Massimo Casagrande, fonico di palco; Stefano Gentilini, sequenze; Marco Corini, radiofrequenze.

Il maestoso tour invernale nei palazzetti di Achille Lauro.

Massimo Casagrande, fonico di palco; Stefano Gentilini, sequenze; Marco Corini, radiofrequenze.

Il progetto è ormai maturo: Achille Lauro è a pieno titolo nella “serie A” del live italiano. Partito da Eboli, abbiamo incrociato il tour nei palazzetti per raccontare la nuova avventura del Ragazzo Madre

In una postazione nascosta sotto il palco scoviamo Massimo Casagrande, fonico di palco, Stefano Gentilini alla regia sequenze e Marco Corini, responsabile radiofrequenze.

Massimo, raccontaci il tuo setup.

Il mio lavoro consiste nella gestione degli ascolti per Lauro e per tutti i musicisti. Opero su una DiGiCo Q338 Quantum Pulse, con la quale gestisco i vari in-ear monitor: in totale sono diciotto mix, tra band, orchestra, cantante e cori. È un lavoro piuttosto impegnativo, perché oltre all’artista – che ovviamente è la priorità – devo seguire una formazione molto articolata: band, percussioni, sax, coriste, una soprano e un quartetto d’archi, che non sono simultaneamente sul palco, ma entrano ed escono in continuazione. Insomma, una famiglia numerosa e sempre in movimento.

Per quanto riguarda gli in-ear, utilizziamo un sistema Shure PSM1000, mentre per microfoni e strumenti in ingresso ci affidiamo al sistema Sennheiser. Sul microfono di Lauro utilizziamo una capsula sE Electronics V7. Oltre agli in-ear, abbiamo anche un sistema di monitoraggio da palco composto da quattro wedge Clair Brothers, molto presenti per Lauro, e due side per lato, ciascuno con quattro teste più due sub. Il sistema è calibrato per coprire uniformemente il palco, per coprire i movimenti dell’artista e dei musicisti, senza però eccedere nei livelli per evitare di sporcare ulteriormente l’ambiente sonoro.

Sotto il mixer utilizzo due rack DiGiCo SD Rack da 56+56 canali: siamo completamente full, con un totale di 112 canali tra input e output. Non utilizzo outboard esterni, mi bastano le risorse interne della console.

Ci sono poi i collegamenti tra le varie regie: siamo collegati tramite un anello in fibra realizzato con sistemi Optocore: tutte le regie – audio, luci e video – condividono la rete e ciascuno preleva ciò di cui ha bisogno. Naturalmente abbiamo previsto tutte le ridondanze necessarie, fino ad arrivare a backup analogici.

La conversazione prosegue quindi con Stefano Gentilini, qualificato come playout engineer, ovvero operatore sequenze.

Stiamo lavorando con Digital Performer: da qui gestiamo le sequenze e i program change per tutto il palco – pedaliere, tastiere e batteria. All’interno del sistema gira anche Autotune, tutto pilotato via MIDI. Usciamo direttamente in digitale tramite direct out ed entriamo nell’anello di rete, dal quale attingono tutte le regie.

Per la programmazione abbiamo impiegato relativamente poco tempo. Ho potuto recuperare gran parte dello show dal sistema precedente, mentre il direttore musicale mi ha fornito un pacchetto di tracce già pronto, che ho semplicemente importato. Successivamente ho programmato tutta la parte MIDI per i richiami dello show. In termini di montaggio reale parliamo di un paio di giorni, a cui si è aggiunta la fase di allineamento e sincronizzazione durante le prove.