Events-AVP - Intervista a Bashar Ammoura
A margine di un evento in Arabia Saudita, incontriamo Bashar Ammoura, Head of Video Department di Events-AVP, importante azienda di fornitura audio, video e luci che opera principalmente in Medio Oriente.

di Andrea Mordenti
Bashar, parlami della vostra attività.
Events-AVP è una società specializzata nella fornitura di tecnologie audio, luci e video con sede operativa a Riyad. Abbiamo i nostri uffici amministrativi in Giordania, dove un tempo realizzavamo progetti anche di notevoli dimensioni, ma ora il nostro business è focalizzato principalmente nella regione del Golfo Persico e l’attenzione principale è rivolta al mercato saudita.
Che materiale fornite?
Abbiamo luci, audio, schermi, ma anche trussing, rigging, tutta la parte di energia, palchi, eccetera. Lavoriamo anche per matrimoni o altri eventi legati all’intrattenimento come i concerti ma il nostro obiettivo principale sono le conferenze e gli eventi istituzionali e commerciali.
Principalmente congressi, quindi.
Sì, qui nella regione abbiamo una domanda crescente per questo settore. Recentemente il governo si è focalizzato sulla diversificazione del reddito nazionale, quindi non più solo petrolio ma turismo, intrattenimento, ospitalità e questo ha creato una forte richiesta di forniture per la realizzazione di nuovi eventi su larga scala. L’impiego di tecnologie video in questi eventi è rilevante, spesso si realizzano schermi di più di mille metri quadrati, talvolta schermi ad anello che circondano tutta la sala per migliaia di ospiti. Si tratta di installazioni impegnative per tutto il dipartimento a cui si aggiunge la necessità di un aggiornamento continuo delle tecnologie a partire dai media server fino ai processori video e agli schermi LED. La costante richiesta di nuove tecnologie crea un’ulteriore sfida quando si tratta di ROI sulle attrezzature in cui investi. Investire in schermi LED in grandi quantità a volte è un po’ impegnativo e rischioso, perché avrai certamente degli aggiornamenti nel prossimo futuro e averne in magazzino enormi quantità rappresenta un rischio notevole.

La sala plenaria con il grande schermo LED.
Come vedi il mercato in questo momento?
Vedo che molti clienti sono alla ricerca di cose nuove, sento sempre più spesso idee fuori dagli schemi e soluzioni non convenzionali. Tuttavia, a volte, bisognerebbe guardare anche cosa c’è dentro la scatola, non solo fuori. In fin dei conti, quando si organizza un evento, si cerca di trasmettere un messaggio specifico e a mio parere invece di concentrarsi su un grande schermo LED o una nuova tecnologia avanzata, bisognerebbe concentrarsi sul messaggio principale che si vuole trasmettere ai partecipanti e poi utilizzare la tecnologia appropriata per farlo. A volte penso che i clienti potrebbero fallire concentrandosi sulle tecnologie più recenti, invece di concentrarsi sul messaggio che vogliono trasmettere. Per esempio in un determinato evento potrebbero essere distribuiti tanti piccoli schermi in tutta la venue e riuscire a comunicare in modo più efficace che con un enorme schermo centrale.
In particolare, come dipartimento video, su cosa siete focalizzati in questo momento?
Attualmente stiamo lavorando su servizi avanzati a valore aggiunto all’interno del reparto video incorporando nella nostra operatività prodotti IT. Nel prossimo futuro la gestione di tutto l’evento, a cominciare dal programma, dai relatori, fino ai contenuti audiovisivi dovrà essere più dinamica. Gli aggiornamenti che effettuiamo attualmente attraversano più fasi: il team di programma fornisce le informazioni agli sviluppatori di contenuti che devono modificare il filmato, renderizzarlo e infine consegnarlo agli operatori al media server per la diffusione sugli schermi. Questo processo oggi richiede molto tempo ma a breve avremo la possibilità di fornire al nostro cliente un portale gratuito a cui accedere e nel quale potrà aggiungere il proprio programma con i relatori e tutte le informazioni necessarie. Il portale sarà collegato direttamente a un server multimediale a cui avranno accesso sia i content creator che i nostri operatori. In questo modo l’aggiornamento dei contenuti sugli schermi avverrà in tempo reale, con un sistema più dinamico, più rapido e che si adatterà maggiormente ai cambiamenti.
Avete anche dei progetti legati all’AI.
Stiamo lanciando un piccolo servizio che permette di integrare funzionalità che dipendono dall’intelligenza artificiale nella generazione di alcuni tipi di semplici contenuti da utilizzare all’interno degli eventi. Penso che sia con progetti di questo tipo che è possibile aggiungere valore per i propri clienti, attirare più clienti e anche sostenere i clienti esistenti: in questo modo si migliora il servizio offerto e si ottiene anche una importante riduzione dei costi a livello organizzativo. E questo è un argomento a cui tutti sono molto sensibili.

Il pannello LED Absen, prodotto nelle versioni NT (rigido) e FL (flessibile): i due modelli, con passo 1.9 e 2.9, si integrano facilmente a creare superfici curve o ondulate.
Parliamo degli schermi LED. Nell’ultimo decennio abbiamo assistito a molti cambiamenti in questo campo: i pixel sono sempre più piccoli, più luminosi, il pannello è più leggero, più facile da montare… cosa ti aspetti dal futuro? Siamo arrivati a un punto fermo o l’evoluzione continuerà su questa strada?
Di sicuro ogni anno avremo una risoluzione più alta, più pixel all’interno del pannello, più densità, tuttavia non credo che l’uso di pixel-pitch inferiori prenderà il sopravvento. Prendiamo per esempio un pannello con passo 2.9 e uno con passo 1.9: per un grande schermo in cui molto probabilmente il pubblico è seduto a partire da 5 metri o più, non c’è alcun valore aggiunto per il cliente derivante dall’utilizzo della versione 1.9, quindi la versione 2.9 è una buona scelta. Se si tratta di piccole cabine o schermi in cui è necessaria una interazione diretta con sensori o altro, oppure in altre situazioni in cui lo spettatore è molto vicino, allora è necessaria la versione 1.9.
Inoltre ci sono altri fattori da prendere in considerazione perché la riduzione del passo comporta un incremento delle risoluzioni e questo incremento si traduce in investimenti nel back-end: con più pixel da gestire servono più centraline, più processori video, media-server più grandi e potenti e si dovrà lavorare di più sulla sincronizzazione e sull’integrazione di tutte queste soluzioni. Non è certo che le aziende siano disposte ad affrontare questi investimenti.

Schermo LED dinamico. La rotazione è sincronizzata con il contenuto multimediale.
Un’altra delle caratteristiche dei pannelli LED attuali è la relativa facilità con cui puoi ottenere una superficie curva; alcuni sono montati su un supporto flessibile, cosa ne pensi di questi sistemi?
Per quanto riguarda i pannelli curvi e quelli flessibili che permettono di realizzare schermi arrotondati con forme morbide e creative, sono certamente molto belli; tuttavia, data la loro flessibilità, comportano un grande impegno dal punto di vista della manutenzione. Per esempio pensa alla sostituzione di un modulo danneggiato o difettoso su uno schermo già montato, un’operazione ordinaria che, su uno schermo curvo può diventare critica. Per questa operazione è obbligatorio poter avere un accesso frontale, ma se lo schermo è incurvato e il supporto flessibile, accedervi frontalmente è molto complicato, i moduli sono delicati e estraendone uno puoi facilmente danneggiarne un altro. Soprattutto per i componenti con passo 1.9 i LED sono molto vicini tra loro, quindi sono estremamente fragili e anche in termini di installazione i tecnici devono stare più attenti, sarà necessario più tempo a montaggio e smontaggio e forse servono anche persone più specializzate per farlo. Quindi i pannelli di questo tipo creano una sfida enorme, sia per quanto riguarda la manutenzione, sia per quanto riguarda il ritorno sull’investimento effettuato, poiché sono più costosi e la vita media è inferiore rispetto ad un pannello normale.
Che soluzioni adottate per la gestione del magazzino?
Questo è un aspetto critico ma molto importante per le aziende del settore e in particolare per il reparto video. Come si sa, il reparto video dispone di molte attrezzature diverse, molte delle quali di piccole dimensioni: svariati accessori come adattatori, convertitori, piccole centraline, cavetti specifici. Piccoli oggetti facili da perdere. Occorre gestirli, conoscere bene le quantità a magazzino perché alle volte si potrebbe rimanerne a corto e il management potrebbe dover rifiutare un evento perchè parte dell'attrezzatura non è disponibile. Se non c’è una gestione accurata di tutto il materiale, si potrebbe finire per perdere molti affari.

Per la gestione del magazzino video viene utilizzato un codice identificativo ibrido che include numeri di serie, codice colori e QR-code.
Che sistema avete adottato?
Abbiamo fatto un mix di sistemi, un metodo utilizzato anche da altre aziende ma noi lo abbiamo ottimizzato per le nostre esigenze. Il sistema è basato su tre adesivi differenti che sono presenti su tutte le attrezzature: numero di serie, codice colore e QR-code.
Nel passato abbiamo avuto spesso dei problemi con i piccoli accessori perché sappiamo che durante lo smontaggio non c’è molto tempo, i tecnici si concentrano sul recupero di questi oggetti che poi vengono depositati in flight-case diversi. Abbiamo applicato un numero di serie di semplice comprensione, con un codice specifico per ogni categoria e uno per ogni apparecchio, ma non è stato sufficiente perché spesso non c’è il tempo o le condizioni per leggere il numero di serie di ogni accessorio e individuare il flight-case giusto. Abbiamo quindi aggiunto un codice di colore ben visibile su ogni apparato e su tutti i bauli: ad ogni colore corrispondono numeri di serie simili e questo ha reso visivamente facile per tutti restituire un’attrezzatura specifica al proprio flight-case. Il nostro obiettivo è quello di restituire le valigie pronte per lo stoccaggio in magazzino il più possibile senza doverle controllare.
Inoltre usate un QR-code.
Ogni oggetto e ogni baule sono dotati di QR-code. Abbiamo provato prima con l’RFID, ma non ha funzionato come previsto e quindi ci siamo orientati sul QR-code che ci ha consentito un certo compromesso: è veloce, efficiente e non richiede un sistema sofisticato.
Come viene utilizzato?
Abbiamo sviluppato internamente un’app-mobile per semplificare il processo di scansione del codice e renderlo in grado di funzionare in base alle nostre esigenze. Per esempio consente di scansionare molti codici in successione senza dover riaprire la fotocamera o premere alcun tasto. L’app fornisce un resoconto di quello che è stato scansionato e comunica direttamente con il sistema centrale. Tramite la scansione del QR-code, ogni livello aziendale è a conoscenza in ogni momento dello stato d’uso di un oggetto – per esempio se è installato, se è in viaggio, se è in magazzino, in manutenzione, eccetera. La combinazione di numeri di serie, QR-code e codici colore permette ai diversi livelli di dipendenti e collaboratori, con diversi livelli di conoscenza e competenza, di svolgere compiti semplici in modo rapido. Questo sistema tocca tutti i livelli dell’azienda a cominciare dall’invio di un preventivo, dall’incontro con i clienti per offrire i propri servizi, fino alla programmazione degli acquisti, alla manutenzione e alla gestione delle emergenze.
La cosa positiva è che realizziamo internamente queste piccole app e questi strumenti avanzati e abbiamo quindi la possibilità di personalizzarli nei minimi dettagli in base alle nostre esigenze. Una semplice modifica in un’app-mobile che possa rendere tutto più veloce ed efficiente può aggiungere un valore enorme all’azienda.
In questo tipo di convention, oltre ad una sala plenaria dove lo schermo LED è, come diceva Bashar, generalmente imponente, ci sono numerose altre sale più piccole e un’ampia area espositiva con stand informativi, installazioni multimediali, aree per incontri B2B, zone catering, eccetera. La quantità di schermi LED disseminati in tutta la location è notevole, così come il numero di media-server, processori e altri apparati necessari al funzionamento del sistema. La soddisfazione finale del cliente richiede grande precisione in fase progettuale, tecnologie e materiali di prima qualità, disponibilità ai cambiamenti ed elasticità nei confronti degli imprevisti, oltre a numerosi professionisti dei settori audio, luci e video provenienti da differenti paesi del mondo che si occupano di gestire tutti gli anelli della catena produttiva.




