Fabrizio Bacherini - Stage Engineer; Carlo Miori - Responsabile sequenze

Tiziano Ferro incontra il suo pubblico con l'imponente tour estivo Stadi26.

Fabrizio Bacherini - Stage Engineer; Carlo Miori - Responsabile sequenze

Carlo Miori, operatore sequenze; Fabrizio Bacherini, fonico di palco.

Noi l’abbiamo incrociato nella data di Bologna del 14 giugno: a tre anni dall’ultimo tour negli stadi, Tiziano Ferro torna con una grande produzione. Intervistiamo i protagonisti che l'hanno resa possibile.

Fabrizio, spiegaci come è organizzata la tua postazione.

Il mio compito è seguire l’artista e tutta la band dal punto di vista dei monitor. Tutti lavorano esclusivamente con sistemi in-ear monitor, non ci sono diffusori monitor sul palco. La dimensione e la particolare conformazione della scena renderebbero infatti poco efficace una soluzione tradizionale.

Dal punto di vista tecnologico, una delle novità più interessanti riguarda il sistema wireless.

Per la prima volta sto utilizzando i nuovi sistemi digitali Shure Axient, che si stanno dimostrando davvero molto validi. Consentono di mantenere l’intero percorso audio in digitale, eliminando una serie di problematiche legate all’allineamento dei livelli e alla saturazione. In pratica si entra digitalmente dal mixer e si arriva agli in-ear mantenendo la stessa qualità del segnale. Dal punto di vista dinamico il miglioramento è evidente e il salto qualitativo si percepisce chiaramente. Per quanto riguarda la console, utilizzo una DiGiCo Quantum 7, sfruttando alcune funzioni introdotte nelle ultime release software e tutti i plugin interni del banco, a eccezione di due riverberi Bricasti: uno dedicato alla voce e uno alla batteria.

Carlo, raccontaci cosa significa gestire le sequenze in una produzione di queste dimensioni.

Seguo Tiziano Ferro dal 2015. La preparazione di uno spettacolo come questo inizia almeno sei o sette mesi prima della partenza del tour. Insieme al direttore musicale Luca Scarpa e a Davide Tagliapietra si lavora sulla scaletta e si comincia a costruire tutto il sistema delle sequenze, cioè quell’insieme di elementi che supportano la performance live dei musicisti. Si parte dal click che viene inviato agli in-ear monitor della band. Su quella base costruiamo tutto il resto: cori, effetti sonori, cambi di strumento, program change MIDI, cue e qualsiasi altro elemento necessario a completare lo spettacolo. In pratica tutto ciò che integra e supporta la performance live dell’artista e dei musicisti. Quando si lavora davanti a decine di migliaia di persone bisogna garantire la massima affidabilità, e per questo motivo il sistema è completamente ridondante. Quest’anno ho addirittura introdotto una terza macchina.

Dalla tua postazione viene generato il riferimento temporale dell’intero spettacolo?

Genero il codice SMPTE che rappresenta il clock principale dello show. Da qui viene distribuito a tutti i reparti: video, luci, automazioni ed effetti speciali. Il sistema si basa su una rete MADI che, attraverso switch DirectOut e XINBOX, ridistribuisce il segnale SMPTE a tutte le aree della produzione. Abbiamo inoltre una linea di backup analogica per garantire un ulteriore livello di sicurezza.

Lo SMPTE non serve soltanto a sincronizzare gli apparati tecnici?

Su questo stesso flusso abbiamo agganciato anche il sistema di prompter. Oltre ai monitor di servizio tradizionali, in questo tour è stato installato un monitor fatto con dei panneli LED di grandi dimensioni posizionato frontalmente al palco, a circa trenta metri di distanza. L’obiettivo è evitare che l’artista debba inclinare la testa per leggere i testi. In questo modo Tiziano, così come eventuali ospiti, può mantenere sempre lo sguardo rivolto verso il pubblico e verso le telecamere, preservando naturalezza e presenza scenica durante tutta la performance.