DiGiCo S21

Diamo un’occhiata all’attesissima console che segnala l’ingresso del costruttore inglese nella porzione del mercato in cui i budget sono più stretti. Pare il risultato di un impegno serio per mantenere le funzionalità che risulteranno familiari agli utenti DiGiCo.

S21 front-rightQuando era ancora “top secret”, il titolo operativo di questa console era Spitfire. Il significato di questo nome in codice diventa cristallino quando si considera il ruolo del famoso caccia della Supermarine nel difendere la Gran Bretagna dall’assedio dei bombardieri durante la Battaglia d’Inghilterra. Chiaramente la situazione è adesso meno drammatica, ma lo scopo di respingere la travolgente forza tedesca sul fronte ormai arrivato in patria è comune alle due macchine. Per essere (forse un po’) più chiaro, con il prezzo preliminare annunciato da DiGiCo, S21viene proposto più per difendere il regno dagli agenti interni controllati dai tedeschi che da quelli che hanno basi in continente, ma presenta armi interessanti anche per contrastare i concorrenti nel teatro del Pacifico dominato dal Sol Levante. Ma messi da parte i simpatici giochi di parole e le metafore storiche… parliamo dunque di questo mixer.
S21 si basa su processori QuadCore RISC ARM in un singolo circuito integrato (SoC) con memoria ad elevata velocità, collegato ad un dispositivo FPGA in forma di matrice a griglia di sfere con 484 piedini. Quest’ultimo, a sua volta, si collega ad un DSP SHARC di quarta generazione che controlla l’FPGA e consente, inoltre, l’eventuale ampliamento della capacità di elaborazione.
Innanzitutto, S21 è concepito per operare con audio a 96 kHz sin da subito e tutte le caratteristiche sono basate su questa frequenza di campionamento. Il concetto DiGiCo del Flexi channel rimane anche in questo modello, con ogni canale utilizzabile in stereo o mono, e S21 dispone di 40 canali in mixaggio con elaborazione completa. Per la distribuzione di segnali sono disponibili 16 Flexi Bus (mono o stereo, con elaborazione completa), un master stereo, due solo bus stereo ed una matrice 10 x 8, per un totale dell’equivalente di 46 bus mono.
Per quanto riguarda l’elaborazione interna, S21 include un compressore per ogni canale e per ogni bus e anche un gate per ogni canale e ogni bus che si può trasformare in un ducker o in un compressore con accesso al sidechain. Dispone di otto effetti (riverberi, delay, modulazioni ed enhancer), quattro processori DiGiTube assegnabili, quattro compressori multibanda assegnabili e 16 equalizzatori grafici a 32 bande.

I/O e connettività

In termini di I/O audio, la console incorpora direttamente 24 ingressi microfonici, con preamplificatori dello stesso tipo di quelli dell’SDRack. Ci sono 12 uscite analogiche sulla console, che dispone di due canali AES3 in ingresso/uscita su XLR, ma anche di WordClock In e Out su BNC, di un’uscita GPO e di un ingresso GPI su due jack da ¼”, di due connettori RJ45 per il collegamento in rete Ethernet, di tre interfacce USB (due sul retro ed una sulla superficie di controllo) e di un connettore USB 2.0 tipo B per l’ingresso e uscita di 48 canali per la registrazione/riproduzione da un computer esterno (tale connettore è essenzialmente la porta di un’unità UB-MADI DiGiCo che consente di ricevere e mandare 48 canali in una rete MADI tramite un’interfaccia USB); sono anche supportati driver per connessioni CORE Audio ed ASIO.S21 rear

Schede DMI

Ci sono, inoltre, due slot per le nuove schede DMI (DiGiCo Multichannel Interface). Attualmente sono disponibili dieci diverse schede. Le schede DMI-ADC e DMI-DAC consentono di aggiungere, rispettivamente, 16 ingressi o 16 uscite in analogico a livello di linea tramite connettori SubD-25, mentre il modello DMI-AES aggiunge 16 canali di I/O AES3, sempre su SubD-25. Per l’interfacciamento in MADI, ci sono due schede: DMI-MADI-B, con ingressi ed uscite ridondanti su BNC, e DMI-MADI-C con connettori RJ45. La scheda DMI-OPTO consente il collegamento in una rete su fibra ottica Optocore, lo standard in fibra utilizzato dalle console e dai rack I/O DiGiCo. La scheda DMI-SOUNDGRID consente il collegamento in una rete Waves SoundGrid e apre all’utilizzo dei plug-in esterni. Particolarmente interessante per i monitor engineer è la scheda DMI-AVIOM, che consente di uscire dalla console con 16 canali A-Net stereo per i mixer personali Aviom. Non poteva mancare la scheda DMI-DANTE per interfacciarsi nel protocollo di Audinate, sempre più comune. Infine, ed in esclusiva, la scheda DMI-HYDRA 2 consente il collegamento su fibra ottica nella rete proprietaria Hydra 2 di Calrec (in grado di trasportare fino a 512 canali bi-direzionali a 48 kHz e 24 bit).
Con la possibilità di aggiungere due a scelta tra questi modelli, S21 non manca assolutamente delle possibilità di espansione I/O o di connettività con i protocolli di rete audio più comuni.

La superficie di controllo

L’interfaccia di S21 si basa fortemente sul controllo visivo ed è dominata da due schermi multi-touch, collocati sopra i 20 fader per i canali. Gli altri controlli sono minimal: due tasti per ogni channel fader, un tasto associato al main fader, quattro tasti per l’assegnazione e la navigazione tra i layer e due tasti per la navigazione tra le snapshot. Un singolo encoder rotativo si trova in corrispondenza di ogni channel fader, sotto i due schermi, mentre quattro encoder sono collocati in verticale di fianco allo schermo, a destra. Tutti questi encoder sono sensibili al tatto e servono anche come tasti. Sono del tipo HTL (Hidden ‘Til Lit – nascosto fino a che non s’illumina), si illuminano con i LED RGB sottostanti solo quando sono in uso e sono codificati per colore secondo la funzione assegnata. Tutti gli encoder sono multifunzione e, infatti, l’unica manopola con una funzione dedicata delle 25 presenti sulla superficie è il controllo del volume in cuffia.
Un singolo meter stereo a LED (24 segmenti) è presente per indicare il livello d’uscita dei main o dei canali/bus in solo.

L’interfaccia

Un articolo di questo genere, ovviamente, non potrebbe mai entrare in tutti i dettagli dell’utilizzo della console: possiamo però trattare alcuni punti significativi dell’interfaccia utente.
I fader sono organizzati in quattro layer da dieci. I layer si possono scorrere normalmente con i tasti oppure, per evitare passaggi lunghi, si può aprire in qualsiasi instante la schermata panorama della console e toccare semplicemente un layer sullo schermo per vederlo dispiegare direttamente sugli schermi e sui fader, in modo che ogni canale sia raggiungibile con un singolo passaggio. Come con le console della serie SD, i canali, i gruppi, le matrici, gli aux, ecc. possono essere liberamente assegnati ai banchi utilizzando il drag&drop.
Una volta dispiegati sui fader, i più importanti parametri di ogni canale o bus sono disponibili sugli encoder alla destra degli schermi dai quali si seleziona il canale sul quale intervenire. Per interventi che richiedono controlli dettagliati (curve d’equalizzazione, intervento del compressore, ecc.), si utilizzano schermate dedicate pop-up (che compaiono sempre sullo schermo opposto a quello del canale selezionato) con risposta tattile multi-touch.
Un’altra funzione comoda è il rapido intervento sullo stesso parametro di qualsiasi canale o bus del layer selezionato. Quando un canale è selezionato, le manopole intorno allo schermo controllano immediatamente il guadagno, i filtri e i punti di soglia dei compressori. Tenendo premuto l’encoder per uno di questi parametri, l’encoder sopra il fader di ogni canale nel layer prende temporaneamente quella stessa funzione per il canale o bus corrispondente.
Essendo basato fortemente sull’utilizzo dei touchscreen, tutto il routing dei segnali e la configurazione della console si gestisce in modalità drag&drop. La console è molto personalizzabile in termini di disposizione dei controlli e, come con le sorelle più potenti della serie SD, S21 consente la programmazione di macro complesse. Dispone, inoltre, di un’ampia memoria di snapshot.

S21 è molto compatta: con una larghezza di 763 mm e una profondità di 586 mm, entrerà anche nelle regie più strette. Anche il peso di 19 kg la rende indolore in situazioni gestite da un unico tecnico. È costruita con materiali simili alle altre console DiGiCo: alluminio estruso per il telaio con superficie di policarbonato. Incorpora un singolo alimentatore “universale” (100÷240 V AC 50/60 Hz) interno.
Rappresenta un ingresso molto ardito dell’azienda inglese in questa fascia del mercato e si presenta con caratteristiche molto interessanti rispetto al costo, in particolare l’interfaccia con due touchscreen, fin ad ora estranea a questa fascia.

contatti: Audio Link

 

Vuoi leggere altre notizie e approfondimenti dal mondo dell'audio? CLICCA QUI

Vuoi restare sempre aggiornato sulle novità di settore? ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER