Disguise

Il motore che macina i miliardi di pixel che rendono gli show sempre più avvincenti e tecnologicamente avanzati ha un nome, e quel nome è Disguise.

Disguise

di Andrea Mordenti

Sia che si tratti dei concerti dei grandi nomi della musica mondiale o delle location più prestigiose, sia che si tratti degli studi XR e VP delle case di produzione cinematografiche e televisive, sia che si tratti dei video-mapping più estremi, il motore che macina i miliardi di pixel che rendono gli show sempre più avvincenti e tecnologicamente avanzati ha un nome, e quel nome è Disguise. Definirlo media server è in realtà riduttivo. Il sistema ruota attorno a un software di gestione multimediale e a un hardware proprietario ma si presenta come un ampio ecosistema collaborativo che coinvolge dalle prime fasi di ideazione e fino alla messa in opera finale, tutti i livelli progettuali, creativi e tecnici che partecipano alla produzione.

Il software viene sviluppato a partire dal 2003 dal collettivo londinese United Visual Artist cui i Massive Attack chiedono di avere per il loro tour un visual design che permetta di proiettare sullo schermo una serie di contenuti ottenuti in tempo reale: dati e testi ma anche video, una cosa non semplice con i limiti dei sistemi esistenti in quegli anni. In pratica volevano integrare le grafiche pre-renderizzate con sequenze video prese in diretta dalle news televisive, dati di borsa, orari degli aeroporti, contenuti che potessero essere quindi diversi ed aggiornati ogni sera perché giungevano direttamente dai canali di notizie come CNN, BBC o anche televisioni locali e altre fonti. Così, grazie al genio creativo di Ash Nehru, co-fondatore di d3 technologies, nasce il software (il nome d3 ricorre ancora oggi nella nomenclatura interna del programma nonostante il sistema e l’azienda abbiano già da tempo cambiato il nome in Disguise). La richiesta successiva arrivò da parte degli U2 che volevano un visualizzatore 3D che gli permettesse di verificare in prima persona, durante la produzione, il risultato che volevano ottenere sul palco, e così è nata l’interfaccia 3D.

Lo sviluppo contemporaneo di software, hardware e una lunga serie di servizi collaterali uniti una filosofia aziendale che ha il focus sull’interazione costante tra gli elementi tecnici e creativi del team ha visto in pochi anni Disguise diventare lo standard a livello mondiale nel campo della gestione dei contenuti multimediali.

Ci introduce agli aspetti fondamentali del sistema Nicholas di Fonzo, Technical Specialist di Disguise, che affianca spesso alcune delle produzioni più delicate a livello globale, garantendo da parte dell’azienda il supporto necessario a ottenere i migliori risultati possibili e la soddisfazione di tutti i soggetti coinvolti.

NdF: Disguise è un ambiente integrato di software, hardware e servizi: uno strumento di collaborazione che funge da collante tra i vari reparti. Il progetto di show o di installazione nasce su Disguise fin dalle prime fasi della pre-produzione. La possibilità di visualizzare in 3D con grande accuratezza (Pixel Perfect) ogni singolo momento dello show con i relativi contributi visivi e movimenti di scena permette di confrontare lo stato di avanzamento dei lavori con il cliente, con l’artista e con i membri di tutti gli altri team di progetto, sia tecnici che creativi. Il software fornisce tutte le informazioni tecniche necessarie come il posizionamento e le ottiche dei videoproiettori oppure la quantità di pixel LED; tutte le soluzioni proposte vengono verificate sul modello virtuale in modo da risolvere ogni problematica o interferenza prima di arrivare on site. I creatori di contenuti possono controllare la validità delle scelte creative su un modello dinamico che ripropone in tempo reale le animazioni e le ambientazioni proposte, avendo così la possibilità di affinare e dettagliare ogni momento del flusso visivo molto prima di avere il palco e gli schermi montati. Quando ci si sposterà in sala prove e poi sul palco per lo show, il progetto Disguise seguirà la produzione, senza bisogno di alcun tipo di modifica, essendo a quel punto già in gran parte pronto per la messa in onda finale. Qui entra in gioco l’hardware, uno dei punti di forza del sistema. Sia che si parli di contenuti pre-renderizzati che generati in tempo reale, i server sono potenti e affidabili, appositamente progettati per l’uso intensivo e per prestazioni di playback imbattibili. Il fatto che lo si trovi residente nelle venue e nei festival più grandi e prestigiosi del mondo – Sphere, Coachella – che venga scelto dalle grandi star della musica mondiale – Oasis, Coldplay, Adele – e che sia lo standard per le Virtual Production delle major di Hollywood – Disney, WB, Netflix – è per Disguise il miglior biglietto da visita.

Il software negli anni si è molto evoluto grazie alla community, perché c’è molta gente che lo usa nel mondo. Disguise inoltre è un’azienda che ascolta: anche se sei un freelance e chiedi aiuto per qualcosa che non riesci a fare, l’azienda ti accoglie e se può ti aiuta. Se è eventualmente qualcosa che non si può fare ti aiuta a trovare la soluzione per farlo. A volte succede anche che vengano distribuite delle versioni custom per andare incontro ad esigenze specifiche; se successivamente si ritiene che possa essere utile al software e agli altri utenti, la modifica introdotta nella versione custom viene implementata negli aggiornamenti successivi disponibili per tutta la community. In questo modo, dato che gli utenti nel mondo sono tantissimi, la crescita e l’evoluzione del software è di conseguenza esponenziale.

L’operatore Disguise al Coachella Valley Music and Art Festival in California.

L’interfaccia utente che integra tutti gli strumenti prende il nome di designer. Se guardiamo alla timeline c’è stata una evoluzione costante che ha portato oggi ad avere uno strumento con alcune caratteristiche che la rendono particolarmente funzionale. Su Disguise si tende a dividere la timeline in sezioni e poi si salta da una parte all’altra usando varie modalità: si può controllare a 360° con la console luci, con un timecode, ma anche con la tastiera utilizzando gli shortcut, oppure con tutti gli altri tipi di controller come Streamdeck eccetera. Sulla timeline puoi creare delle regole per velocizzare alcune procedure e, per esempio, customizzare i layer con dei codici di colore specifici per ogni tipo di media o per ogni schermo in modo da avere un colpo d’occhio immediato su cosa sta girando e dove. È possibile aggiungere delle note in timeline relative a vari punti di interesse e poi nella cue-list ci si ritrova il countdown di queste note, per cui alla fine c’è una vera e propria scansione temporizzata di tutto lo show di cui possono beneficiare tutti gli altri settori, principalmente la regia. I layer sono divisi per categorie (audio, video, generativi, eccetera) e c’è un layer specifico che si chiama readout che legge le varie informazioni del sistema secondo le impostazioni desiderate e quindi per esempio legge i timing dei video che stanno girando. In un contesto con molti media contemporaneamente, questa è un’informazione molto importante che può essere condivisa attraverso un monitor specifico posizionato in regia in modo che tutti abbiano sotto controllo l’andamento dello show e il countdown di ogni media. Attraverso degli oggetti virtuali, che si chiamano device e che puoi inserire nel progetto, è possibile comunicare via rete con i più svariati apparati, come per esempio i sistemi di automazioni di scena come Kinesys, Navigator, o svariati tipi di sensori e tracciatori di posizione come BlackTrax, Zactrack, ecc. Ogni tipo di comunicazione che avvenga tramite protocolli di uso comune come TCP, UDP, OSC, MIDI, DMX, è possibile e se non è possibile basta chiedere all’azienda o alla community e o trovi chi l’ha già fatto prima di te oppure troverai facilmente qualcuno che ti aiuterà ad affrontare il problema ed ottenere il risultato desiderato.

Approfondiamo ulteriormente il funzionamento ed alcune caratteristiche di Disguise con Jacopo Tavianucci, programmatore freelance che ci fornisce il punto di vista dell’operatore sul campo.

JT: La prima differenza rispetto agli altri sistemi esistenti la vedi nella pagina di assistenza del loro sito. Hanno investito tantissimo nella user guide, che è dettagliata e esaustiva. Se devi fare una cosa e non sai come, perché è nuova o te la sei dimenticata, qui stai sicuro che la trovi. Come fare uno schermo LED? Qui c’è tutto: example, overview… Come fare il reimage di un server? Vai nella sezione apposita, ti dice tutto quello che ti serve e scarichi l’immagine disco con i driver e tutto il resto. Fare il reimage di un server è considerata best practice ogni volta che si inizia un lavoro, perché non sai se chi l’ha usato prima di te ha installato un tool o fatto qualche tweak particolare e quindi si reinstalla il sistema operativo con tutti i software e si è sicuri di avere sempre un sistema perfettamente funzionale con tutti gli aggiornamenti necessari già testati dalla casa madre. Nella guida si trova anche la sezione dedicata alle performance. Per ogni modello di server ti dice quanta latenza hai sulle schede di acquisizione, quanti layer puoi leggere contemporaneamente nei vari codec e formati, quante e quali uscite puoi utilizzare, ecc. Anche qui nulla è lasciato al caso e in questo modo puoi prevedere in anticipo quale server ti serve per quello che devi fare; se devi andare in tour in qualsiasi parte del mondo puoi portarti dietro la chiavetta con il progetto e noleggiare il server in loco, tanto sei certo che se il modello è lo stesso, anche le performance saranno esattamente le stesse. 

C’è poi la parte relativa al Cloud. Hanno realizzato una piattaforma on line con alcuni sezioni importanti come il Drive, uno spazio fisico di storage accessibile ai vari settori della produzione in cui il processo di caricamento, verifica e conferma dei contenuti viene velocizzato e reso più efficiente. Sul cloud è possibile caricare, oltre ai media, i propri file di progetto e le previsualizzazioni 3D da condividere con tutta la propria organizzazione. Un’altro tool disponibile sul cloud è Mapping Matter, un semplice ambiente 3D dove è possibile importare oggetti .obj o .fbx e creare progetti di proiezione particolareggiati con strumenti specifici pensati per il videomapping, come la possibilità di calibrare in array molti videoproiettori insieme. Si può esportare il disegno tecnico con tutti i dati relativi ai proiettori e il file di Mapping Matter si carica direttamente sul designer, così ti ritrovi il setup fatto. Sempre sul cloud c’è una nuova sezione relativa ai plug-in che sono strumenti esterni che interagiscono con Disguise, come AskAId3n, una vera e propria Intelligenza Artificiale powered by Google Gemini, che permette di avere all’interno del designer una chat interattiva con l’AI che ti aiuta nelle varie operazioni. Ci sono altri plug-in proprietari, come Luma, che è un video-generator che sfrutta sempre l’AI, ed altri tool di diagnostica. Si possono anche installare plug in di terze parti o crearne dei propri per customizzare il sistema secondo le proprie esigenze. Tutte cose all’avanguardia dove nulla è lasciato al caso e tutto è portato al livello più professionale possibile.

Il palco del Music of the Spheres World Tour dei Coldplay.

Per quel che riguarda l’hardware devo dire che sono molto comode le schede VFC (Video Format Conversion). Si tratta di schede proprietarie che vanno a inserirsi tramite un comodo slot nella scheda grafica vera e propria e permettono di configurare le uscite con standard e connettori differenti. Risolvono molti problemi di latenza e riducono la necessità di convertire i segnali in uscita utilizzando altri apparati. Esistono le VFC con 4 porte DVI (4 Full-HD o un unico 2K CGI), oppure con 4 porte 3G-SDI (4 Full-HD o un unico 4K), oppure con una Display Port o un HDMI per una singola uscita 4K. Di schede VFC se ne possono montare, su alcuni modelli di server, fino a 4 per ottenere le configurazioni più varie ed ottimizzare l’utilizzo di ogni macchina. Esistono inoltre, per i modelli VX e GX, le schede IP-VFC con 2 porte 100Gb ridondanti ciascuna, che inviano sulla rete uno streaming video fino a 4K non compresso nei formati SDI o nel più recente SMPTE ST 2110. Questo flusso può essere distribuito per tutte le varie esigenze di produzione o di broadcast e importato in un designer, cioè in un altro sistema Disguise che si occupa della messa in onda. Il designer legge il video in streaming sulla rete, come fosse un media salvato sul suo HD, mentre invece è renderizzato in tempo reale. Lo stesso principio che si usa con i software generativi come Notch.

L’azienda produce molti modelli di server, ognuno con caratteristiche differenti e un proprio mercato di riferimento. Le serie professionali sono la VX e la GX, poi ci sono i modelli della serie RX per i motori di rendering di terze parti, quelli della serie PX specifica per il broadcast e quelli della serie EX, di dimensioni ridotte, adatti alle installazioni o agli show medio-piccoli. Il software designer si può invece scaricare ed utilizzare offline, la licenza Pro è quella che abilita la comunicazione con i server e permette quindi di operare sul campo. Recentemente hanno rilasciato un nuovo tipo di licenza che si chiama X1 che permette di installare e usare Disguise su un computer personale, abilitando una uscita: una piccola rivoluzione che va incontro al mercato degli show su scala ridotta, ma che apre la strada all’imprevedibilità legata all’utilizzo di computer non prodotti e testati direttamente dalla casa madre.

La scheda VFC si estrae con facilità dallo slot. Questa versione con singolo HDMI 2.0 consente fino a un 4K DCI 4:4:4 a 60 Hz.

Non siamo entrati troppo nei dati tecnici ma il racconto dei nostri interlocutori ci ha fatto capire che in quanto ad affidabilità e prestazioni il sistema non teme rivali. Come afferma scherzosamente Ermanno Tontini di RM Multimedia, distributore ufficiale per l’Italia: “Paradossalmente, il principale competitor di Disguise è Disguise stesso, perché chi compra questo sistema, magari perché ne ha bisogno per un tour, poi continua a usarlo per molti anni”.

Per tutti gli approfondimenti il sito è, come già ricordato, ampiamente esaustivo. I tutorial e tutta la parte di e-learning sono estremamente curati con obiettivi precisi e piani di avanzamento e la versione starter del software è gratuita. L’accesso al mondo Disguise, per chi volesse entrarvi, è quindi a portata di mano. 

contatti: RM Multimedia

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