Luciano Ligabue – Monza 24 e 25 settembre

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di Giancarlo Messina

Il nome di Campovolo, musicalmente parlando, è certo ormai legato a Luciano Ligabue, che nell’aeroporto reggiano ha tenuto i suoi grandi eventi, chiamando a raccolta centinaia di migliaia di fan.

Quest’anno abbiamo però assistito ad un cambio di venue. Vox populi dice che Luciano avesse intenzione di fare alcuni grossi concerti in location italiane particolarmente innovative e storicamente importati, ma che poi il progetto sia naufragato più che altro per motivi logistici.
Non è invece tramontata l’idea di utilizzare per un unico grande evento il Parco di Monza, luogo davvero meraviglioso e fin adesso mai usato per eventi di questo calibro (il Gods of Metal non è paragonabile per numero di partecipanti). Progettato come reggia extra-lusso nella seconda metà del ‘700 per l’Arciduca Ferdinando d’Austria, fu trasformato in parco da Napoleone e poi aperto al pubblico dagli austriaci dopo la Restaurazione.
Stiamo quindi parlando di un parco storico immenso, ben 685 ettari, che contiene di tutto: tre ville storiche, tre mulini, 26 cascine e soprattutto 110.000 alberi ad alto fusto; ma anche la pista del celebre autodromo ed uno dei più bei campi da golf italiani, proprio quest’anno sede dell’Open d’Italia, tappa dell’European Tour.
Questo luogo è ovviamente molto utilizzato anche per altre attività, e non poteva mancare anche un folto gruppo di ambientalisti pronti a difenderne l’integrità ad ogni costo, per i quali automobili e golf sono già attività di disturbo, figuriamoci un mega-concerto rock.

Eravamo quindi curiosi di vedere cosa sarebbe successo con l’arrivo del popolo di Liga, non proprio numericamente modesto: circa 130.000 spettatori in due serate, senza contare gli addetti alla produzione.

Non è ovviamente mancata qualche polemica, riguardante fondamentalmente l’erba calpestata (sic.) ma a noi risulta che lo spazio sia stato accuratamente rispettato e ripulito, e che non abbia subito alcun serio danno a causa del concerto.

Ma parliamo dello show. Tecnicamente parlando è un clone dell’ultimo show di Campovolo: stesso palco, stesso video, stesso PA. Le uniche novità scenografiche sono i nuovi contributi video. Ovviamente il concerto, artisticamente parlando, è invece del tutto diverso, ed ha riscosso il plauso dei tanti fan accorsi al richiamo del Liga.
Il proverbio che recita “Squadra vincente non si cambia” qui è stato esteso a “Show vincente non si cambia”. Tutto sommato una scelta che non si può biasimare più di tanto, certamente economicamente più sostenibile e in grado di ottenere comunque l’apprezzamento del pubblico.
Crediamo che nel nuovo prossimo tour invernale i creativi della squadra di Liga avranno certo modo per potersi esprimere altrimenti.
D’altra parte tutto è stato davvero perfetto: l’audio di Alberto Butturini, con PA RCF, andato in bolla dopo i primi due o tre brani, era qualitativamente pari ad un disco, anche per la scelta di tenere un volume robusto ma mai eccessivo: per paradosso più forte nella zona in fondo, coperta dai delay, che non nella zona coperta dal main! Che dire: “Mente” è uno di quei professionisti che, come il vino buono, migliora di anno in anno... e già si partiva da un livello eccelso.
Le luci di Jò Campana, stilose e dinamiche come sempre, si sono perfettamente integrate con l’enorme video, cosa non affatto facile, vero protagonista del visual. Qui le trovate dei creativi ci sono certamente piaciute, anche se non ci hanno mai lasciato a bocca aperta: forse abbiamo visto troppi concerti negli ultimi 20 anni!
Bello come sempre il pubblico di Liga, anche se questa volta ci è sembrato meno caloroso e rumoroso, forse molto concentrato sull’esecuzione dei brani o forse troppo intirizzito dal freddo che, al tramontare del sole, è arrivato come una mannaia inaspettata sul Parco.

I dettagli tecnici e della produzione ve li facciamo raccontare dalla viva voce degli addetti ai lavori.

La produzione

Orazio Caratozzolo è il produttore esecutivo per F&P Group, la società di Ferdinando Salzano che ha co-prodotto l’evento con Riserva Rossa di Claudio Maioli, manager di Ligabue: 

“Rispetto a Campovolo, un aspetto logisticamente più difficile è la viabilità – ci spiega Orazio – perché lì eravamo in periferia, qui siamo in pratica al centro della città, anzi, al centro di quattro comuni. L’esperienza del Gran Premio fa sì che i vari enti siano preparati ad accogliere un pubblico numeroso, anche se la prova del campionato mondiale di Formula 1 finisce nel primo pomeriggio e all’imbrunire è già quasi tutto finito, cioè quando tutti i mezzi pubblici sono ancora in funzione: pullman, tram, metropolitane. Nel nostro caso il concerto finisce alle 11,30 quindi dobbiamo contare solo sulle nostre forze; siamo però molto soddisfatti, perché ieri sera gli ottanta mila, arrivati con circa trenta mila auto, hanno impiegato appena due ore per liberare tutta l’area, comprese tutte le strade che portano alle tangenziali. 
“Fondamentale è stata la collaborazione con le autorità locali – continua Orazio – e colgo l’occasione per ringraziare la Dott.ssa Simonetta Vittoria, responsabile della viabilità di Monza, che coordina la Polizia Municipale, i trasporti ed i parcheggi. Abbiamo iniziato a incontrarci molti mesi prima, e grazie a una reciproca sinergia abbiamo messo a punto un sistema molto efficace. Stiamo utilizzando uno spazio che non è solo nostro, dobbiamo quindi tener conto di tutti i cittadini che vogliono fare una passeggiata, una corsa o portare a spasso il cane, cercando quindi di non creare alcun impedimento o intralcio a queste persone. Fra l’altro, nelle stesse due giornate, sabato e domenica, nel paddock del circuito si è svolto un evento BMW che ha portato altre 35-40 mila persone al giorno. Fortunatamente tra i due eventi c’è stata massima collaborazione ed è andato tutto bene.
“Abbiamo scelto di riutilizzare il palco degli anni passati perché si tratta di una struttura unica nel suo genere – ci spiega Orazio – davvero ottimale in situazioni come questa, perché risolve il problema della visibilità del pubblico da qualunque angolazione, cosa impossibile con i palchi tradizionali. È stato comunque fatto un grosso lavoro sui video e sulle luci, che alla fine sono quelli che caratterizzano lo spettacolo. Anche i fornitori sono gli stessi: d’altra parte stiamo parlando del meglio che ci sia sul mercato e tutto è sempre andato benissimo. Cambiare per il gusto di cambiare non avrebbe senso”.

Il direttore di produzione e responsabile della struttura è invece il sempre simpatico Franco Comanducci con la sua Diligenza: “Non è che un palco utilizzato due volte sia poi una cosa così negativa! – afferma con la sua calata toscana –; a Luciano ed al suo manager Maioli il palco è sempre piaciuto molto e mi hanno chiesto di rifarlo, cosa che a me ha fatto moltissimo piacere. Inoltre in caso di pioggia il palco è coperto, anche se il tetto è molto alto, ben 19 metri: se piove senza vento la parte centrale è salva, ma d’altra parte in caso di pioggia controvento anche con un classico blackbox ci si bagna lo stesso. Alla fine nella vita ci vuole sempre un po’ di fortuna, no? Fin adesso ci è andata sempre bene. Siamo comunque al lavoro sul prossimo tour invernale.
“La logistica in questa venue è stata più complessa rispetto a Campovolo – ci spiega Franco – perché lì eravamo gli unici fruitori; qui durante l’allestimento abbiamo avuto il Gran Premio di Formula1, con relativo stop di ingresso ai mezzi pesanti per quattro giorni, ma anche l’Open di Italia di Golf (vinto fra l’altro da un grandissimo Chicco Molinari con nostra indicibile gioia! –ndr.), e non abbiamo potuto utilizzare l’accesso frontale. Inoltre esiste un’unica strada che consente di arrivare su questo prato. Abbiamo cominciato a lavorare il 25 agosto e nonostante le soste obbligate abbiamo montato la produzione nello stesso tempo di Campovolo. Certamente abbiamo fatto ogni sforzo per cautelare l’area del parco: ad esempio abbiamo usato gli Arena Panels per pavimentare la strada per i mezzi pesanti e tutto intorno al palco, proprio per evitare di scoprire il fianco ad eventuali critiche”.

Lo show visuale

Il lighting designer è Jò Campana. Ci facciamo spiegare qualche novità nell’allestimento dei questo spettacolo: “L’aspetto architetturale del palco è rimasto lo stesso, ho cambiato giusto la disposizione delle truss, adesso non più in linea con le travi portanti ma orizzontali, così che i fari lavorino molto meglio, raggiungendo più posizioni, ed il tetto sembri più pieno; è una cosa che non ho potuto fare lo scorso anno per la presenza dei motori variabili che dovevano essere per forza in punti specifici. La novità principale per quanto riguarda i proiettori è l’ingresso di questi nuovi prodotti Vari*Lite VL4000, usati per la prima volta in Italia, dei wash-beam molto performanti e versatili, cosa per me molto importante, vista la presenza invasiva dell’enorme schermo video: uniformità e potenza straordinarie e gobos perfettamente intellegibili anche da 12-14 metri sono le caratteristiche che ho apprezzato maggiormente. Ne uso 68, e ovviamente sono tutti del service Agorà, il service luci. Poi ho ben 230 Bumblebee Light Sky, un nuovo prodotto di produzione cinese davvero identico a prodotti molto più costosi.
“Questa venue è più delimitata rispetto a Campovolo – continua Jò – e questo mi aiuta nella gestione del fumo, che permane maggiormente anche grazie all’umidità davvero notevole. Una piccola novità è l’uso di quattro Sharpy e due DWE installati su ognuna delle torri delay dell’audio: ho clonato la programmazione di questi fari da quattro fari del palco con un cursore che posso aprire o chiudere quando voglio, quindi la programmazione va in automatico per tutto lo show: quando apro ho comunque 40 Sharpy che girano in sala, creando per tutta la venue un gran bell’effetto, soprattutto visto da lontano o dall’alto. Anche l’artista si gode lo spettacolo dal palco: un piccolo escamotage che però crea una bella atmosfera in una venue così grande.
“Abbiamo lavorato molto di più sulle riprese video live – ci dice Jo – proprio per far vivere il palco anche allo spettatore più lontano: abbiamo sempre del live, spesso trattato, che interagisce con le grafiche. I video grafici sono di Marino Cecada, Roby Costantino e Paolo De Francesco, mentre il regista live è Ricky Guarneri.
“Molto importante è stato il lavoro che ho svolto in WYSIWYG proprio qui nel mio box: mi sono fatto portare un grande monitor, la console, ed ho preparato la programmazione dei pezzi, così poi ho dovuto fare sul posto solo le rifiniture, un modo per andare sul sicuro anche in caso di maltempo.
“Uso una grandMa Full Size ed una Light come spare: devo dire che i tre schermi e i bottoni in più della Full mi sono tornati utili. Siamo sganciati dal clock, infatti richiamo la macro di ogni canzone con la propria programmazione, e poi io curo a mano i soliti interventi di blinder e strobo, secondo una prassi ormai consolidata”.

Il service video è STS, il cui responsabile è Giovanni Vecchi: “È la stessa soluzione del concerto di Campovolo – ci spiega – tranne che per la fascia del LED in cima al palco. Usiamo pannelli passo 15 mm per lo schermo grande, ben 64 metri di larghezza per 12 di altezza, mentre per la fascia sopra al palco usiamo un passo 9 mm, per una superficie di 37 metri di lunghezza per 1,20 metri d’altezza.
Per realizzare il grande schermo usiamo 1536 mattonelle, un numero imponente, tanto che le abbiamo dovuto noleggiare in Europa, poiché il nostro materiale è al momento in giro per l’Italia con altri eventi. Lo abbiamo montato tutto in due giorni, inizialmente impiegando una trentina di persone, poi, nei giorni successivi, ci siamo occupati delle telecamere e del funzionamento di tutto il sistema, rimanendo in 23, utilizzati anche per le riprese del concerto. Tutti i collegamenti video sono in fibra, tanto che ne abbiamo steso qualche chilometro. Unica novità è una nuova camera in FoH con risoluzione 4K ed ottica da 80X. Questa soluzione è stata necessaria perché alcune inquadrature a tutto schermo avevano bisogno di una telecamera ad altissima risoluzione”.

Ad occuparsi dei media server è Marco “Made” De Nardi: “Gestisco i Pandoras Box insieme a Luca di STS, quindi mi occupo della gestione dei contributi e del live, che sono il 90% dello spettacolo. Abbiamo una telecamera 4K che proietta sullo schermo 4.000 pixel di risoluzione, quindi per una volta i 4K non sono sprecati. 1920 pixel sarebbero infatti pochi per un full-screen: si tratta di un esperimento che, pur con qualche difficoltà, sta funzionando. Dobbiamo utilizzare due SDI per poter buttare fuori il 4K, quindi come se si acquisissero due 1920. I Pandoras faticano un po’ con questo formato, ma comunque la nuova release dovrebbe migliorare la situazione.
“Abbiamo sei segnali di ingresso – ci spiega – quindi sei immagini diverse che possiamo usare sullo schermo; c’è ovviamente Ricky Guarneri che cura la regia live, il quale dirige anche il traffico sui miei segnali di ingresso, in accordo con la programmazione che è stata fatta. Il live viene spesso effettato o mischiato ai contributi, diciamo che abbiamo meno finestrelle e più full screen. I video sono sempre agganciati al Pro Tools del tastierista tramite Time Code, tranne in alcuni brani, come quelli in acustico, in cui ci sganciamo”.

L’audio

Affrontiamo l’aspetto audio partendo da Willy Gubellini, per l’appunto il responsabile audio dell’evento: “Il mio ruolo è sempre lo stesso, quello di responsabile dell’audio, cosa che prima facevo come Nuovo Service, azienda non più operativa, ed adesso con l’altra mia azienda Belli&Pettinati, di cui sono co-titolare, nata venti anni fa per i lavori al di fuori dell’ambiente musicale. Il PA è arrivato parte dall’Italia e parte dall’estero, come lo scorso anno, quando la fase di revisione e collaudo prima del montaggio era stata eseguita presso RCF, in uno spazio che però quest’anno non era disponibile. Così ci siamo appoggiati al service Piano&Forte che ci ha fornito uno spazio sufficientemente grande ed ha lavorato insieme a noi nella messa a punto dei tanti sistemi. Le console, come i microfoni e gli altri accessori audio, sono state invece fornite da Agorà su indicazione di Mente, anche in prospettiva del prossimo tour. Non abbiamo avuto grossi problemi, sia per la squadra collaudata sia per il tempo piuttosto clemente, a parte una temperatura serale piuttosto rigida: sia Luciano sia il suo manager sono rimasti soddisfatti, così come il pubblico. Quindi direi che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo”.

La regia FoH

La prima osservazione di Alberto “Mente” Butturini questa volta è puramente estetica: la nostra normalmente impeccabile camicia mostra una piccola macchia malamente dissimulata dal ciondolante pass (accidenti alla salsa barbecue nei doppi humburger del Road House – che per di più non fa proprio molto vegan). Nulla sfugge al fonico veronese, tanto all’orecchio quanto all’occhio! Ma superato questo storico inatteso evento, possiamo cominciare a parlare di audio. Questa volta un’osservazione la facciamo noi: la posizione della regia audio è piuttosto decentrata rispetto al palco; Alberto prima sorride e poi ci spiega: “A Campovolo la regia era in asse rispetto al main right, qui mi è stato chiesto di liberare ancora di più il centro per ragioni di visibilità, e così sono finito in una posizione non molto favorevole, cioè a lato del main dove c’è una interazione piuttosto importante con il side; per questo abbiamo provveduto e rifasare il side con il main in modo da mettermi in una situazione di somma dei due sistemi. Ho quindi fatto le prove in asse davanti al cluster e poi ho spostato la regia, ma devo dire che non ho avuto grandi scompensi.
“La novità più grossa – continua Alberto – è il cambio del banco, perché dopo molti anni di DiGiCo SD7 sono passato alla SSL con cui mi sono trovato molto bene. Non è che quella di prima non andasse bene, è sempre una grande console, ma mi sembrava che il suono di questo banco fosse più adatto a questo genere musicale, perché è molto morbido e compatto. Pure il software mi pare ben fatto, anche se certo ho dovuto ricominciare da capo dopo tanti anni di SD7, ma questo fa parte del nostro lavoro.
“Ho distribuito tutto in vari stem in safe, in modo tale che, se devo fare un update in corso di serata, ad esempio mi serve più cassa, prendo lo stem della cassa, aggiungo un paio di dB e poi mi porto la variazione sempre dietro per tutto il concerto. Gli stem sono assegnati al master L&R, mentre i canali ovviamente non sono assegnati al master. Poi ho un DCA con tutta la band escluse le voci di Luciano, perché mi serve avere un margine per poter dare più spazio alla voce nel mix generale.
“La console ha un sommatore che trovo ottimo, lavora a 96/24, è molto potente e non si imballa mai.
“Ho scelto di non avere outboard – continua Alberto – anche perché in questo genere di rock basta trovare un bel riverbero per la batteria e un buon ambiente per la voce; i compressori multibanda e gli equalizzatori dinamici interni sono spaventosi, quindi non serve altro. Avevo portato Soundgrid ma non l’ho mai nemmeno acceso. Sul palco ci sono i tre stagerack che vanno nel Concentrator SSL e da quello il segnale arriva in fibra ottica a me ed al fonico di palco Stevan Martinovic che usa la stessa console.
“Sulla maggior parte dei canali non c’è quasi niente – ci spiega facendoci vedere sui monitor – se non una leggerissima compressione. Su Luciano la catena è quella consueta: dopo il microfono DPA d:FACTO e il preamplificatore SSL, metto un de-esser, poi un equalizzatore, un compressore multibanda e poi un ritocchino di equalizzazione generale fatto con l’EQ del canale. Il microfono è sdoppiato per palco e passerella, perché ovviamente quando Luciano canta davanti al PA devo usare un’altra equalizzazione, anche durante il set acustico: quando lui comincia a venire dentro il fuoco della tromba io commuto il microfono con un’equalizzazione in cui le frequenze più rischiose, dai 6.000 Hz in su, sono leggermente attenuate, in modo da essere più puliti. Fin adesso nessun problema di innesco.
“La batteria è lavorata in maniera piuttosto standard – ci dice – uso solo il  Bass Compressor di SSL per dare quel particolare effetto “colla” ed avere il suono molto compatto e ben tenuto insieme. Per il resto è tutto molto libero. Le chitarre sono microfonate dal loro ampli e in questo concerto abbiamo cambiato microfoni, sostituendo nella coppia SM57-EV Cardinal quest’ultimo con un Audio-Technica AT4050, ottenendo un suono ancora più bello e caldo. Molto particolari sono le tastiere, perché abbiamo abbandonato tutti gli emulatori e usiamo solo strumenti originali: un Wurlitzer, i Rhodes, microfonati dal loro ampli Fender, un Hammond con il Leslie: tutto passa anche da un sommatore Tonelux, in modo che il musicista possa scegliere i vari percorsi sonori: insomma una serie di combinazioni che danno mille sfumature di colore, molto belle ed efficaci”.

L’impianto

A curare il progetto acustico ed a lavorare come PA Engineer è Emanuele Morlini: “Il main RCF è identico a quello usato a Campovolo, di proprietà di Riserva Rossa, un 5‑vie: i satelliti sospesi a tre vie, accoppiati a dei sub appesi con i doppi 18” e dei sub a terra con i doppi 21”. Il main è di 24 moduli, i side di 20 moduli con i TTL55-A, mentre i sub sospesi sono 12 moduli TTL36-AS per lato e  a terra ci sono 72 casse TTS56-A, con 20 gruppi da tre in cardioide fisico, curvati fisicamente seguendo l’andamento del palco; la linea curva è completata da tre gruppi per lato di sub in configurazione end-fire per estendere il campo sonoro ai lati, perché il fascio sonoro dei sub è di circa 110°, e per coprire anche i lati usiamo questi sub che puntano lateralmente, così da garantire la copertura più esterna.
“Il sistema dei delay prevede 11 torri – ci spiega Emanuele – ma stasera abbiamo tolto l’ultima fila perché il parco sarà meno pieno; ogni torre è composta da 16 moduli e 6 sub in end-fire con tre gruppi da due sub, tranne le due centrali della prima fila. Questo garantisce che le torri non suonino dietro, migliorando molto l’ascolto del pubblico. La distanza delle prime torri dal main è di 65 metri, mentre le successive sono poste a 75 metri e poi a 70 metri.
“Una cosa diversa da Campovolo è il sistema di distribuzione del segnale, perché l’anno scorso era in fibra ottica, raddoppiato in analogico per sicurezza; quest’anno, per semplificare e risparmiare, abbiamo scelto la sola normale distribuzione in analogico. Tutto il cablaggio è stato interrato dentro canaline sottoterra scavate appositamente. Per ogni torre abbiamo portato l’alimentazione e un cavo di segnale multipolare che trasporta sia il segnale analogico sia il segnale di controllo, perché ovviamente tutto il sistema è monitorato in tempo reale per ogni singolo elemento; nelle stesse canaline passa il controllo per i proiettori che integrano il disegno luci.
“Io ricevo quattro segnali stereo – continua Morlini –: un segnale da Alberto per il main, uno spare dal mixer del main, un main dal mixer spare ed uno dal mixer della band di supporto. Alla fine tutto entra in una matrice Meyer Sound Galileo da cui ottengo anche il segnale monofonico; divido il segnale in L+R per il main e mono per i sub appesi, i side e i sub a terra. Io mando un segnale full-range, poi l’elaborazione, come i ritardi e l’EQ, avviene a bordo delle casse. Sui miei monitor visualizzo in tempo reale l’andamento di ogni singolo componente e posso intervenire in caso di necessità. Ad esempio qui di sera è umidissimo: l’umidità, la ‘guazza’, veicola meglio il suono, perché più l’aria è densa più c’è materia attraverso la quale il suono si propaga più facilmente; ma poi subentrano la temperatura e l’inversione termica dovuti alla presenza del pubblico. È difficile prevedere cosa succederà durante il concerto, quindi ho una mia curva di riferimento ottimale decisa col fonico, e compenso l’impianto usando quella come riferimento.
“Inoltre prima del concerto – conclude Emanuele – rifaso anche i sub! perché la presenza della gente, specie su grande scala, porta ad uno sfasamento: di solito pochi se ne accorgono, ma qui lavoro col gotha della professionalità italiana, e niente sfugge! Alberto ad esempio intuisce in un istante ogni più infinitesima variazione io apporti all’impianto!”.

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Luciano Ligabue 
Il Gruppo  
Batteria   Michael Urbano
Chitarre  Fede Poggipollini
Chitarre  Max Cottafavi
Basso  Davide Pezzin
Tastiere  Luciano Luisi
Tromba e flicorno  Massimo Greco
Sax tenore  Emiliano Vernizzi
Sax baritono  Corrado Terzi
Management  Riservarossa s.r.l.
Claudio Maioli
Ass Maria Grazia Falcaro
Staff Artista 
Comunicazione online  Marco Ligabue
Redazione  Pietro Casarini
Documentazione fotografica  Jarno Iotti
Assistenza legale  Patrizio Visco
Assistenza artista  Luca Guerra
Elisa Boltraffio
Prompter  Umberto Zini
Band Assistant  Paolo Salandini
Stylist  Lucia Chiappini
Assistenza Management e sponsor  Daniela Bellesia
Vocal Coach  Maurizio Zappatini
Credits 
Ideato da  Luciano Ligabue
Claudio Maioli
Regia  Luciano Ligabue
Prodotto da  F&P Group srl e Riservarossa srl
Ferdinando Salzano e Claudio Maioli
Produttore Musicale  Luciano Luisi
Palcoscenico e  Franco Comanducci
Progetto scenico  Utte Balestro
Lighting Designer/programmer/operator  Jò Campana
Direttore di Produzione  Franco Comanducci
Regia Live  Riccardo Guernieri
Ass. Fabio Battistin
Contributi video  Robby Costantino
Marino Cecada
Paolo de Francesco
Manager video SMPTE  Marco "Made" De Nardi
Produzione  Simone Antoniucci
Marzia Cravini
Paolo Rizzi
Francesco Acciari
Ingegnere audio FoH  Alberto "Mente" Butturini
Ingegnere monitor  Stevan Martinovic
Direttore dei lavori  Icaro Daniele
Resp. allestimento camerini  Claudia Campagna
Ass. Giulia Galassini
F&P Group Srl 
Amministratore delegato  Ferdinando Salzano
Responsabile divisione produzione
   / produttore esecutivo 
Orazio Caratozzolo
Responsabile divisione eventi & TV  Barbara Zaggia
Responsabile comunicazione  Veronica Corno
Responsabile concerti per Italia ed Estero  Ivana Coluccia
Divisione Produzione  Gianluca Fiore
Francesca Bevilacqua
Daniela Garavaglia
Massimo Moretti
Marco Facchini
Michele Bordogna
Divisione Eventi  Beatrice Borgo
Simona DeFilippis
Francesca Tumolo
Responsabile divisione ticketing  Riccardo Brambilla
Ticket office Executives  Giulia De Brasi
Alessandra Biase
Diana Schack
Giuditta Righetti
Ticketing assistant  Gaia Pinzello
Ufficio Promozione  Francesco Colombo
Assistente uff.Promozione  Carlo Crippa
IT Manager  Michele Azzolari
Ufficio Pass  Micol Beccaria
Coordinamento e assist. al prod. Esecutivo  Cristina Bondi
Responsabile servizio di controllo  Valerio Capelli
Coordinatore sicurezza CSE  Paolo Cappellini
Site coordinator  Piero Chiaria
Matteo Chichiarelli
Roberto Livatino
Michele "Metallo" Marini
Antonio Donato
PRY srl Coordinatore servizio di controllo  Antonio Guglielmo
ATS srl Coordinatore servizio di controllo  Fabio Marsili
Ufficio Pass  Lorna Pagano
Progettazione impianto elettrico produzione  Paolo Perrotta
Architetto progettazione
    avanzamenti planimetrici 
Federica Poggi
Progettazione impianto elettrico area  Claudio Scheri
Site coordinator iter burocratico e certificati  Paolo Vettorello
Progettista prev.incendi
    /pianificazione emergenza 
Raul Zacchè
Comunicazione online
    canali artista e fan club
 
Eventidigitali srl
Capoprogetto  G.B. Tondo
Redazione e Coordinamento  Elena Sassi
Web Developer  Marco Pignatti
Redazione  Daria Scaglia
Sara Ciravolo
Fan club  Katia Guerzoni
Silvia Benetti
Documentazione fotografica  Maurizio Bresciani
Cristian Iotti
Nico Cagarelli
Riprese e documentazione evento  Eventidigitali Films Srl
Capoprogetto  G.B. Tondo
Riprese  Ivano Baltieri
Marco Gelmini
Distribizione discografica  Warner Music Italia
Marco Alboni
Raffaele Razzini
Massimo Recine
Palcoscenico  La Diligenza Srl
Paul Jefferey
Franco Comanducci
Utte Balestro
Francesco “Francescone" Rompato
Federico Frezzati
David Giannoni
William Bormetti
Vincenzo Pecunia
Alan Brezavscki
Gabriele Russiani
Slavko Zlatkovic
Marco Barracu
Emiliano Marino
Andrea Shiller
Raffaele Colella
Ivo Huetz
Guido Rossetti
Polizzi Emiliano
Pellicano’ Massimo
Luci  Agorà srl
Resp.  Wolfango De Amicis
Lighting crew chief  Daniele Francescone
Rigger  Simone Bugatti
Giovanni De Santis
Dimmer man  Livio Lo Faro
Cable Manager  Stefano Valle
Network manager  Emanuele Valgelatos
Vittorio Graziosi
Moving head tecnician  Michele Donninelli
Onori Francesco
Tecnicians  Carrano Raffaele
Alfonso Giardinis
Sandro Di Lauro
Audio  RCF S.p.A.
Responsabile  Fabrizio Grazia
FoH System Engineer  Emanuele Morlini
Responsabile RCF Factory  Fabio Capello
Service audio  Agorà srl
Resp.  Wolfango De Amicis
Responsabile PA FoH  Stefano Guidoni
Tecnico delay  Silvio Visco
Assistente FoH  Domenico Lettini
Assistente monitor  Simone Di Pasquale
Tecnico PA FoH  Marco Marchitelli
Stage manager/backline  Salvatore Fauci
Tecnico palco/backliner  Gherardo Tassi
Alessandro Fabbri
Progetto e coordinamento  Belli&Pettinati srl
Willy Gubellini
Coordinamento palco  Angelo Caselli
Tecnici Audio Recording  Daniele Mascheroni
Alberto Mariani
Stefano Redaelli
Fabrizio Mascheroni
Tecnici delay  Vittorio Sberveglieri
Pierandrea Spedicati
Daniele Santi
Tecnico palco/backliner  Federico Galazzo
Video e riprese live  STS Communication Srl
Responsabile commerciale  Alberto Azzola
Responsabile tecnico  Giovanni Vecchi
Operatore pandora’s box media server  Luca “dado” Manzoni
Tecnici video  Mirko Lenaz
Simone Borri
Antonino Devita
Luca Cerrato
Fabio Piccinin
Fabio Carucci
Capo tecnico LED  Adrien Tortel
Tecnici LED  Marc Gronosky
Antonio Grillo
Alessandro Pari
Luca Tacconi
Catrambone Roberto
Morreale Luigi
Porqueddu Gabriele
Luca Pennisi
Responsabile regia video  Olivier Dier
Operatore mixer video  Elettra Di Stefano
Operatori controllo camere  Daniele Pozzi
Michele Quinto
Operatori camera  Gianfranco Ranni Senese
Giacomo Ferri
Franco Palumbo
Gianni Gaudenzi
Massimiliano Pietrantonio
Operatore steadycam  Andy Galeazzi
Assistente operatore steadycam  Giovanni Ficetola
Operatori jimmy jib  Pasquale Barisano
Alessandro Dini
Luca Battistella
Massimo Liistro
Federico Cavagnini
Davide Montepaone
Macchinisti jimmy jib  Nicola Pagnoncelli
Leonardo Dragonetti
Francesco Di Lecce
Franco Lovisi
Rigging    
Head rigger  Mauro Marri
Claudio Alvarez
Gruppi elettrogeni  CME srl
Roberto Paolucci
Stefano Paolucci
Roberto Zambon
Albert James Alves
Giovanni Barbato
Federico Diamanti
Carlo Benvenuto Catto
Marino Cosner
Ruzhdi Curi
Massimo Mauriello
Andrea Mencarelli
Domenico Soprano
Stefano Batino
Adriano Trombesi
Aldo Venturini
Catering  Maccaroni Bros srl
Chef  Lorenzo Santorsola
Responsabile sala  Francesca De Falco
Cuoca  Barbara Alfieri
Responsabile distribuzione  Tiziana Borlotti
Assistenti  Ecaterina Renta
Tatiana Chirica
Chef  Fabrizio Palazzo
Assistente  Lisbet Salinas
Runner e coordinatore  Giampiero Penna
Ufficio stampa  Parole e Dintorni
Resp.  Riccardo Vitanza
Hotel  Lino Fiocco sas
Lino Fiocco
Lorena Richiedei
Trasporti  G.M. Gamund
Gianni Barboni e tutto il suo staff
Transenne antipanico
    e sistemi di pavimentazione protettivi
 
EPS srl
Allestimenti sponsor  Media Country srl
Daniela Bellesia
Alessandra Picierno
Gianluca Vascelli
Andrea Picierno
Apparati e sistema di comunicazione radio  MTCOM srl
Resp.  Mario Tagliani
Marco Monti
Agostino Massaro
Salvatore di Betta
Mirca Musolesi
Federica Perrone
Viabilità/accoglienza/esodo  Lorenzo Bigliardi
Tiziano Ganapini
Merchandising  Maxdevil
2Effe srl
Massimo Faietti
Alice Faietti
Grazia Riccò
Maurizio Galanti
Marco Bellei
Valentina Crema
Ristorazione  Daele Banqueting
Roberto Franchini
Arrampicatori  Brostage
Facchinaggio  WLS
Arrampicatori  DNA Solution
Runner  Street Wise
Runners  Gianpaolo Agnelli
Alice Lorenzini
Sollevatori telescopici  Merlo srl
Carrelli Elevatori  Colarusso srl
Autogru  Vernazza srl
   Cavalca srl
Bagni chimici  Toi Toi
Gazebi e tende  Pubblifest
Recinzioni e transenne  DNA Solution
Container  T.M.T. srl
Estintori  MMA Estintori
Frigoriferi  Pubblifest
Noleggio golf cart  Isella

 

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La finale del 78° concorso di bellezza è stata trasmessa il 9 settembre su LA7  

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Premiato il lightshow Ayrton a LDI

La casa costruttrice francese Ayrton è stata premiata alla fiera LDI 2017, a Las Vegas, per “L’uso più creativo della luce” nello stand. Guardate il video.

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Il nostro saluto a David Zard e Bibi Ballandi

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L'azienda laziale AMG International ha fornito sette dei nove palchi presenti nei tre padiglioni della recente fiera MIR utilizzati da Live You Play, comprese le strutture in americana su cui...

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Consegnati ad Agorà i primi 240 diffusori L-Acoustics K2.

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