Verse Outsider 318

All in One

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Avevo visto questo diffusore nel 2011 a Francoforte e mi era subito venuto in mente il Turbosound TMS4, un diffusore che ha fatto la storia dell’audio professionale. Così, appena ne abbiamo avuto occasione, abbiamo chiesto maggiori lumi al reparto ricerca e sviluppo di Viscount, l’azienda che lo produce.
Perché progettare un prodotto in controtendenza?
Se è vero che oggi tutto va verso la miniaturizzazione, è anche vero che spesso, per fare ciò, si accettano molti compromessi e, in alcuni casi, ci si complica la vita.
Outsider 318 è un prodotto che si rivolge a tutti quegli utilizzatori che non hanno una conoscenza approfondita della tecnologia ma non vogliono per questo rinunciare alla qualità. È pur vero che se lo paragoniamo ad un impianto sub + satellite il rapporto peso/potenza è più favorevole, mentre sulla maneggevolezza avrei qualcosa da ridire.
Un utente non smaliziato e con poca cultura tecnologica può trovarsi in difficoltà anche solo per collegare i cavi o per accendere i componenti nella sequenza corretta, così come l’allineamento tra satellite e sub non è un’operazione che tutti sono in grado di gestire con facilità, soprattutto chi non lo fa tutti i giorni.


Nel progettare questo prodotto, abbiamo pensato ad un tipo di utenza basilare, appunto, ma senza rinunciare alla qualità. Anzi: se confrontiamo Outsider 318 con un impianto equivalente, ci accorgiamo che ha una resa sicuramente superiore. Basti pensare al fatto che un cono da 18” lavora in un cabinet con un volume doppio rispetto a quello di un sub separato dal satellite, quindi il risultato saranno dei bassi più profondi e controllati. Nel progettarla abbiamo pensato alla piccola orchestra di semiprofessionisti, ad un DJ che deve fare delle feste in qualsiasi posto, ad un villaggio vacanze, ad un hotel o, non ultimo, al rental che deve affittare il materiale a chiunque glielo chieda. Avevamo bisogno di un prodotto tecnologicamente avanzato e, contemporaneamente, utilizzabile al meglio da chiunque.

Passiamo ora alla descrizione tecnica del prodotto.
Le misure esterne del diffusore sono importanti ma, tutto sommato, neanche più di tanto: Outsider 318 è alto 115 cm, largo 51,5 cm e profondo 54 cm, mentre il suo peso complessivo è di 66,5 kg, a cui vanno eventualmente aggiunti 10 kg per il carrello di trasporto con ruote.
Si tratta di un tre vie contenente un woofer da 18” con magnete al neodimio, un midrange da 12” anch’esso con magnete al neodimio ed un driver per le alte frequenze da 1” in una tromba con dispersione 100° x 60°.
Il pilotaggio di questi tre componenti è affidato ai tre amplificatori switching a bordo: 2400 W per la sezione bassi con taglio a 140 Hz, 700 W per la sezione medi con taglio a 1900 Hz e 200 W per la sezione acuti. Il tutto, naturalmente, controllato da una sezione DSP che si occupa di monitorare, proteggere e allineare i componenti.

Forse è una delle prime volte che la tecnologia è usata per semplificare le cose e non per complicarle.
Spesso vediamo prodotti di ultima generazione che, tramite l’utilizzo della tecnologia digitale, implementano una quantità di funzioni che poi all’atto pratico... o sei un tecnico evoluto e con il digitale ci vai a pranzo, oppure ti trovi ad usare solo una minima parte della tecnologia disponibile e quando per errore esegui un’operazione sbagliata ti trovi perso. In questo prodotto, invece, tutto è stato pensato per la maggior semplicità di utilizzo. Difficilmente si può sbagliare nel collegamento di questo diffusore. Sul pannello posteriore troviamo un PowerCon blu, come ingresso per l’alimentazione, ed un secondo PowerCon bianco, come rilancio per alimentare altri diffusori Outsider 318, fino ad un massimo di tre (semplicemente per il motivo che il cavo di alimentazione del primo diffusore ha una portata massima di 16 A). Per quanto riguarda il segnale è disponibile un XLR femmina per l’ingresso ed un XLR maschio per il rilancio del segnale ad altri diffusori. Sempre sul pannello posteriore sono presenti tre interruttori che operano un’attenuazione di 3 dB separatamente sulle tre vie. Questa piccola correzione può tornare utile come primo intervento per adattare il diffusore in ambienti difficili, o a diversi generi musicali.


Anche per la trasportabilità i progettisti hanno trovato delle soluzioni efficaci. Oltre alle sei maniglie, tre per parte, hanno pensato ad un carrello per agevolare il trasporto. Si tratta di un pannello con quattro ruote, che va fissato nella parte posteriore del diffusore. Per facilitare il fissaggio sul diffusore sono stati posti quattro tappi di gomma che fanno da guida per montare il pannello e posizionarlo allineato a degli agganci rapidi a farfalla.

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