Marco Zucchinali - Lighting Director in tour

Tiziano Ferro incontra il suo pubblico con l'imponente tour estivo Stadi26.

Marco Zucchinali - Lighting Director in tour

Noi l’abbiamo incrociato nella data di Bologna del 14 giugno: a tre anni dall’ultimo tour negli stadi, Tiziano Ferro torna con una grande produzione. Intervistiamo i protagonisti che l'hanno resa possibile.

Marco, raccontaci tutto.

Prima di tutto ci tengo a precisare che il disegno luci è firmato da Giovanni Pinna: io mi sono occupato dello sviluppo del progetto in studio da me, ad Alzano Lombardo, utilizzando il software Depence². Terminata questa fase, ci siamo trasferiti a Lignano, dove ci ha raggiunto anche Marco De Nardi, per tutti “Made”, nel ruolo di programmatore. Insieme abbiamo completato tutta la programmazione e la realizzazione dello show.

Depence² è ormai uno strumento fondamentale nella progettazione degli spettacoli moderni. In che cosa consiste esattamente?

Si tratta di un sistema di previsualizzazione che ci permette di programmare lo spettacolo in studio, simulando il comportamento reale di luci, video e automazioni. Naturalmente, quando  si monta tutta la struttura e si passa dal virtuale al reale, qualche intervento di rifinitura è sempre necessario: bisogna correggere colori, aperture dei fasci, intensità e altri dettagli. Però, grazie a questo sistema, arriviamo sul campo con circa l’80% del lavoro già completato.

In questo caso ci troviamo di fronte a uno show particolarmente complesso e affascinante dal punto di vista creativo.

Assolutamente sì. La caratteristica principale dello spettacolo è la forte integrazione tra contenuti video, automazioni e illuminazione. Ci sono cinque batten truss motorizzate che si muovono continuamente e devono essere perfettamente sincronizzate con le immagini video, perché in molti momenti entrano a far parte della scenografia digitale stessa.

In che modo si muovono queste strutture?

Le batten truss assumono configurazioni diverse durante lo show: a volte si muovono orizzontalmente, a volte in diagonale, altre ancora si uniscono creando una sorta di ponte luminoso continuo. Questo sistema genera un forte senso di movimento e contribuisce in maniera determinante alla dinamicità dello spettacolo.

Immagino che una struttura così complessa richieda una programmazione molto precisa.

Esatto. Il filo conduttore che coordina luci, video e automazioni è il timecode. Tutto è sincronizzato attraverso questo sistema, che garantisce la perfetta corrispondenza tra ogni movimento e ogni effetto.

Parliamo dell’impianto luci. Che materiali avete utilizzato?

La dotazione è piuttosto importante. Partiamo dai Robe iForte LTX: ne abbiamo dodici in posizione FoH, installati sulle due torri delay. Quattro sono dedicati al sistema RoboSpot, mentre gli altri otto vengono utilizzati come supporto frontale in base alle esigenze dello spettacolo. Sempre tra gli iForte LTX, ne troviamo altri otto posizionati sul floor come frontali e controluce, affiancati da dodici Mamba. Per le funzioni wash utilizziamo invece dei Chauvet Storm 3. Sempre a terra sono presenti anche degli Ultimo Sharpy della Claypaky, l’evoluzione del celebre Sharpy, che utilizziamo per gli effetti beam. Salendo sulle batten truss motorizzate troviamo, su ciascuna struttura, otto Robe Esprite LTL, quattro iForte Fresnel e otto Ultimo Sharpy. La truss principale, quella fissa, replica sostanzialmente la stessa configurazione più diverse ribalte a LED. Al centro delle truss mobili abbiamo inoltre installato dieci Pixel Line, ripetute per cinque sezioni. Nella passerella davanti al palco abbiamo invece realizzato una zona trasparente che permette di vedere una batteria di ventiquattro Sharpy installati sotto il palco, creando spettacolari effetti di luce provenienti dal basso.

Ultimo Sharpy è il nuovo modello con sorgente a lampada?

Esatto. Il modello che utilizziamo monta una lampada Osram HID ad arco corto da 250 W. Nonostante la potenza relativamente contenuta, sviluppa un’emissione luminosa davvero notevole e mantiene tutte le caratteristiche che hanno reso celebre lo Sharpy originale. Nelle quinte, visibili quando il grande schermo LED si apre, abbiamo installato una serie di nuovi scanner DTS, che aggiungono ulteriori possibilità creative e contribuiscono a caratterizzare alcune delle scene più dinamiche dello spettacolo.