Teatro Splendor

Aosta ha finalmente un nuovo teatro, lo Splendor, centro polivalente per spettacoli, concerti e mostre: cinquecento posti e un’acustica definita eccezionale...

di Mike Clark

Aosta ha finalmente un nuovo teatro, lo Splendor, centro polivalente per spettacoli, concerti e mostre: cinquecento posti e un’acustica definita eccezionale. Il teatro, inaugurato da Francesco Renga, è sorto sulle ceneri di un cinema risalente agli anni ‘60.

Dopo la prima decisione di eseguire il lavoro di ammodernamento architetturale e tecnologico, ci sono stati diversi imprevisti: lo smaltimento di amianto trovato in varie parti della struttura, le nuovi disposizioni in materia sismica e, soprattutto, il ritrovamento di reperti archeologici che hanno di fatto bloccato i lavori per lungo tempo.

Ora, comunque, dopo un investimento complessivo di 14,8 milioni di euro (3,1 per gli allestimenti), il risultato è una struttura polifunzionale della quale la città di Aosta e la società Decima di Padova (responsabile della maggior parte degli allestimenti) possono andare fiere.

teatro splendor

Nel 2009, la Decima ha vinto un appalto integrato con progettazione esecutiva indetto dalla Ragione Valle d’Aosta che integrava tutti gli impianti di scena (meccanica di scena, impianto audio, sistema conferenza con traduzione simultanea, video proiezione e ripresa video in HD, intercom, regolazione delle luci di scena e corpi illuminanti), oltre al rivestimento acustico della sala, conchiglia acustica, poltrone di sala e arredi vari.

La squadra tecnica di Decima coinvolta direttamente nel lavoro comprendeva Massimo Daniele – Tecnico Senior (con l’azienda da oltre 30 anni, è tecnico autorizzato/abilitato di brand come ETC, Barco, Panasonic, Sony, JBL, Bose e Bosch) e Matteo Moro, Tecnico Junior (tecnico abilitato ETC e Verlinde Stagemaker).

Daniele spiega: “Tutte le apparecchiature degli impianti luci e audiovisivi sono stati da noi scelti sulla traccia della gara di appalto che chiedeva la polifunzionalità dello spazio. Per l’audio ci siamo affidati all’ing Guido Diamanti di Exhibo, mentre delle luci di scena si è occupato il nostro Guido Orlandi; il sistema video è stato progettato direttamente da Enzo Trovato, anche lui membro del nostro staff”.

Moro continua: “Assieme al Direttore dei Lavori, l’Arch. Dante Stacchetti della Regione, abbiamo anche sfruttato la consulenza tecnica del Teatro Stabile di Torino nella figura del Direttore Tecnico Claudio Cantele”.

Il committente aveva necessità, con questo appalto, di riaprire dopo il lungo lavoro di restauro un proprio teatro di riferimento. Le esigenze erano quelle di avere una sala polivalente con una capienza di almeno 500 posti, in grado di ospitare prosa, concerti e piccole opere, nonché conferenze e proiezioni.

La dotazione video

Trovato spiega: “L’appalto del 2009 ha potuto essere realizzato solo nel 2011, a causa di un ricorso presentato da un azienda esclusa dalla gara quindi, specialmente negli impianti, si è proposto un aggiornamento tecnologico del sistema progettato in fase esecutiva. Nel video abbiamo migliorato la qualità del videoproiettore e delle telecamere, portando tutto il sistema da un livello di Standard Definition (analogico) a uno full‑HD (digitale), aperto alle nuove connessioni HDMI/DVI, di facile utilizzo e ampliabile per necessità future. La matrice Crestron Digitalmedia (configurata con dieci ingressi e dieci uscite con la possibilità di portarli a un massimo di 16 ingressi e 16 uscite) risponde perfettamente a queste esigenze, supportando in ingresso sia segnali analogici sia digitali, e li converte in up/down scaling sulle relative uscite indirizzate in digitale HDMI senza degrado di segnale; supporta il massimo della risoluzione oggi esistente – 1080p Deep Color”.

Gli operatori video hanno a loro disposizione un mixer Panasonic HD/SDI a quattro ingressi con multiviewer integrato, un Panasonic remote camera controller e due Crestron touchscreen Wi-fi TPMC‑8X.

Moro aggiunge: “Il palcoscenico del teatro presenta poca profondità, quindi si è previsto di usufruire della parte dell’avanscena come spazio scenico. A tale proposito, il progetto prevede una piattaforma di avanscena che può ampliare il palcoscenico o diventare buca per l’orchestra. Queste diverse tipologie di configurazione scenica hanno imposto la necessità di avere due sipari e due schermi di proiezione e di avere i cluster audio left e right sostenuti da paranchi a catena traslabili longitudinalmente su carrello, per lasciare lo spazio all’estensione della conchiglia acustica quando si utilizza la buca.

I due proiettori da 10.000 ANSI lumen originalmente scelti per il teatro sono stati sostituiti da un unico Panasonic PT‑DZ12000E (12k, 1920 x 1200, full‑HD 16:9 video e 16:10 data), con image scaler e zoom motorizzato, in grado di assicurare risultati perfetti su entrambi gli schermi senza alcuna necessità di regolazione meccanica. Il cablaggio video e in CAT6 (Cavi 8G) per VGA/HDMI/Control e i monitor sui quali i traduttori seguono lo svolgimento degli eventi, e in HD coax (RG6) per le video camere.

L’impianto illuminotecnico

Per quanto riguardava l’illuminazione di scena, l’aggiornamento ha portato all’abbandono dell’idea di un quadro di spinamento a favore dei dimmer ThruPower (i primi installati in Italia).

Orlandi spiega: “Il sistema di controllo delle luci (due rack da 30 moduli dimmer) tiene conto delle attuali esigenze di controllo e alimentazione di apparecchi che dispongono di dimmerizzazione interna e che di conseguenza non hanno bisogno di un dimmer vero e proprio (moving lights, LED, Matrici di LED, ecc.): si tratta di un sistema modulare ETC Sensor ThruPower. In grado essere utilizzato come dimmer o diretta, ogni canale attraverso un interruttore posto sul modulo stesso (due interruttori, perché ogni modulo ha due canali) può essere utilizzato sia come dimmer vero e proprio controllato dalla console, sia come linea diretta che ‘bypassa’ la stessa e alimenta direttamente quel determinato circuito (come nel caso delle teste mobili o dei LED). In fase di allestimento, l’operatore deve semplicemente assegnare attraverso i 120 tasti posti sui 120 canali dimmer quali sono di utilizzo normale e quali diretti”.

La console principale (a 40 fader) è una ETC Element 40, della famiglia EOS/ION, della quale utilizza lo stesso software. Una console a 24 fader Smartfade viene utilizzata essenzialmente come back-up, ma può anche essere usata per spettacoli non troppo complessi come console principale e, date le sue dimensioni veramente contenute, spostata in sala o dove necessaria.

Ad esclusione di 18 ETC PARnel installati sopra i “plafoni” della camera d’orchestra, l’intera dotazione delle luci è composta da prodotti LDR (Luci della Ribalta): 10 PC Nota Plus da 1000/1200W; 10 PC Tono Plus da 2000 W; 18 Fresnel Nota Plus F da 1000 W; 16 Sagomatori Nota da 1000/1200 W, 18 diffusori modulari asimmetrici Inno A da 1000 W e un seguipersona Canto per lampada a scarica 1200MSD/MSR.

La dotazione audio

I diffusori audio K‑Array con ingombro limitato hanno offerto la soluzione ideale alla mancanza di spazio, permettendo di inserirli in una zona critica, già occupata dai plafoni acustici mobili di avanscena, propedeutici all’ampliamento della fossa di orchestra. Ognuno dei due array consiste in un paio di elementi line array KH15 amplificati ed ultra-compatti, con un sottile (la sua profondità è di solamente 16 cm) KS4 subwoofer dipolo attivo appeso sotto.

Sul palco sono previsti quattro diffusori monitor Ecler Verso 12P.

Di fianco alla console Tascam DM 4800 e i sistemi di controllo per il video e le luci, la regia principale ospita anche un paio di cabine per la traduzione simultanea, e dalla postazioni interprete Sennheiser SDC8200 ID, tramite l’unità di gestione digitale SDC 8200 CU, il segnale relativo alle lingue tradotte viene modulato in radiofrequenza dai trasmettitori RF digitali SR 2020D. Gli ascoltatori sono dotati di ricevitori tascabili “sottomento” HDE 2020D sui quali selezionare la lingua tradotta.

Sia i microfoni a collo di cigno per i relatori ai convegni sia gli altri microfoni in dotazione alla struttura sono tutti marchiati Sennheiser e comprendono radiomicrofoni lavalier e a mano, con modelli cardioidi (gli ultimi per eventuali registrazioni tramite le unità recording/mastering Tascam DV‑RA1000 HD PCM). La distribuzione audio è gestita da un Ecler DAC 110E e il feedback è tenuto sotto controllo da un soppressore digitale FBE 212 della Audioplus.

Daniele conclude: “Oltre a poter sfruttare la regia principale, le produzioni ‘ospiti’ possono collegarsi ai sistemi del teatro da tre diverse postazioni: due in sala ed una di fianco al palco, quindi la grande cura dedicata alla progettazione del cablaggio analogico e digitale è stata di fondamentale importanza. In palcoscenico, inoltre, ci sono quattro pozzetti dove sono presenti tutte le linee necessarie all’impianto di conferenza e al collegamento del tavolo di conferenza precablato”.

 

Sala B

Situata vicina alla Hall di ingresso al piano terra, la Sala B funziona come sala prove anche per la danza, con una sbarra in dotazione, ma anche come piccola sala riunioni da 90 posti, con tanto di video proiettori Panasonic 3500 ANSI lumen, schermo motorizzato 300 cm x 225 cm, DVB‑T DVD+HD recorder della LG e video camera “dome” della Panasonic. È anche dotata di regia propria, collegata a quella principale con segnali audio e video.

Trattata acusticamente con dei pannelli reversibili con tessuto, questa sala è attrezzata con un PA attivo portatile K‑Array KR100S (due sub KL 12MA e due satelliti line array), e con una console audio Tascam DM 3200.

Il trattamento acustico della sala principale invece comprende innumerevoli lamelle di legno con un’inclinazione regolabile per variare l’acustica, ed i pareri positivi riguardanti questa soluzione non si sono fatti attendere: infatti Francesco Renga, dopo la sua performance in seguito alla cerimonia di inaugurazione, ha fatto le sue congratulazioni pubblicamente a tutti per l’ottima acustica e le facilities del teatro.

Una parte del lavoro svolto dalla Decima, seppur di fondamentale importanza, è invisibile o ignorata dal pubblico: i meccanismi di scena. Questo progetto comprende una botola di fondo palcoscenico a quattro settori indipendenti con automazione elettrica, una piattaforma motorizzata con Spiralift della fossa dell’orchestra, cinquanta metri quadri di pedane modulari con movimento di elevazione manuale, 230 m2 di graticcia a doghe, tre tiri scenici motorizzati, sei tiri puntuali con paranco a catena 500 kg, due paranchi a catena traslabile, un tiro scenico per schermo avvolgibile e tre ponti luce motorizzati precablati. Tutto dietro le quinte!

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