Giorgio Ioan - Direttore di produzione
Eros Ramazzotti festeggia quarant’anni di carriera con Una Storia Importante – World Tour.

La produzione Lemonandpepper.
Abbiamo incontrato la produzione di Una Storia Importante il 6 giugno allo Stadio Friuli di Udine, alla vigilia delle date estive negli stadi italiani. È stata l’occasione per analizzare da vicino uno spettacolo che rappresenta perfettamente l’evoluzione del live contemporaneo: una sintesi tra scenografia, tecnologia, audio, luci e video. Intervistiamo i protagonisti che l'hanno reso possibile.
Giorgio, la prima cosa che colpisce entrando nello stadio è il palco. Non si tratta soltanto di una struttura funzionale al concerto, ma di un vero elemento narrativo. Da che spunto sei partito?
Ho sviluppato il concept partendo da una riflessione molto semplice: dopo quarant’anni di carriera, la musica di Eros Ramazzotti è entrata nel DNA di milioni di persone. Da questo concetto prende forma un grande pedanamento completamente custom, caratterizzato da linee curve e morbide che richiamano la doppia elica del DNA. Una lettura che convive con una seconda interpretazione: osservandolo frontalmente, il palco può ricordare infatti anche uno scorpione stilizzato, riferimento al segno zodiacale dell’artista. La struttura è stata progettata insieme a Nicola Zanon e costruita da Efesto, che ha realizzato integralmente il complesso sistema scenografico. Nella prima parte indoor del tour era presente anche un innovativo rolling stage completamente a incastro, capace di aprirsi senza l’utilizzo di martelli o utensili. Per le date negli stadi la produzione ha invece scelto di utilizzare i grandi palchi residenti, su cui installare la propria scenografia. La scelta racconta bene una delle trasformazioni più significative del settore live degli ultimi anni: se in passato ogni tour montava e smontava il proprio palco in ogni città, oggi le grandi produzioni utilizzano sempre più spesso strutture permanenti condivise tra diversi artisti. La ragione è semplice: un palco di queste dimensioni può richiedere quasi una settimana tra montaggio e smontaggio. Tempi incompatibili con le esigenze economiche e logistiche degli stadi moderni. Questa evoluzione ha inevitabilmente ridotto parte della libertà creativa degli show designer, costretti a lavorare entro misure e vincoli prestabiliti, ma ha permesso di ottimizzare enormemente tempi e costi di produzione.

Parliamo comunque di spostamenti importanti?
Il tour europeo si sposta con tredici bilici, un numero che restituisce immediatamente la scala della produzione. Particolarmente interessante è il lavoro svolto sulle strutture curve in PT Truss che caratterizzano il disegno scenico. Non si tratta di elementi standard, ma di strutture realizzate appositamente per questo progetto e destinate probabilmente a essere riutilizzate anche in futuro. Le curve del palco vengono riprese nella parte superiore, creando una continuità visiva molto efficace. Le truss ospitano già a bordo proiettori, cablaggi e componenti scenografici, riducono i tempi di montaggio e garantiscono uniformità tra una data e l’altra. Quando la tournée si sposterà oltreoceano, il concept verrà ricostruito in collaborazione con PRG. Alcune soluzioni saranno necessariamente adattate alle esigenze del mercato americano, ma l’obiettivo sarà quello di mantenere inalterata l’identità dello spettacolo.
Qual è il rapporto tra tecnologia e creatività, al giorno d’oggi?
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita impressionante delle possibilità offerte da video e sistemi digitali. Tuttavia, esiste il rischio che l’eccesso di tecnologia produca spettacoli sempre più simili tra loro. L’avvento dell’intelligenza artificiale e la facilità con cui oggi si possono generare contenuti visivi rischiano infatti di uniformare il linguaggio estetico di molte produzioni. Per questo motivo continuo a preferire scenografie fisiche e soluzioni analogiche capaci di mantenere una forte identità visiva. Una filosofia che emerge chiaramente anche nel palco di questo tour, dove le strutture tridimensionali hanno un ruolo altrettanto importante rispetto agli schermi LED.




