Antonio Colangelo - Fonico FOH
Il tour VERA BADDIE di Anna infiamma i palazzetti di tutta Italia.

La tappa bolognese del tour di Anna Pepe è stata una serata intensa sotto ogni punto di vista. La giovane artista urban, salita alla ribalta nel 2020 grazie al singolo Bando, è cresciuta costantemente in questi anni, fino a mettere a segno un tour nei palazzetti di grande successo. Intervistiamo coloro che l'hanno reso possibile.
Antonio, è la prima volta che ti incrociamo dietro al mixer principale: ci racconti il tuo percorso?
Sul progetto Anna sono entrato nel 2024. Abbiamo iniziato con il giro nei club, poi sono stato confermato per l’estivo e ora siamo arrivati al tour nei palazzetti. Nell’arco di poco più di un anno questo è il terzo ciclo che affrontiamo insieme: si è creata da subito una dinamica molto familiare con il team, che per i palazzetti si è anche ampliato. Con l’artista si è instaurato subito un buon feeling: è una ragazza aperta alle indicazioni e che ascolta i consigli. Per esempio, quando abbiamo iniziato il tour nei palazzetti ho proposto alcune modifiche al setup vocale: Anna utilizzava un altro tipo di microfono. Le ho suggerito un SE Electronics V7: nel suo caso, la scelta della capsula era fondamentale per bilanciare la scelta timbrica, limitando i rientri del pubblico. Una necessità non da poco: in questo show una delle sfide è stare sopra il pubblico, che canta e urla tantissimo. A Milano, nell’intro, quando è sceso il kabuki, abbiamo registrato un picco di 115 dB! Era anche importante avere un impianto davvero performante. In accordo con il service Mister X abbiamo optato per una soluzione di altissimo livello: il sistema d&b Audiotechnik GSL, a mio parere il top del momento. Il fatto che il sistema sia cardioide, combinato al microfono supercardioide, ci permette di mantenere un palco abbastanza pulito e avere un certo margine di pressione sonora rispetto al pubblico, mantenendo una ripresa della voce sempre efficiente, garantendo maggior pulizia negli ascolti degli in-ear della cantante.
Con il mio arrivo sul progetto, si è optato anche per un upgrade del sistema sequenze.

Abbiamo iniziato a lavorare con stem separati, fino ad arrivare all’attuale configurazione in cui riesco a gestire strumentali, backing vocals – due stem stereo, di cui uno “main” per le doppie e uno “ad lib” con le sporche – e, a parte, le tracce vocali dei guest. Così facendo, riesco a bilanciare il pacchetto musicale prodotto dal mondo sequenze, molto diverse tra loro, con la sua voce in modo molto più controllato e uniforme
La scelta dell’impianto, quindi, è stata vantaggiosa?
Assolutamente sì. Non avevo mai lavorato sul GSL e devo dire che l’efficienza è impressionante. Dopo la prima data di Milano, mi è stato chiesto di mixare al volo alcuni brani per alcuni servizi televisivi e il rientro dell’impianto sul palco mi ha colpito in maniera molto positiva.
Come hai organizzato la tua regia FoH?
Utilizzo un Allen&Heath dLive S5000. Come numero di canali non ho esigenze particolari, e questo mixer negli ultimi anni mi sta dando grandissime soddisfazioni, con il suo approccio completamente standalone. Con gli ultimi aggiornamenti hanno potenziato molto le sezioni di automazione e migliorato i processori di effetti, si potrebbe lavorare solo con lui. Per non farci mancare nulla, abbiamo aggiunto anche un server Waves SuperRack LiveBox così da completare la catena con alcuni VST3 specifici. L’unico insert fisico che utilizzo sulla catena vocale è il Rupert Neve 5045, un Source Enhancer che mi permette di isolare ulteriormente i rientri sul microfono di Anna. È uno strumento diventato ormai indispensabile per me, perché riesce davvero a fare miracoli in situazioni critiche.




