L-Acoustics L1
Un passo avanti nell’audio.

di Alfio Morelli
L’arrivo del sistema L-Acoustics L1 segna un passaggio importante nell’evoluzione delle tecnologie per la diffusione sonora di grande formato: non si tratta semplicemente di un nuovo line array, ma di un progetto che introduce una diversa filosofia di progettazione, sviluppata da L-Acoustics con l’obiettivo di migliorare il controllo della direttività, la coerenza della copertura e l’uniformità dell’ascolto su aree di pubblico molto estese.
Per la casa francese, L1 rappresenta il risultato di anni di ricerca e sperimentazione. Non a caso, la sua diffusione è stata inizialmente affidata a soli cinque service partner selezionati a livello mondiale, coinvolti in un programma esclusivo di test sul campo. Tra questi figura Agorà.
È proprio in questo contesto che abbiamo avuto l’opportunità di seguirne l’impiego durante il grande evento di Ultimo a Roma, dove il sistema è stato messo alla prova in una delle produzioni live più impegnative dell’anno. Un’occasione ideale per comprenderne la filosofia progettuale, le caratteristiche tecniche e le potenzialità operative direttamente dalla voce dei professionisti che lo hanno utilizzato. Accanto al debutto operativo del sistema L1, a Roma è stato impiegato anche il nuovo Software Source Intelligence sviluppato da L-Acoustics per il monitoraggio e l’analisi in tempo reale delle sorgenti audio. Per farci spiegare più in dettaglio, al concerto di Ultimo abbiamo incontriamo Valerio Motta, Technical Manager di Agorà, che ci racconta come è nata questa importante operazione di test del nuovo sistema.

Da sx: Tom Laveuf, Valerio Motta e Alex Capponi.
Sappiamo che l’impiego del sistema L1 in questo evento rientra in un programma di sviluppo voluto direttamente da L-Acoustics. Ci racconti di cosa si tratta?
L-Acoustics ha selezionato un numero molto ristretto di service all’interno del proprio network internazionale ai quali affidare la fase di test sul campo del nuovo sistema. In questa fase, oltre ad Agorà, fanno parte del programma realtà di assoluto livello internazionale come Solotech, Clair Global, M.R.T. e Hollywood Bowl. Essere stati scelti ci rende particolarmente orgogliosi, perché significa che l’azienda ripone una grande fiducia nelle nostre competenze. Ogni volta che il sistema viene utilizzato, gli specialisti di L-Acoustics lavorano al nostro fianco per raccogliere la maggiore quantità possibile di dati operativi. Tutte le informazioni vengono poi analizzate dal reparto ricerca e sviluppo dell’azienda, così da individuare eventuali criticità o possibili miglioramenti prima della commercializzazione definitiva del prodotto. La collaborazione con L-Acoustics non nasce oggi. Da anni lavoriamo insieme ai loro Application Manager, guidati da Tom Laveuf, fin dai tempi dello sviluppo del sistema L-ISA. In diverse occasioni abbiamo partecipato alla sperimentazione di nuove tecnologie e nuovi prodotti. Per il progetto del concerto di Ultimo a Tor Vergata abbiamo potuto contare sul lavoro dei nostri system engineer — Luca Nobilini, Antonio Paoluzi e Daniele Tramontani — che hanno curato l’intera progettazione del sistema.
Oltre ai nuovi diffusori L1 sono presenti anche i subwoofer CS1.
Esatto. I CS1 sono i nuovi subwoofer cardioidi, ciascuno con un peso di circa 180 kg. Sono in grado di estendere la risposta fino alle frequenze più basse mantenendo un controllo della direttività davvero eccezionale. Il risultato è una riproduzione estremamente precisa e uniforme anche nelle situazioni più complesse, con un notevole contenimento dell’energia irradiata posteriormente. Si tratta di un elemento fondamentale quando si affrontano produzioni di grandi dimensioni come quella di Tor Vergata, dove il controllo della dispersione sonora rappresenta un fattore determinante.
Quando avete iniziato a utilizzare il nuovo L-Acoustics L1?
L’impianto ci è stato consegnato a marzo e il primo impiego è stato in occasione del tour di Ligabue, per l’inaugurazione della nuova Arena Santa Giulia di Milano. Quello è stato il nostro debutto con il sistema, che è poi proseguito nel tour negli stadi. In un contesto tradizionale come uno stadio il comportamento è stato eccellente; a Tor Vergata abbiamo avuto l’opportunità di metterlo realmente alla prova in una situazione molto più impegnativa, dopo un periodo di affinamento che si è rivelato necessario.
Quando sarà disponibile sul mercato?
La fase di test proseguirà fino alla fine dell’anno. La commercializzazione è prevista nei primi mesi del prossimo anno e, almeno inizialmente, il sistema sarà riservato alle aziende appartenenti al network K1 e già dotate del sistema L2. In questo periodo il sistema è impiegato anche in produzioni internazionali di primo piano, come i tour di Bruno Mars, The Weeknd e Harry Styles. Direi che siamo decisamente in buona compagnia.
In questa produzione è presente anche un’altra importante novità.
Sì, stiamo utilizzando per la prima volta Source Intelligence, una nuova tecnologia di elaborazione in tempo reale dedicata al miglioramento della voce. Il sistema isola la voce umana dai rumori di fondo attraverso un algoritmo proprietario di separazione delle sorgenti. Integrato nel processore L-ISA II, è in grado di eliminare gran parte del rumore e delle interferenze provenienti dagli strumenti, delle dispersioni del PA e dei riflessi ambientali. Il risultato è una voce molto più chiara e intelligibile, estremamente naturale e sorprendentemente vicina alla qualità di una registrazione in studio, senza dover ricorrere a equalizzazioni aggressive, gate o altri processi dinamici. Si ottiene inoltre un sensibile incremento del guadagno prima del feedback, mantenendo intatta la naturalezza e l’espressività della performance. Grazie a questo maggiore isolamento della voce, il fonico può lavorare con maggiore libertà creativa, anche davanti al sistema di diffusione, senza compromettere l’intelligibilità e la stabilità del mix.
Il software Source Intelligence si può considerare un’evoluzione del Primary Source Enhancer 5045 di Rupert Neve?
Il principio è simile, ma la tecnologia è completamente diversa. Qui siamo su un altro livello. La latenza è estremamente ridotta e tutta l’elaborazione si basa su algoritmi di intelligenza artificiale. Naturalmente, per utilizzare questa tecnologia è necessario disporre del processore L-ISA, che non tutti possiedono.

I due PA man, Luca Nobilini e Antonio Paoluzi.
Andiamo ora da Luca Nobilini, che ha curato la progettazione e la realizzazione dell’intero sistema Main.
Come avete affrontato un progetto di queste dimensioni?
La progettazione è iniziata oltre un anno fa, con la realizzazione di un primo progetto dedicato esclusivamente alla copertura audio dell’area. Nel corso dei mesi, in seguito agli aggiornamenti logistici, il lavoro si è evoluto e le responsabilità sono state suddivise tra Antonio Paoluzi, Daniele Tramontani e me. Io mi sono occupato della progettazione del Main PA, basato sul nuovo sistema L1, lavorando a stretto contatto con i tecnici di L-Acoustics. Antonio Paoluzi ha curato la progettazione definitiva di tutte le linee di ritardo, mentre Daniele Tramontani ha svolto il ruolo di interfaccia con l’Università di Roma Tor Vergata (di cui parleremo in dettaglio nel prossimo numero). Va precisato che il progetto originale è stato sviluppato circa un anno fa utilizzando il sistema K1: quando L-Acoustics ci ha scelti come partner per il beta test del nuovo sistema L1 abbiamo lavorato immediatamente per ottenere il permesso ad aggiornare il progetto iniziale. Infatti alcune delle autorizzazioni ottenute per questo evento erano legate a uno studio di fattibilità sviluppato insieme all’Università di Tor Vergata, con particolare attenzione al contenimento dell’inquinamento acustico verso il complesso ospedaliero situato alle spalle del palco. Insieme agli specialisti di L-Acoustics abbiamo quindi riprogettato completamente il sistema utilizzando i nuovi diffusori L1 e i subwoofer CS1. Il sistema principale è costituito, per ciascun lato, da un cluster main composto da 2 L-Acoustics CS1, 5 L-Acoustics L1 e un L-Acoustics L1D dedicato alla copertura delle prime file. A questi si aggiungono, sempre per lato, altri 8 subwoofer L-Acoustics CS1 sospesi. I cluster side sono invece composti, per ciascun lato, da 4 L-Acoustics CS1, 3 L-Acoustics L1 e un L-Acoustics L1D. Considerata la notevole larghezza del palco, alle due estremità del palco sono stati installati anche due cluster extra side, formati da 12 L-Acoustics K1. Davanti al palco sono stati inoltre posizionati numerosi cluster cardioidi a terra, disposti a formare un vero e proprio arco acustico fisico, ciascuno composto da tre L-Acoustics KS28, oltre ai diffusori dedicati alla copertura delle prime file, per un totale di 63 KS28.
Passiamo ora ad Antonio Paoluzi, responsabile della progettazione e della realizzazione dell’intero sistema delay distribuito sull’immensa area di Tor Vergata.
Antonio, come hai affrontato un progetto di queste dimensioni?
Io mi sono occupato della progettazione di tutte le linee di ritardo. L’area da coprire è enorme: supera i 300 metri di larghezza e si sviluppa per oltre 700 metri di profondità. Per garantire una copertura omogenea abbiamo installato 38 torri delay, distanziate mediamente tra i 60 e i 70 metri. Ogni cluster era indicativamente composto da dodici diffusori K1 e K2; a partire dal quinto PIT abbiamo aggiunto anche i subwoofer KS28 per garantire un’estensione delle basse frequenze uniforme fino alle ultime file.

E infine la parola ad Andrea Corsellini, un “prestito” d’eccellenza per Ultimo.
Andrea, con Ultimo hai aggiunto un nuovo artista al tuo curriculum?
No, non ufficialmente. Sono stato coinvolto soprattutto grazie all’esperienza maturata con Modena Park e con Vasco. Si tratta di un evento singolo e, con il tour di Vasco ormai concluso, perché dire di no? È stata una bellissima esperienza. Posso comunque dire, con un pizzico di soddisfazione, di essere stato il fonico dei due concerti più grandi mai realizzati in Italia.
Che cosa ti sei portato con te in regia?
Ormai lavoro da tempo con lo stesso setup. Lo conosco perfettamente, mi garantisce affidabilità e continuità operativa, quindi è stato naturale utilizzarlo anche in questa occasione.
Parliamo del nuovo sistema L1. Quali sono state le tue impressioni?
È arrivato troppo tardi, altrimenti lo avrei voluto anche per Vasco. Sono però convinto che il prossimo anno, con le date residenti allo Stadio Olimpico, sarà il contesto ideale per sfruttarne appieno le potenzialità. È davvero un impianto incredibile. Quando Wolfango e Vittorio me lo hanno proposto, pur considerando L-Acoustics uno dei marchi di riferimento del settore, ho voluto ascoltarlo personalmente. Gli ho detto: “Ragazzi, fatemelo sentire”. Con grande disponibilità mi hanno organizzato una prova presso Agorà. Da una parte era installata una torre di K1 con i relativi subwoofer, nella configurazione che utilizzavamo abitualmente insieme a Luca Nobilini; dall’altra il nuovo L1. Abbiamo utilizzato il virtual soundcheck, che mi ero portato, di uno spettacolo che conoscevo perfettamente. Abbiamo iniziato ascoltando il K1 e, guardandoci con Luca, ci siamo detti: “Accidenti, quanto suona bene”. Poi lui ha sorriso e mi ha detto: “Adesso passa dall’altra parte”. Ho fatto lo switch sull’L1 e mi è letteralmente caduta la mascella. Ritrovi tutto il carattere sonoro tipico di L-Acoustics, ma con un livello di raffinatezza ancora superiore: coerenza di fase, gestione degli incroci, definizione del dettaglio e, non ultimo, una riserva di potenza impressionante. Per me rappresenta un passo avanti davvero importante.
Alla luce di questa esperienza, credo di non poter essere smentito se definisco Agorà uno dei service più importanti e meglio organizzati a livello internazionale. A fare la differenza, però, non è soltanto la qualità della struttura o il livello delle tecnologie impiegate, ma soprattutto il valore delle persone che ne fanno parte. Al suo interno operano professionisti con un’esperienza e una cultura tecnica che li collocano ai massimi livelli del settore internazionale. A queste competenze si affiancano qualità umane altrettanto rare: disponibilità, cordialità e una naturale propensione alla collaborazione che rendono ogni occasione di confronto estremamente piacevole e costruttiva.




