Il saluto a Marco Bartolini

Il 10 febbraio è venuto a mancare, a causa di una terribile malattia, Marco Bartolini, un professionista, e per molti un amico, che ha segnato l’evoluzione del mercato italiano del lighting degli ultimi venti anni.

Il saluto a  Marco Bartolini

Marco se ne va ancora giovanissimo, a soli 53 anni, con ancora molto da dare sul piano professionale, su una rotta che certamente sarà percorsa dai collaboratori che hanno preso in mano la sua azienda, RM Multimedia.

Per noi di Sound&Lite, per i quali Marco, nato a pochi chilometri dalla redazione, era prima che un professionista un vero amico, è difficile distinguere il vuoto lasciato nei nostri cuori dall’aspetto puramente lavorativo. Perché non era una persona come se ne incontrano tante, era uno di quegli esseri speciali capaci di una profonda empatia: risoluto, come deve essere un imprenditore, ma sempre estremamente gentile e modesto, capace di travolgere chiunque col suo sorriso e la sua simpatia, cosciente delle proprie qualità e dei propri limiti, cosa tipica delle persone davvero intelligenti. Nonostante il grande successo lavorativo, ottenuto grazie alle sue innate capacità, crediamo che nessuno possa aver mai scorto in lui una sola volta un atteggiamento arrogante, né verso i suo clienti, né verso i suoi dipendenti.

Eppure Marco il suo successo l’ha costruito da solo. Entra nel settore grazie a un amico di famiglia, il nostro direttore, Alfio Morelli, che lo prende con sé alla Coemar Rimini e gli presenta Antonio Italiani, insieme al quale intraprende la carriera di rappresentante, trattando Bose e IAL Sound.

A 27 anni, avendo maturato una certa esperienza, entra in SGM, che allora produceva solo accessori per le luci, e ne diventa l’anima commerciale: vive il boom del marchio con gli scanner Galileo, Victory, poi la fortunata serie Giotto. Siamo a metà degli anni Novanta e il mercato delle discoteche diventa secondario rispetto a quello delle rental company: Marco lo intuisce subito e inizia a lavorare nella giusta direzione, fornendo preziose indicazioni anche al reparto ricerca e sviluppo. Ma il suo intuito lo porta a lasciare SGM nel massimo del suo splendore e a guardare con interesse un nuovo marchio emergente, la ceca ROBE, di cui capisce tutte le potenzialità. Diventa così prima responsabile vendite per ROBE Italia, poi apre la propria azienda, insieme al compagno di sempre, Ermanno Tontini, e a Paula Porolisseanu, curando la vendita per il Centro-Sud, e nel 2008 riceve la proposta dalla casa madre, con la quale, inutile dire, Marco ha un bellissimo rapporto, di prendere in mano la distribuzione nazionale.

RM Multimedia in pochi anni duplica e triplica il fatturato anche grazie alla distribuzione di altri marchi prestigiosi e dei LED wall, con un’ascesa costante. Solo il lock-down e la pandemia mettono un freno temporaneo a questa scalata. Ma, purtroppo, non era la cosa peggiore che stava per accadere.

Ha vissuto la sua malattia cercando di proteggere tutti, coinvolgendo solo Paula, il suo grande amore e madre dei suoi figli, la quale ha sostenuto un peso immenso con la forza che la contraddistingue.

Alle sue esequie i volti dei tantissimi amici intervenuti erano volti smarriti, di chi non riesce a trovare una spiegazione, un senso alle cose che accadono, di chi è ancora incredulo nell’accettare che si sia tutti lì per i funerali di Marco. Persone come lui dovrebbero avere il divieto di lasciarci.

Il nostro immenso abbraccio va alla famiglia, a Paula e a tutti i collaboratori che porteranno avanti il suo progetto con lo stesso suo entusiasmo.

Giancarlo Messina


Il mio saluto a Marco non riguarda solamente il rapporto professionale o la passione dei motori che ci accomunava, perché lo conosco fin da bambino, visto che anche lui è nato e cresciuto nella piccola borgata di Colombarone. 

Ho sempre frequentato la sua famiglia, con il padre condividevamo la passione per la musica e per la tecnologia e spesso nelle nostre sedute d’ascolto e di esperimenti tecnici coinvolgevamo anche Marco. È probabile che il seme del suo futuro lavoro sia stato piantato in quei giorni, anche perché Marco, di 14 anni più giovane di me, è forse stato influenzato dal mio percorso professionale che negli anni Ottanta e Novanta mi vedeva coinvolto nell’ambito delle discoteche. Infatti per un periodo ha anche lavorato con me alla Coemar Rimini.

Ma il suo istinto era per il mercato e per il business. Così gli diedi qualche dritta ed iniziò la carriera di rappresentante e di imprenditore, prima con Bose, poi con SGM e infine con ROBE, con la creazione della sua propria azienda. Siamo certi che l’affermazione del marchio ceco in Italia, oltre alla qualità del prodotto, debba molto alle sue capacità e al suo carisma. Perché Marco era un uomo profondamente buono, onesto, trasparente, positivo, serio, disponibile con tutti e sempre sorridente. Credo che non esista una persona che abbia avuto a che fare con lui che possa dirne male.

Inutile raccontare i mille aneddoti che abbiamo condiviso, ma posso dire con certezza che se all’inizio ho forse influenzato le sue scelte e le sue passioni, in questi ultimi anni Marco mi ha mostrato come si diventa grandi.

Ciao Marco, è stato un privilegio aver fatto un pezzo di strada insieme a te.

Alfio Morelli


Marco… una persona stupenda, vera, unica. Ti ho conosciuto quasi 25 anni fa e da allora quante collaborazioni, quante ore a parlare di luce con la tua professionalità innata, quanti progetti pensati assieme… Ma soprattutto ricordo con piacere la voglia di vedersi al di fuori del lavoro per vivere dei momenti in allegria, senza pensieri. Mi sembra impossibile dover scrivere di te che non ci sei più: qualcosa si è spento nel mio cuore. Mi manchi: mi mancano la tua gentilezza, il tuo sorriso, il tuo modo elegante di vivere la vita, di stare assieme.

Cattolica era diventata la tappa annuale per la mia famiglia (Ginevra si ricorda ancora il giro in moto) e tornavo a casa rilassato, voglioso di fare. Questo mi hai trasmesso: la voglia di vivere totalmente ogni attimo di vita. Ricordo ancora la prima volta con te in macchina, assieme ad Aldo Visentin, quando ti prendevamo in giro per il tuo cambio automatico e il suo rumore e la mitica frase “Bartolin ghe piase el vin…” e giù a ridere… Ciao Marco, fratello di vita, grazie di tutto. Un abbraccio e un bacio enorme a Paula e ai vostri bellissimi figli.

Mariano De Tassis


Marco era una persona rara, dotato dalla natura di capacità relazionali eccezionali.

Per esempio, ho sempre notato la sua capacità, assolutamente non forzata, di far sentire tutti a proprio agio. Spesso ho avuto occasione di osservarlo durante le fiere, magari sfinito dopo ore e ore in piedi, correndo qua e là e riuscendo sempre a dar retta a tutti, senza apparire forzato o “impostato” come il classico venditore; gli veniva tutto spontaneo, semplicemente perché lui era fatto così: riusciva a non trascurare nessuno e trattare tutti allo stesso modo, dal cliente da 4 motorizzati a quello da 300.

Altra grande dote era quella di essere “multitasking”: era la persona più multitasking che io abbia mai conosciuto! Lo prendevo anche in giro per questo, perché spesso capitava che lo chiamassi per un mio progetto lavorativo e magari iniziassi dicendogli che forse mi sarebbero serviti 10 pezzi di questo e poi magari altri 20 pezzi di qualcos’altro... ma nel frattempo mi aveva già inviato un preventivo per i primi 10 pezzi e via così. Spesso dopo una telefonata di un’ora mi ritrovavo nella casella di posta 7/8 preventivi fra i quali non mi riuscivo più a raccapezzare. Allora gli intimavo, scherzando, di aspettare la fine della telefonata per farmi un preventivo riassuntivo!

Era un vero amico e una persona splendida. Ci mancherà moltissimo.

Michele Arduini


A Marco devo il merito di avermi aperto porte verso strade che avrebbero disegnato le mie esperienze più importanti, di vita e di lavoro. 

Non posso non dire che, a distanza di anni, molte di quelle strade sono oggi ancora in divenire.

Marco ha dato, così, a tantissimi di “noi” che, sono sicuro, oggi si rivedono nella mia stessa  esperienza di vita e amicizia con lui.

Ha lasciato in eredità patrimoni di questo spessore. Per questo non potrà essere mai dimenticato

Aldo Visentin


Un enorme sconforto e dolore, misto a rabbia per un’ingiustizia così palese.

Marco ha dato molto, era nella sua indole: cordiale e disponibile, professionale e umile, sempre e con tutti.

Mi ha lasciato tantissimo, non solo per quanto mi abbia aiutato sul lavoro, trovando sempre soluzioni per accontentare le mie esigenze e quelle di service e produzioni coinvolti, ma soprattutto per la sincera amicizia che si era stabilità dopo anni di conoscenza e di esperienze di vita vissuta anche al di fuori del lavoro. 

Un faro per tutti, senza mai andare oltre le righe, senza mai pronunciare una parola fuori posto: diplomatico, saggio, calmo e autorevole. 

Lascia un vuoto incolmabile, ma il suo ricordo rimarrà per sempre: un sorriso luminoso che immancabilmente ritroverò ogni volta che accenderò le sue luci.

Giovanni Pinna


Ciao Marco, sono un tuo amico, uno dei tanti, tantissimi che hai lasciato increduli e sbalorditi, come ad ogni presentazione dei tuoi prodotti.

Un amico come te non si dimentica: un amico come te si ricorda tutti i giorni a tutte le ore, perché sono quelli come te a rendere bella l’amicizia, a far sentire speciali le persone che amano il nostro lavoro, a dar valore ad ogni singola persona ad ogni singola ora passata insieme, ad ogni singolo prodotto presentato. E tu riuscivi sempre a mettere tutti d’accordo, a far convivere amici, conoscenti e concorrenti. 

Dicevi sempre: “Per far un buon progetto luci servono beam, wash, spot, e profile; e noi li abbiamo tutti. E poi le persone: perché da soli si va più veloci ma insieme si va più lontano”.

Come un bravo lighting designer o un eccellente direttore d’orchestra, sei sempre riuscito a far funzionare tutto l’impianto, esaltando le caratteristiche psico tecniche del materiale e delle persone, sbalordendo il tuo pubblico di tecnici, professionisti e artisti, ma soprattutto di amici.

Ma adesso hai esagerato!

Sei sempre arrivato in ritardo, anzi, all’ora dell’appuntamento partivi dall’altra parte dell’Italia. Il messaggio che ti mandavo era sempre lo stesso, come la risposta: “Marcooo... passata la ½ ora ho un altro appuntamento!”  “ Scusa sto arrivando… per cena! ”.

E quando ci siamo abituati e organizzati per gestire i tuoi ritardi, ci hai spiazzati per l’ennesima volta, ma questa volta partendo prima.

Ma non voglio abbattermi e non demordo, me lo hai insegnato tu. Mi dicevi sempre di guardare la vita con il sorriso e con un bicchiere di vino (minimo di 14° ). E allora vivrò così…  Ed ogni volta che farò uno show ed alzerò un bicchiere al cielo, dedicherò a te un pensiero! 

Ti voglio bene Marco, perché non eri un mio amico, sei un mio amico. Grazie di cuore per tutto.

Umile Vaineri



Clicca qui per accedere alla galleria fotografica
(5 Foto)