La sicurezza, secondo chi organizza i grandi eventi
Intervistiamo Giuseppina Ferrise, Health, Safety & Event Supervisor di Live Nation Italia, e i membri dello Studio Associato Nicoli.

di Chiara Benedettini
Durante Firenze Rocks abbiamo raggiunto Giuseppina Ferrise, Health, Safety & Event Supervisor di Live Nation Italia, referente per tutto ciò che comporta la sicurezza del festival. Non è la prima volta ad essere ospite di Sound&Lite: come lei stessa ci ha detto, normative e consuetudini sono cambiate tantissimo negli ultimi anni, così come la consapevolezza sul tema Safety&Security
Giusy, vuoi presentare la tua figura?
Lavoro in Live Nation da quasi 20 anni, e ho avuto l’opportunità di fare gran parte di questo percorso accanto a Danilo Zuffi, uno dei pionieri delle produzioni live in Italia. Fu lui a farmi appassionare alla gestione della salute e della sicurezza sul lavoro nell’ambito dei nostri eventi, quando ancora nessuno di noi poteva prevederne la futura complessità. Negli anni il mio ruolo è cambiato, spostandosi dalla produzione pura al coordinamento tecnico e della sicurezza dei nostri concerti, sempre più strutturati.

Potresti descriverci il tuo lavoro quotidiano?
Oggi il mio ufficio è il punto di raccordo tra le produzioni e ogni professionista coinvolto, e questo ci permette di monitorare la vita di un evento a 360°, dalla progettazione al post-show, e di mantenere il filo conduttore in caso di necessità, come per esempio in caso di ispezioni da parte degli enti preposti. È un lavoro impegnativo perché tenere il punto su tutto, a questi livelli, comporta una complessità enorme: basta che venga meno un solo passaggio di comunicazione e il rischio di compromettere il lavoro è altissimo. Una delle sfide principali, per noi che lavoriamo molto con artisti internazionali, è gestire la conformità delle aziende estere che operano in Italia. Il nostro Testo Unico della Sicurezza [il Decreto legislativo n°81/2008 che riguarda la sicurezza dei lavoratori, ndr] ha un’impronta talmente territoriale che le aziende estere semplicemente non possono avere i requisiti minimi di conformità. Per assurdo, l’unico modo per essere perfettamente in regola sarebbe costituire una organizzazione in Italia, ma questo infrangerebbe i principi stessi di globalizzazione e di libertà economica transnazionale.
È difficile richiamare l’attenzione di maestranze, operatori e pubblico sull’importanza della sicurezza?
Alcuni credono che un concerto sia solo una festa e che il nostro lavoro sia divertimento. Certo, amo il mio lavoro, ma dietro la magia c’è un impegno enorme e una responsabilità altissima verso la sicurezza dei lavoratori e del pubblico. Abbiamo combattuto per decenni contro il vuoto normativo e, anche se oggi la situazione è migliorata, ci scontriamo ancora con norme e interpretazioni burocratiche lontane dalle reali esigenze. Speriamo che il nostro impegno possa portare a dei miglioramenti sostanziali.
Venendo al Firenze Rocks, quali sono le sue criticità e i punti positivi?
Per un evento di tale portata la pianificazione inizia con molti mesi d’anticipo. Ed esattamente il giorno dopo la chiusura dell’edizione precedente, ci si concentra già sulla successiva: inizialmente sullo studio dell’area, sulla progettazione delle strutture e sul coordinamento di tutte le attività. La nostra produzione, capitanata da Alberto Muller insieme allo Studio Nicoli, punto di riferimento del settore, e ATS, l’azienda incaricata della security, inizia il passaggio cruciale dei tavoli tecnici con le autorità e gli enti competenti. In questa sede si definiscono i dettagli della sicurezza di tutti, dal tracciamento delle vie di accesso e di esodo per gestire i flussi in modo fluido, fino allo studio di come il pubblico interagirà con lo spazio dell’evento. La complessità deriva dalle dimensioni dell’evento, dall’elevato numero di operatori coinvolti e dalla necessità di rispettare tempi molto serrati.

Il team di produzione con Giusy Ferrise e gli incaricati dello Studio Associato Nicoli lavorano insieme quotidianamente alla progettazione dei flussi di pubblico e della sicurezza di grandi concerti, in collaborazione con le commissioni e gli enti del territorio. Abbiamo parlato con Anastasia Mioli, una delle fondatrici dello Studio, e con con Riccardo Ferrari, sempre di Studio Nicoli, Ingegnere esperto CERTIng, una certificazione rilasciata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri che attesta l’esperienza degli ingegneri italiani ai sensi della norma ISO 17024.
Riccardo, quali sono le principali criticità nella gestione della folla?
La gestione della folla si basa soprattutto sulla corretta progettazione degli spazi e dei flussi. I punti più delicati sono gli ingressi, le uscite, le aree di accumulo e tutte le zone in cui il pubblico tende a concentrarsi. L’obiettivo è evitare congestioni e garantire percorsi chiari e facilmente riconoscibili. Una buona pianificazione consente di ridurre notevolmente i rischi.
Come viene redatto un piano di sicurezza?
Si parte dall’analisi del sito, delle caratteristiche dell’evento, dal numero di partecipanti attesi e attività previste. Si individuano i possibili scenari di rischio, si definiscono le misure preventive e si stabiliscono le procedure operative da adottare in caso di emergenza. Il tutto avviene attraverso un confronto continuo con organizzatori, enti locali, servizi di emergenza, forze dell’ordine e commissioni competenti.
L’intelligenza artificiale può essere utile nella gestione delle folle?
Certo, offre prospettive interessanti soprattutto nell’analisi dei flussi e nell’individuazione preventiva di situazioni anomale. Tuttavia, rimane uno strumento di supporto alle decisioni: l’esperienza dei professionisti e il coordinamento operativo sul campo continuano a essere elementi insostituibili.
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