Enrico Porcelli - Sound designer e Fonico di sala

La Febbre del Sabato Sera, lo storico musical riparte da Tolentino: le interviste ai protagonisti.


Enrico Porcelli - Sound designer e Fonico di sala

Dopo la messa in scena di Milano, il tour della Febbre del Sabato Sera è ripartito il 20 novembre dal teatro Nicola Vaccaj con un nuovo allestimento e la stessa energia di sempre. Come sempre, ci inoltriamo nei backstage del teatro con grande entusiasmo, per incontrare i personaggi chiave che hanno reso possibile la partenza di questo tour.

Enrico, ricopri un doppio ruolo cruciale. Cosa comprende il tuo setup e come lo utilizzi?

Lo spettacolo in cui sono stato coinvolto mi piace molto: è concepito in maniera intelligente, con protagonisti bravissimi e musiche che tutti conosciamo. Mi è stato fornito un supporto multitraccia preparato da Andrea Calandrini, direttore musicale, che ha fatto un lavoro eccezionale. Il materiale sonoro è già di altissimo livello, coerente tra i vari brani, con suoni molto belli. Posso lavorare come in un concerto live: ho tutte le tracce separate e posso scolpire il suono brano per brano, costruendo un mix dinamico e molto musicale.

Come viene costruita e gestita la scena, seguendo la base musicale?

Si parte da uno storyboard, una vera e propria scrittura dello spettacolo: scene, cambi, ingressi e naturalmente la musica. Con un direttore musicale come Calandrini — un autentico specialista — questo processo diventa naturale. Una volta definito il programma musicale, mi arriva una sorta di spartito tecnico che segue tutta la narrazione: vi sono indicate le musiche principali su cui gli artisti cantano e quelle di sottofondo che accompagnano le parti recitate. In teatro, però, non tutto accade al decimo di secondo: con QLab posso allungare, accorciare, sfumare e mantenere comunque il sincronismo con la scena, inserendo al momento giusto effetti e rumori.

Il materiale musicale è già finalizzato ai tempi teatrali, o lo mandi manualmente scena per scena?

Il materiale arriva con una struttura temporale definita, che poi viene rifinita durante le prove. Mi preparo un mio spartito operativo, con tutte le indicazioni necessarie: quando far partire o fermare un brano, un effetto o un rumore. Ogni sera può cambiare qualcosa — un ingresso anticipato, una battuta più lunga — quindi devo gestire tutto in tempo reale. È come seguire un concerto: ci vuole attenzione costante e, a volte, bisogna immaginare ed anticipare ciò che sta per accadere.

I performer sono tutti microfonati?

Sì, tutti. E sono artisti super preparati: cantano, ballano e recitano mantenendo intonazione e armonie perfette anche nei movimenti più complessi. Usiamo capsule DPA Omni di ultima generazione, molto piccole e quasi invisibili. Per renderle ancora più discrete ci siamo affidati a Carlo Marchiori, che ha realizzato archetti su misura per ogni performer: in acciaio armonico, leggerissimi, perfettamente aderenti. Non serve nemmeno il nastro per fissarli.

Chi gestisce i microfoni sul palco?

Abbiamo un microfonista, Valerio Di Croce: lavora con noi da molti anni ed è una figura di grande esperienza. Si occupa della pianificazione delle frequenze, della manutenzione e — soprattutto — della prevenzione dei problemi. Sudore, movimenti, usura… serve massima attenzione su tutto.

Che sistema RF utilizzate?

Utilizziamo Shure Axient Digital, che garantisce una qualità sonora eccellente. Per il controllo abbiamo anche Shure Wavetool, che monitora in tempo reale tutta la catena dal TX al RX e registra lo storico degli eventi. È fondamentale per individuare subito eventuali anomalie.

Che sistema di diffusione utilizzate?

Abbiamo un impianto splendido: d&b Audiotechnik, fornito da BH, con cui avevamo già collaborato lo scorso anno per un progetto immersivo ideato da Massimo Carli. BH ci ha fornito l’intero pacchetto audio: microfoni, PA e una console Yamaha Rivage PM5, perfetta per la nostra programmazione. Il PA è composto da 12+12 array d&b Y8, più 6 sub d&b B22, configurati a seconda del teatro. Per la taratura utilizziamo d&b Array Processing, che ci permette una coerenza e una copertura davvero ottimali.