con un’orchestra
dal vivo.
Marco ha realizzato autonomamente il mixaggio di tutta la serata, facendo tesoro delle informazioni ricevute dai colleghi; ad esempio Amek Ferrari e Alberto
Butturini per Nek e Mengoni, ma anche dal fonico di Nesli e dal produttore di Cremonini; infatti per lo più i fonici degli artisti hanno curato la messa in onda, mixata
dalla regia mobile di Amek: “È un bel lavoro, anche se molto complesso da gestire – ci ha detto Monfo – ma quando tutto fila liscio come in questo caso è davvero
una bella soddisfazione”.
Per saperne di più sul PA utilizzato, abbiamo chiesto alcune informazioni a Daniele Tramontani che, oltre a mixare l’orchestra, insieme ad Orlando Ghini si è occupato
dell’impianto audio fornito dal service Agorà.
Parliamo di un main composto da ben 48 K1 L-Acoustics suddivise in quattro cluster (15+15 e 8+10), a cui si aggiungono 5 delay (due esterni con otto K1, due interni con
otto K2 ed uno centrale con 12 Kara). Sistema ovviamente completato dai sub: un arco elettronico principale composto da 32 casse a cui si devono aggiungere altri 8
sub nei delay.
In regia un festival DiGiCo, con quattro SD7, una SD10 ed una SD8, mentre sul palco erano impiegate due SD7 ed una SD10: questo fa capire senza aggiungere altro l’entità e la complessità dell’evento, una sorta di Pavarotti&Friends ma allestito in due giorni.
A detta di Daniele, la meravigliosa piazza milanese non suona affatto male, stando certo attenti ad evitare il palazzo di fronte al palco: con un uso sapiente dei delay,
pur senza esasperare i volumi si possono ottenere ottimi risultati, anche perché il numero incredibile di spettatori è il miglior materiale fonoassorbente impiegabile
in questi casi. Tutto sotto la vigilanza dell’Ing. Maiandi che ha avuto il compito di controllare i dB per conto della produzione.

 

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