Le strutture e il concept visivo dei palchi
Il festival Nameless conferma nel 2026 il suo ruolo nel panorama europeo della musica elettronica.

Nico Berna, show e lighting designer.
Dal 30 maggio al 1° giugno, Nameless è tornato nell’area del Bione di Lecco. Dietro le esibizioni di artisti come Calvin Harris, John Summit, Fisher, Tony Pitony, HALO e Clara si è messa in moto una macchina produttiva di dimensioni notevoli. Intervistiamo chi ha reso possibile questo evento.
Strutture e rigging
La realizzazione delle strutture è coordinata da Gregory “Greg” Grillo, Head Rigger del festival. Partendo dai progetti e dai calcoli strutturali sviluppati da Thomas Morandi, Grillo ha gestito la selezione dei materiali, la logistica dei trasporti e il coordinamento delle operazioni di montaggio. Per affrontare un progetto di queste dimensioni Milano Show Rent ha investito in nuovi motori di sollevamento dotati di celle di carico, sistemi di controllo e ulteriori componenti strutturali.
Le strutture sono state realizzate da una squadra di circa dieci specialisti in tre giorni di lavoro. L’aspetto più complesso non è il montaggio vero e proprio, ma la gestione e la distribuzione delle enormi quantità di materiale necessarie per alimentare contemporaneamente quattro grandi palchi. Per quanto riguarda l’alimentazione elettrica, tutti i palchi sono alimentati da gruppi elettrogeni dedicati, mentre la rete esterna è utilizzata esclusivamente per i servizi generali del sito. Una scelta che garantisce maggiore affidabilità e indipendenza operativa.

Il concept visivo dei palchi
La progettazione scenografica e illuminotecnica è stata affidata a Nico Berna insieme a Simone Tassandini e Gianluca Mognoni, riuniti nel collettivo creativo Black Box.
Il loro compito è stato quello di sviluppare un’identità visiva capace di soddisfare le esigenze di oltre cento artisti diversi, mantenendo al tempo stesso una coerenza estetica per l’intero festival. Un lavoro particolarmente complesso considerando che gran parte della programmazione si svolge durante le ore diurne, quando il ruolo dominante è affidato agli schermi LED.
Sul Main Stage sono installati due LEDwall laterali da 20 m x 10 m e due schermi centrali da 7 m x 5 m, che definiscono l’identità visiva del palco e contribuiscono a nascondere le strutture tecniche retrostanti. La progettazione illuminotecnica è stata sviluppata lasciando il più possibile libero il floor, così da consentire agli headliner di integrare facilmente le proprie produzioni sceniche.

Per il Live Stage la scelta è ricaduta prevalentemente su apparecchiature Robe, mentre sul Tent Stage, dedicato alla techno e alla musica elettronica più estrema, è stato utilizzato per il 90% materiale Ayrton. A completare il sistema sono presenti numerose barre LED Chauvet COLORado PXL, impiegate per aggiungere profondità e dinamismo visivo alle scenografie.
Nameless Festival 2026 rappresenta dunque un esempio concreto di come il mondo dei festival stia evolvendo verso modelli produttivi sempre più sofisticati. Dietro l’esperienza del pubblico si nasconde un ecosistema di tecnologie avanzate, competenze specialistiche e investimenti importanti, capace di trasformare per tre giorni un’area sulle rive del Lago di Como in una vera cittadella della musica elettronica. La collaborazione tra professionisti esperti e nuove generazioni, l’impiego di tecnologie all’avanguardia e l’attenzione alla qualità produttiva hanno permesso al Nameless di raggiungere standard paragonabili a quelli delle più importanti manifestazioni europee.




