Davide Monici - Programmazione luci
La Febbre del Sabato Sera, lo storico musical riparte da Tolentino: le interviste ai protagonisti.

Dopo la messa in scena di Milano, il tour della Febbre del Sabato Sera è ripartito il 20 novembre dal teatro Nicola Vaccaj con un nuovo allestimento e la stessa energia di sempre. Come sempre, ci inoltriamo nei backstage del teatro con grande entusiasmo, per incontrare i personaggi chiave che hanno reso possibile la partenza di questo tour.
Davide, raccontaci il tuo lavoro e il materiale messo in campo.
Dunque, il primo allestimento dello spettacolo era stato realizzato a Milano nel 2024, al Teatro Nazionale; quest’anno invece siamo arrivati a Tolentino per adattare e rimontare lo spettacolo nella versione destinata alla tournée nazionale. Il disegno luci è di Francesco Vignati, io l’ho affiancato come assistente e successivamente ho curato tutta la programmazione.
La maggior parte dei proiettori è in graticcia: una serie di Robe DL7, apparecchi che iniziano ad avere i loro anni ma restano ottimi proiettori a scarica, capaci di riprodurre colori “da gelatina” molto teatrali.
In teatro preferite ancora le lampade tradizionali?
Dipende. Il LED bianco oggi è fantastico per il rock’n’roll o per creare un fascio potente, ma non è altrettanto performante nel riprodurre certe sfumature cromatiche. Inoltre, il mercato offre sempre meno alternative di qualità, quindi ci dovremmo adattare anche noi.
La qualità prevale ancora sulla potenza?
Sì, per fortuna in ambito teatrale il valore primario resta la qualità del colore. Oltre ai DL7, sulla terza americana – quella vicino al fondale – abbiamo installato una serie di Claypaky Tambora, barre LED motorizzate pixel-to-pixel. Sono montate come controluce e, grazie allo zoom molto ampio, riusciamo a usarle sia come effetti grafici sia come controluce diffuso nelle scene che lo richiedono. Sono state uno strumento molto apprezzato dal regista Mauro Simone, soprattutto nei cambi scena.
Ho visto poi che avete installato altri proiettori tra le quinte.
Su ogni lato abbiamo tre bilancini. Al posto dei DL7 ci sono i DL4, la versione LED: meno luminosi, ma sufficienti allo scopo e, soprattutto, molto più comodi da movimentare grazie alle dimensioni ridotte. Inoltre è presente un classico Martin MAC Aura, un wash che di taglio fa sempre la sua figura.
Ho notato anche qualche testa mobile sui palchetti.
Sì, abbiamo due ulteriori DL4 laterali dedicati a parti specifiche della scena: ad esempio l’effetto della palla a specchi o alcuni dettagli nelle sequenze ambientate sul ponte. Sono posizionati fuori dalla linea di taglio e servono per interventi mirati. Come frontali utilizziamo dei Claypaky Arolla: la scelta è stata dettata dalla praticità, pesano poco e occupano pochissimo spazio. In molti teatri all’italiana non è presente un’americana in sala, quindi è fondamentale trovare soluzioni compatte.
Parliamo del sistema LED dinamico.
L’idea era quella di ricreare l’effetto del pavimento luminoso da discoteca riportandolo in verticale. Tutti i giochi di quadrati colorati sono stati trasportati su queste superfici led, che usiamo anche per ambientazioni diverse, come l’ospedale o il bar. La programmazione del LED è stata realizzata con Madrix, il software nativo per questo tipo di LED dinamico. Il lavoro è stato curato da Claudio Cianfoni, programmatore Madrix: successivamente ho importato tutte le cue sulla mia grandMA, e le richiamo durante lo spettacolo.




