Paolo Dozzo - Claypaky

Le interviste di Sound&Lite ai costruttori e ai distributori italiani sul post Covid-19.

Qual è stato l'impatto del lockdown sul vostro fatturato?

È una risposta che ti posso dare a metà, perché come tu sai in questo ultimo periodo abbiamo nominato un distributore, che è Audiosales, quindi attualmente tutti i contatti futuri e le programmazioni sono gestite da loro. Ti posso solo dire che in questo ultimo periodo la gran parte delle telefonate che abbiamo ricevuto non sono state per nuovi ordini, ma per ridefinire i pagamenti.

In questo periodo ci sono stati molti insoluti, quanti reali e quanti simulati?

Essere un cliente Claypaky ha le sue regole e porta a lavorare in un mercato medio-alto; la maggior parte della nostra clientela è seria ed organizzata ma ha avuto, ovviamente, problemi, e noi stiamo cercando di assisterli tutti trovando soluzioni adeguate. Non ho l’impressione che qualcuno dei nostri clienti se ne stia approfittando al momento, ma non ci giuro.

Tutto questo è una conseguenza di aziende poco strutturate o poco capitalizzate?

Ricollegandomi alla risposta precedente, direi poco capitalizzate, tenendo presente il mercato in cui operano che a sua volta non è, spesso, né molto strutturato né rigoroso nei termini, di conseguenza ne subiscono tutti gli umori.

Dallo Stato/Banche avete avuto qualche aiuto?

Per quello che riguarda Claypaky non ti so rispondere, non sono a conoscenza dei dettagli di quanto sta svolgendo il reparto finanziario, immagino che sia all’altezza e che abbia le capacità per affrontare questo momento. Per la mia parte abbiamo, al momento, a disposizione i mezzi per dare continuità la nostra clientela: alcuni mi hanno già comunicato e dimostrato che qualche aiuto è già arrivato, tanti stanno ancora, incomprensibilmente, aspettando.

Qual è l’attuale umore dei clienti, come vedono il futuro?

Dopo un primo momento di disorientamento, ho notato un gran movimento di idee, ciascuno ha trovato una propria soluzione per poter ritornare a fare dello spettacolo e a poter mettere insieme le persone, con idee e risultati a volte incredibili. In questo frangente, altresì, emergono le competenze personali, che in Italia sono alte e non hanno nulla da invidiare al resto del mondo. Questo mi fa pensare che ci sia una gran voglia di ripartire, quindi credo che la maggior parte veda un futuro positivo.

Quali saranno i primi settori a ripartire?

Se parliamo dei settori che prevedono l’aggregazione, non penso che ci sia chi partirà prima o chi rimarrà indietro, penso che molto dipenderà dal fattore esterno, cioè dalle regole che ci imporrà il Governo in futuro.

Quando il mercato ripartirà, lo farà con le stesse regole o cambierà qualcosa?

La speranza è che, visto quanto successo, tutti impareremo ad operare in modo più coerente e professionale, ma temo che molte persone abbiano la memoria corta e si dimentichino in fretta di questa lezione, e ripartano (male) come prima.

Continuerà a vincere sempre il prezzo più basso o la tecnologia e l’innovazione guadagneranno spazio?

Immagino che i due mercati continueranno a coesistere, continuerà a esistere il prodotto a basso prezzo ed il prodotto di fascia alta ed innovativo. Prevedo che il prodotto di fascia alta sarà sempre più ricco di tecnologia e sempre più performante: non dimentichiamo che siamo solo all’inizio dello sviluppo delle sorgenti allo stato solido, vedi lo Xtylos per esempio.

Alla ripresa del mercato pensate che servano nuove strategie o andranno bene quelle consolidate?

Claypaky è sempre stata un'azienda all’avanguardia nelle tecnologie per l’illuminazione professionale  e continueremo ad evolverci per offrire il massimo. Per nostra natura penso anche che il rapporto umano e il potersi incontrare di persona sia sempre il sistema vincente,  il più gratificante ed efficace. Diciamo che continueremo ad impegnarci su questi due fronti, persone-prodotti.

Avete in programma delle fiere nel 2021?

Il discorso fiere ultimamente è un argomento molto sentito in Claypaky, sicuramente un modello che continueremo a tenere presente e ad utilizzare, ma ci rendiamo anche conto che va profondamente ripensato, le stesse fiere ci dovranno proporre delle formule e dei costi diversi, non ci sono più le economie del passato, la spesa per il marketing è diventata una voce troppo importante per le aziende.

Una vostra fotografia sul futuro?

Difficile rispondere, sicuramente di grossa difficoltà, ma sono ottimista: per l’essere umano il divertimento è sempre stato una tra le prime esigenze della vita, quindi sarà questione di tempo, ma tutto ripartirà, come e quando è difficile da dire. Se proprio devo fare una previsione, vedo un 2020 di sofferenza, forse perderemo per strada qualcuno, per ricominciare a respirare nel 2021: poi dovrebbe essere tutta discesa, almeno ci auguriamo! Da buon veneto vedo sempre il bicchiere mezzo pieno…

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