La città del rock

Safety, security e impatto ambientale nel dietro le quinte di Firenze Rocks 2026.

La città del rock

di Chiara Benedettini

Per il pubblico, un grande evento musicale è una festa collettiva, ma per chi lavora nel settore un festival come Firenze Rocks è una complessa macchina organizzativa che prende forma mesi prima dell’apertura dei cancelli e coinvolge centinaia di professionisti, decine di imprese specializzate e un articolato sistema di norme e procedure. 

Negli ultimi anni il concetto di sicurezza negli eventi è molto cambiato: in passato l’attenzione era concentrata soprattutto su strutture, luoghi, e sulla prevenzione degli incidenti. Oggi, con l’aumentare del numero di presenti e grazie a una maggiore consapevolezza, il tema comprende anche la gestione delle folle, la protezione da minacce intenzionali, il coordinamento tra soggetti pubblici e privati e il ruolo crescente delle tecnologie digitali. 

In questo articolo cercheremo di raccontare sia l’evoluzione del concetto di sicurezza, di pari passo con il cambiare delle normative, sia l’esperienza sul campo, grazie alle testimonianze di Giuseppina Ferrise, Health, Safety & Event Supervisor di Live Nation Italia, e dello Studio Nicoli, esperto nel campo, che la supporta da tempo nel suo lavoro.

Prima del concerto, un grande cantiere

La sicurezza di un grande evento riguarda naturalmente il pubblico, ma anche il personale di servizio. Nelle settimane precedenti l’apertura, il sito ospita infatti un vero e proprio cantiere temporaneo in cui operano strutturisti, rigger, tecnici audio e video, ecc. L’allestimento di un grande palco concentra alcuni dei rischi più significativi presenti nel mondo del lavoro: attività in quota, movimentazione di carichi sospesi, impianti elettrici temporanei ad alta potenza e sovrapposizione di lavorazioni svolte da imprese differenti.

In questa fase la normativa di riferimento è il Decreto Legislativo 81/2008 sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Successivamente, con l’introduzione del cosiddetto “Decreto Palchi” del 2014, il legislatore ha adattato le disposizioni previste per i cantieri temporanei alle peculiarità degli spettacoli musicali, teatrali e fieristici. Sono anche previste figure specifiche per il controllo e il rispetto delle norme, come il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione (CSP) e in fase di Esecuzione (CSE), mentre  il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e i Piani Operativi di Sicurezza (POS) consentono di analizzare e mitigare i rischi derivanti dalle interferenze tra le diverse attività.

Le origini del concetto di sicurezza nel pubblico spettacolo

Una volta completato l’allestimento, il focus si sposta dal cantiere al pubblico. Storicamente, la disciplina italiana del pubblico spettacolo trova le proprie radici nel Regio Decreto 773 del 1931, il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), che ancora oggi costituisce uno dei principali riferimenti normativi del settore. In particolare, gli articoli 68 e 80 disciplinano rispettivamente l’autorizzazione agli spettacoli e la verifica delle condizioni di sicurezza e agibilità dei luoghi destinati al pubblico. A queste disposizioni si affianca il Regolamento di esecuzione del 1940 e l’attività delle Commissioni di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, chiamate a valutare la sicurezza di strutture e manifestazioni.

Per molti decenni, quindi, l’approccio normativo è stato prevalentemente orientato alle caratteristiche fisiche del luogo: capienza, uscite di sicurezza, resistenza delle strutture, impianti e prevenzione incendi, per garantire che il “contenitore” fosse sicuro.

l ruolo delle Commissioni di Vigilanza

Rappresentano ancora oggi uno snodo fondamentale nel percorso verso l’apertura di un grande evento. Previste dall’articolo 80 del TULPS, hanno il compito di verificare che tutte le condizioni di sicurezza necessarie all’accoglienza del pubblico siano effettivamente rispettate. A seconda della tipologia e della capienza dell’evento possono intervenire la Commissione Comunale o, nei casi più complessi, la Commissione Provinciale di Vigilanza, organismo che per manifestazioni come Firenze Rocks assume un ruolo centrale nel processo autorizzativo. Vengono esaminati vari aspetti, dalla documentazione progettuale e certificazione impianti ai piani sanitari fino alla documentazione antincendio; solo dopo la verifica della conformità tra progetto e realizzazione e l’espressione del parere favorevole è possibile procedere all’apertura al pubblico.

Anche il ruolo delle Commissioni è cambiato nel tempo. Se in passato l’attenzione era concentrata soprattutto sulle strutture e sulle vie di esodo, oggi si va dalla gestione delle folle alla comunicazione di emergenza, fino al contributo delle infrastrutture tecnologiche, dai sistemi audio, alla videosorveglianza, alle piattaforme di controllo. 

Il DM 19 agosto 1996 e la sicurezza delle infrastrutture

Una tappa fondamentale di questa evoluzione è rappresentata dal Decreto Ministeriale del 19 agosto 1996, la regola tecnica di prevenzione incendi per i locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo.  Affronta temi quali l’affollamento massimo consentito, le vie di esodo, l’illuminazione di sicurezza, gli impianti elettrici, i materiali impiegati e le misure antincendio. Ancora oggi molte delle valutazioni effettuate dalle Commissioni di Vigilanza si basano sui principi introdotti da questa normativa.

Tuttavia, l’esperienza degli ultimi anni ha evidenziato che la conformità delle infrastrutture non è sempre sufficiente a garantire la sicurezza complessiva. Un punto di svolta sono stati i tristi accadimenti di Piazza San Carlo a Torino nel giugno 2017, durante la proiezione pubblica della finale di Champions League*. L’episodio ha dimostrato che una situazione di panico può generare conseguenze gravissime anche in assenza di incendi, cedimenti strutturali o altre emergenze tradizionalmente considerate nei piani di sicurezza. Da quel momento il settore ha iniziato a guardare con maggiore attenzione alla gestione delle folle e alla comunicazione con il pubblico.

La nascita del modello Safety & Security

Le successive direttive del Ministero dell’Interno, in particolare la Direttiva Gabrielli del 2017 e la Circolare Piantedosi del 2018, hanno formalizzato un nuovo approccio basato sulla distinzione tra Safety e Security.

La Safety comprende tutte le misure finalizzate a proteggere il pubblico da rischi accidentali: incendi, cedimenti, malfunzionamenti tecnici, emergenze sanitarie o situazioni di panico. La Security riguarda invece la protezione da minacce intenzionali, quali intrusioni, atti vandalici, comportamenti violenti o potenziali azioni terroristiche.

Safety: progettare la sicurezza delle persone

La capienza di un’area oggi non viene più determinata sulla base della superficie disponibile, ma tiene conto della distribuzione del pubblico, delle densità previste nelle diverse zone e dei tempi necessari per un eventuale esodo.

Grande attenzione è riservata alle vie di fuga, che devono essere facilmente identificabili, adeguatamente dimensionate e distribuite in base ai flussi reali delle persone. Un altro concetto acquisito è la compartimentazione delle aree: barriere e corridoi di sicurezza consentono di evitare che migliaia di persone si comportino come una massa unica, riducendo il rischio di fenomeni di compressione o schiacciamento. Anche gli impianti antincendio e le infrastrutture elettriche assumono un ruolo fondamentale: i festival oggi possono richiedere potenze installate dell’ordine di diversi megawatt e devono garantire continuità operativa anche in condizioni critiche, per esempio per messaggi o illuminazione di emergenza. Per questo vengono spesso adottate architetture ridondate, gruppi elettrogeni multipli e sistemi UPS dedicati ai servizi essenziali. A completare il quadro intervengono i piani di assistenza sanitaria: ovvero procedure operative, percorsi di soccorso e modalità di coordinamento con il sistema sanitario territoriale.

Security: proteggere l’evento dalle minacce intenzionali

Il controllo degli accessi rappresenta uno dei primi livelli di protezione: biglietteria, filtraggio e conta delle presenze consentono di mantenere sotto controllo il numero effettivo dei presenti e di prevenire situazioni di sovraffollamento, mentre la protezione perimetrale evita accessi non autorizzati. Un ruolo sempre più importante è svolto dalla videosorveglianza, che non viene utilizzata soltanto per finalità investigative ma come strumento operativo di monitoraggio in tempo reale della densità del pubblico, criticità ecc.

Negli ultimi anni sono stati introdotti gli steward, che rappresentano il principale punto di contatto tra organizzazione e spettatori: oltre alle attività di controllo, vengono formati per contribuire alla gestione dei flussi e ad eventuali procedure di emergenza.

Tutto questo avviene in stretta collaborazione con Questura, Prefettura, Vigili del Fuoco, servizi sanitari e Protezione Civile, all’interno di un sistema di coordinamento che coinvolge soggetti pubblici e privati.

Tecnologia per lo spettacolo al servizio della sicurezza

Non tutti lo sanno, ma gli stessi impianti audio, video e luci dedicate allo spettacolo sono oggi parte integrante dell’infrastruttura di sicurezza. L’impianto audio, ad esempio, in caso di emergenza deve poter interrompere immediatamente la diffusione musicale e diffondere messaggi vocali comprensibili a tutto il pubblico, rispettando una copertura uniforme e l’intelligibilità del parlato (secondo parametri STI). Anche se non è prevista una norma ad hoc, solitamente si prevedono un microfono di emergenza dedicato, alimentazioni protette, personale autorizzato all’attivazione. Anche i LEDwall e i sistemi video possono trasformarsi in strumenti di comunicazione di emergenza, consentendo di fornire indicazioni chiare e immediate al pubblico. Parallelamente, la diffusione delle reti IP ha favorito un crescente dialogo tra sistemi audio-video, comunicazioni operative, videosorveglianza e controllo degli impianti. A questo proposito accenniamo alle control room, simbolo di questa convergenza: è un ambiente nel quale confluiscono informazioni provenienti da telecamere, reti di comunicazione, sistemi radio, impianti, servizi di sicurezza, per monitorare efficacemente i flussi del pubblico, valutate le eventuali criticità, eccetera.

Il futuro: verso una sicurezza predittiva?

Anche il settore dello spettacolo dal vivo si sta orientando verso l’analisi preventiva e l’utilizzo dei dati: tecnologie come la video analytics o l’intelligenza artificiale consentono già oggi di simulare comportamenti, prevedere congestioni e individuare anomalie già in fase di valutazione. Per gli operatori dello spettacolo questo significa confrontarsi con un contesto sempre più interdisciplinare, che mixa competenze tecniche, organizzative e tecnologiche, perché la sicurezza è parte stessa della progettazione di un evento. Un processo che inizia con un documento CAD e termina soltanto quando l’ultimo spettatore ha lasciato l’area in condizioni di piena sicurezza.  

Decreto Palchi: la sicurezza entra nel backstage

Il cosiddetto Decreto Palchi è parte del Decreto Interministeriale 22 luglio 2014, emanato in attuazione del D.Lgs. 81/2008. Nasce dall’esigenza di adattare le norme sui cantieri temporanei e mobili alle peculiarità degli spettacoli musicali, teatrali, cinematografici e delle manifestazioni fieristiche. Per la prima volta vengono disciplinate le attività di montaggio e smontaggio di opere temporanee, comprese le strutture di palco, le coperture, i sistemi di rigging e gli allestimenti audio, video e illuminotecnici. 

Il decreto precisa inoltre specifici obblighi per committenti, coordinatori della sicurezza e imprese coinvolte, introducendo procedure e documentazione calibrate sulle caratteristiche del settore dello spettacolo.

Dalla sicurezza del luogo a quella della persona, in sintesi:

Anno    Evento

1931    TULPS

1940    Regolamento di esecuzione

1996    DM 19 agosto 1996

2008    D.Lgs. 81/2008

2011    DPR 151/2011

2014    Decreto Palchi

2017    Piazza San Carlo

2017    Direttiva Gabrielli

2018    Circolare Piantedosi

2022    RTV V.15

Oggi    Safety, Security e tecnologie convergenti

* Il 3 giugno 2017 in Piazza San Carlo a Torino, durante la proiezione su maxischermo della finale di UEFA Champions League tra Juventus FC e Real Madrid CF, erano presenti circa 30.000 persone. Durante il secondo tempo una serie di eventi concatenati - rumore provocato da petardi e il comportamento di alcuni malviventi che utilizzavano spray urticante per compiere furti - generò un improvviso fenomeno di panico collettivo. Migliaia di persone cercarono contemporaneamente di allontanarsi dalla zona centrale della piazza, provocando schiacciamenti, cadute e urti. Il bilancio fu di 1.500 feriti, un decesso, e numerosi danni. 

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