Maurizio Cappellini - Direttore di produzione

Il tour VERA BADDIE di Anna infiamma i palazzetti di tutta Italia.

Maurizio Cappellini - Direttore di produzione

La tappa bolognese del tour di Anna Pepe è stata una serata intensa sotto ogni punto di vista. La giovane artista urban, salita alla ribalta nel 2020 grazie al singolo Bando, è cresciuta costantemente in questi anni, fino a mettere a segno un tour nei palazzetti di grande successo. Intervistiamo coloro che l'hanno reso possibile.

Maurizio, qui sei una figura di riferimento. Ci racconti come è stata concepita questa produzione?

Il tour nasce da un’idea di Anna. Noi, a livello di produzione, avevamo già iniziato a confrontarci per delineare alcune proposte, ma lo spunto decisivo è arrivato direttamente da lei: Anna ha richiesto un certo tipo di immaginario e di ambientazione, condividendo una serie di immagini da cui partire per mettere a terra – come si dice – l’idea e trasformarla in realtà.

Per lei è il primo tour di questo livello?

Aveva già fatto alcune esperienze nei club, ma questo è il primo vero tour nei palasport. E nei palasport più importanti: tutto esaurito ovunque. Tre date al Forum di Assago, Bologna stasera, Firenze domani, Mantova, Roma, Napoli… ovunque sold-out.

Come si spiega questo fenomeno?

Molti giovani artisti arrivano al successo rapidamente, quando se lo meritano… ma l’escalation di Anna è stata davvero incredibile. Un anno fa faceva i club, poi un’estate con numeri pazzeschi, e ora i Palasport pieni già prima dell’estate. E tutto questo senza una grande campagna promozionale. È un’artista che si è costruita da sola: è giovanissima, spontanea, autentica. Sarebbe stato difficile pianificare a tavolino un successo del genere. Rappresenta un tipo di artista che mancava in Italia: la giovane popstar all’americana. Mi vengono in mente Anna Montana, Miley Cyrus, Ariana Grande, Billie Eilish… lei incarna esattamente quell’immaginario, che in Italia stentava a decollare.

Come avete realizzato il palco e la scenografia?

Tutto è partito dalle immagini che Anna ci ha mandato su WhatsApp. Poi i set designer dello studio Blearred, Davide Pedrotti ed Eleonora Peronetti, hanno sviluppato la sua idea e l’hanno resa concretamente fattibile. Abbiamo lavorato molto bene e in tempi brevi. A tutto questo si è aggiunto il lavoro del lighting designer, Nicola Costamagna.

Costamagna… figlio d’arte?

Sì, esattamente: il figlio di “Talu” Costamagna. Poi abbiamo ragionato sui fornitori ideali, perché questo è uno show basato più sulla scenografia reale che sulla tecnologia. La scena è preponderante, con moltissimi elementi fisici sul palco: lo stage rappresenta un lettore DVD portatile di inizio anni 2000; la parte più importante – sia economicamente, sia fisicamente – è la scenografia disegnata da Blearred e da Eleonora, e realizzata da Tekset, con Susanna Gruttadauria come capoprogetto. Figura chiave per tutta la produzione è poi Luca Belli, che cura il coordinamento creativo: un ruolo ormai fondamentale, perché uno spettacolo di questo tipo deve essere totalmente integrato – musica, video, grafica, luci, scenografia, coreografie. È un lavoro enorme: sinceramente non saprei come farne a meno, e lui lo svolge in maniera eccellente.
Gli altri fornitori tecnici sono Mister X per audio, video e luci, e Super FX per gli effetti speciali. In scena appariranno anche molti elementi che richiamano l’immaginario di Anna: lollipop giganti, divani in velluto rosa, un letto, palloni enormi e altre sorprese. È stato divertente anche per me: sono uscito dalla mia comfort zone! Ho 48 anni, quindi in teoria sono piuttosto distante dall’immaginario di Anna e dei suoi fan… ma come ha detto Clemente [Zard, ndr], mi ci sono calato benissimo.

È quindi una produzione importante anche dal punto di vista strutturale.

Giriamo con 9 bilici, più il ferro e un gruppo elettrogeno. La crew è di circa 80 persone: la definirei una produzione medio-grande per i palasport. Una particolarità è l’assenza del backline: quasi tutto il concerto è gestito dalle sequenze. In scena ci sono Anna, i ballerini e – in un momento acustico – una pianista.
Il progetto è condiviso praticamente “a quattro mani” con Me Next e LoudPromotion, i due management: da una parte Ignazio “Slait” Pisano, dall’altra Filippo Giorgi. La cosa che stupisce davvero è la scelta sulle date: per questa tranche finale del 2025 abbiamo deciso di farne solo otto, tutte già sold out da tempo. Avremmo potuto raddoppiare il calendario, ma la decisione è stata questa.
In chiusura vorrei citare tutta la squadra di produzione: Benedetta Provasoli, Gaia Di Nola Cambi, Lorenzo Gulminelli, Mauro Lilli, Matteo Bronzi, Francesca Tini e Lidia Roggeri.