Cristiano De André

Come in cielo così in guerra...

cristiano de andrè

di Alfio Morelli

In attesa di esibirsi al Festival di Sanremo, Cristiano De André è partito con un nuovo tour da Bologna, da cui toccherà alcuni teatri italiani.

Siamo andati proprio all’Europa Auditorium di Bologna per ascoltare il concerto e dare un’occhiata alla produzione.

Partiamo dal concerto: una serata musicale piuttosto gradevole, con una scaletta basata sia su brani del nuovo disco Come in cielo così in guerra, che abbiamo trovato molto interessanti, sia su diverse canzoni del repertorio paterno, classici che è sempre bello ascoltare. Una buona band ed un artista abbastanza in forma hanno insomma convinto il pubblico, nonostante il palco piuttosto minimale; infatti, sebbene i mezzi a disposizione del lighting designer non fossero certo faraonici, lo spettacolo è stato comunque ben illuminato, nel senso della pura visibilità dei musicisti sul palco.

Dignitoso anche l’impianto audio, ben gestito da un professionista di esperienza come Pierozzi.

Insomma un concerto low budget ma sicuramente sincero e dignitoso, forse meglio, in un certo modo, di qualche “vorrei ma non posso” che ogni tanto si vede in giro.

 

papaleo de andreFrancesco Papaleo – Direttore di produzione (pro tempore)

Francesco, puoi darci qualche informazione sulla produzione e sul tuo ruolo?

Sto sostituendo come direttore di produzione Carlo Bottos che lavora con De André da oltre due anni. Il tour, prodotto da International Music and Arts, con il booking seguito da Tiziana Sconocchia, è iniziato nel 2013 e ripreso nel 2014; faremo una piccola pausa in occasione del Festival di Sanremo, per poi proseguire per tutta la primavera e, immagino, anche in estate. La squadra in tour conta una quindicina di persone: oltre a me, driver e addetti al merchandising, ci sono sei tecnici del service Fernanda, che fornisce ed installa audio e luci, il fonico di sala Pierozzi (che era anche il fonico del padre), tre musicisti – batteria, basso e chitarra – e Cristiano che come sempre suona diversi strumenti.

 

Quali sono le tempistiche di una produzione di queste dimensioni?

Si arriva al mattino verso le nove circa, si scarica, per le 17:00 si cerca di esser pronti, soundcheck, poi cena, spettacolo, smontaggio e siamo pronti per ripartire, tutto è abbastanza agevole. Abbiamo una struttura snella con un set-up modulare, inoltre alcune date sono state fatte con la mezza produzione, altre con la produzione completa, come quella di oggi. In un periodo di magra come questo, bisogna limitare i costi e proporre un pacchetto “low profile”, per permette ai promoter di ottimizzare le risorse e proporre spettacoli remunerativi. È molto importante avere delle produzioni snelle, perché le trasferte sono sempre più costose, quindi riuscire a viaggiare leggeri e proporre mezze produzioni è vantaggioso per tutti.

Da questo punto di vista – domanda da un milione di dollari – come pensi si evolveranno le cose nei prossimi dieci anni?

La mezza produzione prenderà sempre più piede, per due motivi ben chiari: spostare un bilico in giro per l’Italia ha dei costi che incidono troppo sull’economia di un tour ed anche perché, in giro per lo Stivale, il livello dei service è mediamente buono, sia per materiali sia per la preparazione tecnica delle persone.

 

Gianluca Brunelli – montaggio e programmazione luci

“Dalle date estive del 2013 – ci spiega Gianluca – ho preso completamente in mano la situazione, facendo sia il disegno luci sia l’operatore in tour. Visto che spesso usciamo con la mezza produzione, ho dovuto tenere presente queste esigenze, quindi ho optato per un disegno molto versatile, tenendo conto che spesso non sempre quello che si chiede corrisponde a quanto si trova. Quando giriamo con la produzione completa è tutto più semplice perché ho lo spettacolo già programmato e solitamente il risultato è migliore”.

brunelli de andre

“La scheda tecnica che spedisco ai local – continua Gianluca – comprende sei PAR LED sul palco, sei beam, sei spot e sei wash per illuminare Cristiano e i musicisti. Nonostante sia una richiesta molto semplice, succede che non sempre ottengo quello che chiedo, quindi di volta in volta mi adatto. Può succedere che non mi diano i wash, uso quindi dei fresnel, al posto dei beam mi danno degli spot, eccetera”.

Insomma la mezza produzione può rivelarsi una scelta difficoltosa...

A livello illuminotecnico, sì. Capita che in alcune date mi devo adattare molto, mentre in altre va meglio. Fortunatamente usando una grandMa, e avendo già un disegno di base, con poche operazioni riesco comunque a portare a casa il lavoro.

Tu giri con la tua console?

Sì, prediligo uscire con la mia console personale, la Wing grandMA 2, acquistata questo inverno da Molpass, perché, quando posso, nelle produzioni medio-piccole in cui faccio io i progetti, mi porto avanti con la programmazione lavorando con il 3D a casa, così, quando sono sul posto, non faccio altro che attaccare il banco, al limite sistemare le posizioni, e il gioco è fatto.

Qual è il tuo lavoro qui, durante il corso della giornata?

Al mattino il mio lavoro è di montare e testare il tutto, mandare in quota e, se ci sono delle macchine che comunicano con il cambio patch, non faccio altro che controllare che tutto ciò che ho già programmato sul banco funzioni, diversamente devo solo modificare i colori. La programmazione, come ho già detto, è molto basica, nel senso che, avendo tutto in manuale, vado dietro alla canzone, mi preparo un colore base per ogni canzone poi, quando so che c’è un cambiamento, non faccio altro che dire al motorizzato di diventare di quel determinato colore o di andare in quella determinata direzione.

Ho notato che il disegno è molto teatrale, senza fronzoli.

Sì, esatto, anche perché l’artista non richiede molti movimenti, anche se nella prima parte del concerto, in cui Cristiano esegue le sue canzoni, la situazione è piuttosto dinamica, mentre nella seconda parte, in cui Cristiano esegue le canzoni del padre, la situazione è più statica.

 

pierozzi de andreGiancarlo Pierozzi – Fonico FoH

Ci racconta Giancarlo: “È una produzione senza tante pretese. Sul palco si deve suonare e i ragazzi lo sanno fare; Cristiano meglio di chiunque altro. Bisogna, quindi, ricominciare a fare i concerti alla vecchia, come si facevano una volta, suonare sul serio senza tanti fronzoli. Si cerca suonare tutto e di avere solo un aiuto essenziale dalle sequenze. Nella prima parte dello spettacolo, quella in cui Cristiano presenta il disco nuovo, ci sono delle piccole parti di sequenza, ma sono quelle essenziali, giusto per portare dal vivo le sonorità che poi la gente si ritrova sul disco; la seconda parte è invece tutta suonata, tranne per alcuni interventi della voce del padre”.

 

Che set-up usi?

È tutto molto semplice: la batteria è amplificata secondo gli standard, con un microfono all’interno e uno all’esterno sulla cassa: Beta98 sui tom, Beta91 nell’interno e il Beta52 fuori sulla cassa. C’è un SM57 sul rullante e un Audix sotto, poi ci sono i C451B in giro: sugli overhead, sul charleston e uno sotto la campana del ride. Sulle chitarre ci sono due Cardinal Electro-Voice, sul basso c’è la D.I. e un microfono Electro-Voice, poi abbiamo questi 14 canali di sequenze: tanti canali ma con poche cose. Cristiano suona ovviamente tutta la sua parte di corde, chitarre, violini e il pianoforte.

Sul palco c’è comunque un buon volume!

Sì perché Cristiano non vuole gli IEM; io sono d’accordo con lui, ci ha provato ma, non essendoci abituato, rischia di dosare la voce in base a quello che sente in cuffia. Ha quattro monitor che vanno sempre, e lui è posizionato in mezzo, più i due side, con un volume abbastanza sostenuto.

E riesci a gestirlo bene?

Dipende dalle location; qui all’Europa Auditorium di Bologna, dove abbiamo un palco molto grande ed abbiamo posizionato gli strumenti un po’ indietro, siamo abbastanza lontani con le prime file, e questa situazione ci consente di avere un volume del monitoraggio leggermente più alto, così abbiamo messo quattro diffusori fronte palco in modo da bilanciare l’ascolto delle prime file.

Mentre dell’impianto cosa ci dici, è un nuovo modello?

Sì, in questo tour il service Fernanda ci ha portato questa novità, si tratta di un Audio Performance, marchio svizzero con una storia piuttosto lunga. Normalmente montiamo otto teste per lato con due sub, in altri posti più grandi arriviamo fino a dodici teste. Devo riconoscere che sono soddisfatto della resa, è un impianto che si lascia gestire bene, e quando serve ha anche una certa cattiveria.

In regia che macchina utilizzi?

Lavoro con una Digidesign e uso poco outboard, perché tutto ciò che mi serve lo trovo all’interno del mixer, anche perché non mi piace intervenire molto sulle sonorità, preferisco lasciarle quello che sono. In pratica con il 960 ho tutto quello che mi serve.

 

Il service

Daniele Piazza, socio del service Fernanda, qui è anche fonico di palco. Gli chiediamo di farci conoscere meglio questa azienda che non avevamo prima di adesso incontrato sulla nostra strada.

“Siamo partiti sette anni fa – racconta Daniele – cominciando con una situazione molto piccola, poi, con il tempo, siamo saliti di livello e di debiti! Oggi ci reputiamo ad un buon livello, ovviamente proporzionato ai tempi ed al mercato.

la crew de andre

Dove avete la sede?

Siamo di Lurago Marinone, vicino a Como. È già la terza sede che cambiamo in sette anni, perché ci stiamo sempre più allargando. Sostanzialmente ci occupiamo di un po’ di tutto, ad esempio facciamo anche diverse convention, perché avendo come mercato la Lombardia, riusciamo a lavorare bene, nonostante sia sempre più dura.

L’impianto è un nuovo acquisto?

L’anno scorso, Damiano Pinazza ci ha proposto questo impianto che, dopo diverse prove e confronti, ci è piaciuto e ci siamo convinti ad acquistarlo. Sicuramente non è fra i primi per il blasone del marchio, ma il rapporto qualità/prezzo è a mio avviso molto positivo, più di molti altri. Abbiamo quindi cominciato la collaborazione con Damiano su questo impianto e ora ci troviamo molto bene. Essendo poi un impianto svizzero, abbiamo anche la possibilità, come spesso è capitato, di andare presso la loro sede a parlare direttamente con il progettista per uno scambio di opinioni e valutazioni.

Ho visto però che avete anche materiale di altri marchi...

Sì, utilizziamo anche materiale E.V. e Dynacord, perché conosciamo molto bene il distributore, il Sig. Galeone, e la figlia Camilla, da cui distiamo una ventina di minuti, e con loro c’è un ottimo rapporto sia commerciale che umano.

In questo tour di cosa ti occupi?

Sono subentrato come fonico di palco questa estate, con un po’ di tensione a dire il vero, perché per me era il primo lavoro importante e sentivo molta responsabilità sia come fonico di palco sia come titolare del service; ma ora posso tranquillamente dire che, sia con i musicisti sia con l’artista, ho instaurato un ottimo rapporto professionale e riesco a soddisfare in buona parte tutte le loro esigenze. Alla regia di palco c’è una iLive Allen&Heath, tutto sommato una situazione abbastanza semplice con 48 canali.

Sul palco come è strutturato il monitoraggio?

I musicisti lavorano tutti con IEM, ma usiamo comunque quattro monitor per Cristiano, due frontali e due posteriori, più due side dedicati principalmente a lui e che servono anche riempire il palco. Cristiano richiede molto di volume, perché a lui piace essere coinvolto, cosa che lo aiuta tanto. Quando possiamo glielo diamo volentieri, anche se a volte dobbiamo trovare dei compromessi con Giancarlo, perché nei teatri un palco che suona molto crea qualche problema in sala.

Quì a Bologna siete con la produzione completa, ma spesso andate via con la mezza?

Sì e, secondo me, è la cosa più intelligente. Abbiamo tante date sparse, quindi non si può pensare di tenere impegnato tutto il materiale e il bilico per tutto il tempo, verrebbero fuori dei costi esorbitanti. Invece, così, con un furgone dove mettere il backline e le tre regie, riusciamo a fare tutto benissimo. Un furgone con a bordo tre persone diventa una situazione grazie a cui l’agenzia riesce a vendere meglio le date.

 

CLICCA QUI PER ACCEDERE ALLA GALLERIA FOTOGRAFICA
gall icon

 

Scheda Tecnica

P.A.

24  Audio Performance sistemi DLA6

4    Sub 800 2 x 18p

2    Hoellstern carrelli di amplificazione 14.4 DSP + 12.2 DSP

4    Audio Performance MP8 front fill

FoH

Venue Profile

Manley Vox Box

Lexicon 960 AES

Palco

Allen&Heath iLive T112

Software iLive One Mix per iPad (come mixer batterista) via wi-fi

Behringer Powerplay per cuffie

4 ch        Shure U4D + trasmettitori UR2 + KSM9

4            Sennheiser ew300 G3 in-ear monitor

4            Dynacord FX12 side

2            Dynacord FX20 side

2            Dynacord XA4000 ampificatori side

4            Dynacord CXM15 monitor artista

1            Hoellstern 14.4 amplificatore monitor artista

Luci

MA Lighting grandMA 2 PC Wing su Mac Pro

6            Martin Mac 700 Wash

6            Martin Mac 700 Profile

6            SGM Giotto Spot 400

12            Coemar Stripled 120 cm

4            ACL

2            Smoke Factory Tour Hazer 2 macchine fumo

Dimmer

4            DTS DWE da 4 cell

Personale Fernanada Service

Fonico FoH            Giancarlo Pierozzi

Fonico di palco       Daniele Piazza

Operatore luci        Gianluca Brunelli

P.A. man                Simone “Zeta” Saccomandi

Backliner                Emilio Simeone

                             Laura Becchio

Clicca qui per accedere alla galleria fotografica
(25 Foto)