NEGRITA - 25th Anniversary Tour

Lungo tour celebrativo del gruppo di Arezzo che festeggia i 25 anni di una fortunata carriera.

NEGRITA - 25th Anniversary Tour

di Alfio Morelli 

Enrico Salvi, Paolo Bruni e Cesare Petricich hanno esordito con la loro prima formazione nel 1994. Da allora è passato molto tempo, appunto venticinque anni: sono cambiati i compagni di viaggio, ma il nome dei Negrita è sempre rimasto indice di una qualità musicale spesso difficile da catalogare in un solo genere, se non quel “pop-rock” che vuol dire poco o niente; le tante influenze latine, etniche, brasiliane hanno contribuito a creare un suono riconoscibile e amatissimo dai fan. Certo fondamentale per la loro storia l’apporto del produttore Fabrizio Barbacci, che ha praticamente lavorato a tutti i loro dischi.

Questo tour del venticinquesimo anniversario è cominciato in primavera, con il nome de La Teatrale, per poi continuare durante l’estate in numerose venue.

Il 3 agosto siamo voluti andare a dare un’occhiata al tour a Sarsina, all’Arena Plautina, luogo molto suggestivo e forse poco utilizzato per la musica leggera. Il concerto, voluto dalla Pro Loco di Sarsina con la collaborazione di Romagna Concerti e patrocinato dal Comune di Sarsina, ha fatto registrare sold out, anzi: agli abituali 1068 posti seduti è stata aggiunta un’ulteriore fila di sedie.

Arrivati all’Arena e salutati gli amici al lavoro, iniziamo il nostro giro di interviste, a partire dal direttore di produzione.

Francesca Fadalti - Direttore di produzione e tour manager

“Siamo in giro con questo tour da maggio, quando abbiamo fatto una prima tranche di dieci date nei teatri: lo show era perlopiù acustico, taglio più adatto alle venue teatrali. In questa versione estiva, trovandoci sempre in luoghi all’aperto, abbiamo aggiunto una seconda parte di spettacolo con arrangiamenti più elettrici. Il pubblico dei Negrita ha così la possibilità di tirare fuori tutto l’entusiasmo che l’ha sempre caratterizzato.

“Le date in questa versione sono venti: abbiamo appena avuto un intervallo a fine luglio, ora siamo di nuovo in pista e andremo avanti fino al 18 di agosto. Infine Vertigo sta lavorando per un’eventuale ripresa invernale.”

State girando con la produzione intera?

Sì, arriviamo con il nostro audio, le nostre luci, con tutto il backline. Sul posto chiediamo struttura, corrente e poco altro. Siamo autonomi e compatti: viaggiamo su un singolo bilico studiato bene. Il service è Mister X per audio, luci e tutto quanto: amici di mille avventure! Vertigo, e in particolare Pieroni, ha con loro un sodalizio che va avanti da tempo. La crew è composta da undici persone, incluso l’autista del bilico, vero punto di riferimento in un tour con tante venue spesso complicate; la band conta invece dieci persone, inclusi assistenti e driver.

Come nasce l’idea di un tour del genere?

Nasce nella mente dei membri originali, Pau, Drigo e Mac, che volevano una situazione più intima. Con l’aiuto di Alessio Martino, Davide Pedrotti e Daniele Pavan la scenografia della tranche teatrale è stata pensata come un “salottone” di casa, in cui sentirsi abbracciati dalla musica e in contatto diretto con il pubblico. Per questo erano molti i momenti in cui Pau parlava, raccontava, si confrontava con il pubblico. La cosa è piaciuta, così l’abbiamo trasposta in esterno.

Siamo anche nel venticinquesimo anno di attività...

Certo, i Negrita hanno una lunga strada alle spalle: la scaletta ha pezzi nuovi, ovviamente, ma anche molti classici e chicche da tempo lasciate in disparte. Con arrangiamenti acustici, molti brani hanno trovato una nuova dimensione, e la risposta della gente è sempre buona: si balla, si danza, si è contenti. La loro svolta è arrivata con le sonorità dei paesi sudamericani, che amano molto, e ancora persiste in alcuni arrangiamenti di questo tour; il cerchio si chiude, è ormai parte della loro dimensione. Questo tour presenta il disco nuovo e insieme festeggia una lunga carriera.

Davide LinziFonico di sala

“Sto portando avanti il lavoro impostato da Simone Squillario, che mi ha sostituito a maggio nel tour teatrale: l’idea dello show era riportare in location particolari, come questa, lo spettacolo del teatro. Io a maggio ero impegnato, Simone ha iniziato il lavoro su un Midas PRO2 e io ho continuato su un PRO1, recuperando il suo showfile, con balance e suoni fatti durante l’allestimento. Naturalmente ho un po’ rivisto il tutto per adattarlo alle situazioni outdoor, visto che utilizziamo quasi sempre il nostro impianto PA.”

Stasera è una situazione anomala?

Un po’ sì, perché questa arena è piuttosto particolare. Abbiamo dovuto gestire qualche “rimbalzino” di troppo durante il check, ma la serata andrà molto bene. Oggi è un concerto dei Negrita anomalo, senza volumi alti, a parte il finale elettrico: l’andamento è curato per muoversi coerentemente tra il primo e l’ultimo brano; si è scelto di presentare in maniera elegante i brani di una lunga carriera. Poi non manca il pubblico rockettaro che si scatena!

Cosa ci racconti del tuo setup?

Come outboard mi sono portato quattro canali di Transient Designer, giusto per cassa, rullo e tom; poi un multieffetto Yamaha SPX1000, rispolverato per un paio di rullanti anni Ottanta che voleva Fabri, con il gate reverb; e infine un Waves SoundGrid per processare la voce con equalizzatore F6, compressore C6 e un distorsore, più i riverberi Abbey Road. Pau sulla voce usa spesso un vero e proprio microfono custom per la voce distorta, un effetto “cornetta del telefono” che suona volutamente sporco. Per il resto, qualche altro riverbero, qualche tap delay sui pezzi classici e altre cose semplici dal banco.

E il Newton Outline?

Lo usiamo come matrice per equalizzare l’impianto, visto che siamo in giro col d&b audiotechnik serie Y, e i vecchi finali D12. Non avendo i finali nuovi e la facile gestione dell’EQ, torna utile il Newton: non solo, nelle piazze in cui troveremo l’impianto residente posso essere autonomo e lavorare tranquillamente insieme al PA manager Marco Molinari. Il Newton permette diversi approcci: qui dalla console prendo il segnale MADI dal banco ed entro nel Newton, da qui vado in Dante con due linee (una di backup) al DS10, dove ho sia il controllo Ethernet per i finali, sia le AES/EBU che vanno al front. Outline ha davvero fatto un prodotto fantastico, soprattutto come gestione della matrice, che ha tutti i formati possibili on board.

Per quanto riguarda il microfonaggio?

Molto standard, perché anche il palco parte dall’impostazione teatrale. Anche l’allestimento è veloce: al lavoro ci siamo io, Marco Molinari per il PA, Marcello Coletto come fonico di palco, oltre a Gianmaria, Claudio e Fikino come backline.

Marcello Coletto - Fonico di palco

“Abbiamo una situazione ibrida: alcuni musicisti hanno monitor fisici, altri hanno in-ear monitor. La scelta è stata dettata da esigenze personali: alle prove abbiamo visto che poteva funzionare, quindi l’abbiamo seguita. Bassista, batterista, cantante e uno dei chitarristi – Drigo – hanno monitor fisici; invece tastierista e chitarrista sono in-ear. Il palco è piuttosto rumoroso, sono presenti anche due side per coprire la parte frontale del palco; la parte ritmica è abbastanza tranquilla, davanti stiamo spingendo un po’ di più, per quanto sia una situazione semi-acustica.

“In regia abbiamo un Digidesign Profile, di cui uso gli effetti interni del pacchetto Waves; poi degli in-ear Shure PSM 1000, dei monitor d&b M2 e M4 e finali d&b D12.”

Cosa hai usato per i side?

Delle d&b audiotechnik Y7 con Y-SUB. La portata non è esagerata, ma in una situazione semi-acustica vanno benissimo: nei side abbiamo un mix della band, con in evidenza la voce di Pau per aiutare l’ascolto del frontman oltre ai due piccoli monitor.

Hai incontrato delle difficoltà?

Niente in particolare, tranne il fatto che il palco è sempre diverso e, purtroppo, anche l’impianto a volte non è il nostro. Di volta in volta durante il check si deve riaggiustare tutto.

Marco Molinari - PA Manager

“Il PA al seguito è della serie Y di d&b; abbiamo di norma dodici teste per parte più un sub appeso, quindi doppio flying bar. Poi sei J-SUB in tutto. Stasera ho montato sette casse e due sub per parte. Come front-fill abbiamo quattro d&b Y10P. Quando abbiamo delle piazze più grandi siamo giusti giusti, diciamo che lavoriamo bene fino a 1300 persone circa, oltre iniziamo a sudare.”

“La gestione del PA è di mia competenza, coadiuvato da Davide; ci sono poi i facchini sul posto, ma è un impianto talmente veloce e comodo che anche loro sorridono sempre!”

Matteo Moro - Lighting designer

“Sono nelle vesti di designer e operatore, e sono qui con Vertigo. Questo show ha origine dalla teatrale dell’inverno passato, in cui l’operatore e responsabile del progetto luci era Daniele Pavan. Abbiamo ripreso quello spettacolo, aggiungendo una parte rock a quella acustica.”

“La scenografia presenta un drappo rosso che richiama il teatro, molto sobrio, con fondale nero e un logo a LED. Come decorazione, a semicerchio sul palco, ci sono dei Robe PATT 2013: hanno la stessa lampada dei sagomatori e arredano molto bene, scaldano l’ambiente; sono grossi e non invasivi, infatti l’idea è quella di un salotto con luci e bauli, ricorda anche una sala prove. Chiediamo fondale e strutture sul posto, per il resto portiamo tutto noi.”

Quali altri pezzi hai in giro?

Come frontali e back uso dei wash motorizzati MAC Aura; come spot i Coemar Infinity M; infine di contorno ho degli ETC Source Four 750 e dei par LED che illuminano fondali e bauli. Mister X cura molto bene i suoi fari, anche i più datati. In regia ho MA onPC command wing più fader wing.

Quanto tempo impiegate a montare tutto?

Io e Franco, l’elettricista di fiducia e di supporto, partiamo alle 11:00 e verso le 15:30 siamo pronti a partire, con pranzo in mezzo. L’out si fa in un’oretta e mezza.

Il lavoro di programmazione è stato lungo?

Tutto il lavoro per la nuova parte elettrica dello show è stato condotto offline, programmato su Wysiwyg, poi portato in scena direttamente alla prima data.

Lo show

Ci prepariamo a guardare lo show, a fotografarlo e ovviamente ad ascoltarlo: è veramente uno spettacolo gradevole, con l’atmosfera dell’Arena Plautina che sembra tagliata apposta per l’intimità della prima parte dello spettacolo. I volumi non sono esasperati ma il suono è molto preciso e apprezzabile per la sua pulizia. Nella seconda parte ci si scalda un po’: il volume sale e, giustamente, il sound si “sporca” diventando più aggressivo. Le luci ovviamente seguono il mood e passano da un taglio più elegante a movimenti e tagli più rock. Il pubblico fa fatica a stare sulle sedie e, in una situazione del genere, uno spazio maggiore in cui saltare davanti al palco non ci starebbe male. La scaletta dà ai fan occasione di entusiasmarsi e il concerto finisce fra gli applausi. Una bella serata, un bel modo di festeggiare con il proprio pubblico i primi venticinque anni di successi. 

Produzione

Vertigo


Andrea Pieroni

Head of Productiont

Roberto Ciucci

Tour/Production Manager

Francesca Fadalti

Personale tour estiva


Dressing room

Ornyrock


Francesca Rem Picci


Lisbet Salinas

Service audio/luci

Mister X

Lighting design

2M Lighting


Matteo Moro

Fonico di sala

Davide Linzi

Fonico di palco

Marcello Coletto

Backliner/stage manager

GianMaria Offredi

Backliners

Enrico Fikino Boschi


Claudio Brambilla

PA manager

Marco Molinari

Tecnico luci

Brasini Franco

Trucking

GM Gamund

Autista bilico

Vidoje Ranoic



Band assistant 

Max Martulli

Band drivers

Gabriele Giovannini


Antoni Felaco


Monia Mosconi

Personale tour di maggio


Stage management

Alto Stage Management

Stage manager/backliner

Alessio Martino

Fonico di sala

Simone Squillario

Fonico di palco

Michele Sem Cigna

Lighting designer

Daniele Pavan

Backliner

Alessandro Scalamonti

Band assistant

Luigi Vertaglio

PA manager (GM Music)

Daniel Nginamau

Autista (GM Gamund)

Sava Radisavlievic


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