Goa Club - Tendenze europee nel cuore di Roma

Questa nuova serata in discoteca abbiamo deciso di passarla al Goa di Roma. Locale che da sempre propone musica elettronica e di ricerca, nato dalle ceneri di un negozio di moto ai bordi di un vecchio mercato rionale.

di Alfio Morelli

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Giancarlo Battafarano, uno dei soci del Goa.

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Oreste Parmentola, uno dei titolari di AudioFactory.

L'idea prende vita diciassette anni fa, da due DJ insieme a due partner commerciali: una discoteca che non si limitasse a proporre solo musica di ricerca ed elettronica, ma che fosse in grado di trasformarsi anche in sala live o in spazio teatrale o espositivo; insomma uno spazio polivalente ed aggregativo per i giovani.

La nostra curiosità per il Goa è cresciuta quando il locale è stato scelto per ospitare una serie di serate organizzate da “Resident Advisor”, un movimento che, tramite Facebook, è presente in tutto il mondo e raccoglie tutti gli appassionati di musica elettronica, organizzando appuntamenti con DJ di tendenza. Una sorta di tour mondiale in discoteche sparse in diverse nazioni; e in Italia, come dicevamo, è stato scelto proprio il Goa per fare esibire i DJ del loro circuito.

In una di queste serate abbiamo incontrato Giancarlo Battafarano, in arte Giancarlino, che ci ha fatto ripercorrere la storia di questo locale. 

“Nasce diciassette anni fa – ci spiega – da una mia idea: infatti dopo diversi anni passati a girovagare in giro per il mondo, passando da una discoteca all’altra, volevo creare qualcosa di residente nella mia città, Roma. Così ne ho parlato con il mio amico Claudio Coccoluto, altra figura di spicco nel panorama dance internazionale, che ha condiviso il progetto, e siamo riusciti a coinvolgere anche alcuni partner commerciali, dando vita a questo locale.

“Abbiamo ovviamente preso spunto dal meglio dei mille locali che avevamo attraversato – continua Giancarlino – così come dalle nostre mille esperienze lavorative. Prima di noi esisteva già un locale in questa location, ma aveva avuto poca fortuna. Però la venue ci piaceva molto, perché è ubicata, sebbene al centro di Roma, in un quartiere in cui trovava posto nel passato un mercato rionale, quindi con tanti spazi commerciali intorno ma senza appartamenti residenziali. Infatti, progettando un locale come questo, bisogna anche tener conto che occorrono spazi importanti esternamente, in cui  i ragazzi possono anche chiacchierare tranquillamente fumando una sigaretta, a volte a voce un po’ alta, situazione sgradevole se al piano di sopra dormono delle famiglie. Dopo l’apertura della discoteca, sono arrivate anche altre attività ad occupare gli spazi rimanenti:  bar, ristoranti... facendo diventare questa zona un angolo d’incontro per i giovani romani e non”. 

Come sono cambiate in questi anni le tendenze giovanili?

Non trovo che ci siano state delle variazioni stravolgenti, ma un percorso di rinnovamento musicale fisiologico naturale. Per una volontà della direzione artistica del locale, ed anche per una mia natura, il Goa propone sempre nuove tendenze, è un continuo percorso di ricerca musicale che io e Claudio cerchiamo di proporre con nuove scelte, a volte anche azzardate; ma vediamo che il nostro pubblico le apprezza, dandoci sempre la forza di andare avanti su questa strada di ricerca. 

Quindi da voi il commerciale non entra...

Assolutamente no: ho vissuto e frequentato negli anni passati gli ambienti commerciali, ma ben presto quelle tendenze hanno lasciato spazio alla mia voglia di ricerca, alle nuove possibilità offerte dalla musica elettronica, nelle sue mille sfaccettature; siamo sempre in cerca di sperimentare e creare qualcosa di nuovo e di interessante. 

Chi è il frequentatore tipo del Goa?

Il nostro zoccolo duro è il pubblico al quale piace la musica elettronica; lo puoi trovare ad Ibiza, a Berlino, nei festival estivi in giro per l’Europa: un pubblico attento ai cambiamenti. Il giovane italiano è più legato al clubbing, ma non disdegna, ogni tanto, di prendere qualche volo low cost e farsi una serata in giro per l’Europa. Anche noi ogni tanto organizziamo delle serate, in altre location, da 10/20 o trentamila presenze; la nostra serata più popolare è Amore, una serata a Capodanno che è arrivata anche a 33.000 presenze.

Quali sono i vostri programmi futuri?

Continueremo ad andare avanti con i nostri programmi classici: le quattro serate settimanali, giovedì, venerdì, sabato e domenica. Quando capita l’occasione organizziamo qualche serata con dei DJ famosi, ma lo facciamo in altri siti più idonei, capaci di contenere dalle tre alle cinquemila persone, perché il Goa ha una capienza di circa 700 persone; poi, ogni tanto, non disdegniamo qualche evento aziendale.

Quanto reputi importante la parte tecnica per una discoteca?

Il nostro successo è basato sulla musica che proponiamo, quindi non possiamo trascurare l’importanza dell’impianto audio e l’acustica stessa del locale. Per questo, collaboriamo da molto tempo con un’azienda romana, Audio Factory, che ci ha montato le sue attrezzature e ci segue con la manutenzione. Anche questa è stata una scelta ponderata: non ci siamo fatti condizionare dalle mode o dai marchi, ma vista l’esperienza mia e di Claudio, abbiamo scelto questa azienda per la qualità dei loro prodotti e per la serietà delle persone che la compongono.

Ringraziamo Giancarlo per la disponibilità, ma anche per il gancio che ci ha fornito per passare al discorso prettamente tecnico. È infatti naturale, a questo punto, scambiare qualche battuta con Oreste Parmentola, uno dei titolari di Audiofactory.

“Il Goa è una discoteca abbastanza difficile da accontentare – ci spiega – visto che due dei proprietari sono dei famosi DJ, che hanno girato mezzo mondo e hanno suonato in migliaia di discoteche con i più svariati impianti audio. Ma il risultato finale desiderato era molto semplice: un impianto audio all’altezza della situazione. Conoscevamo il genere musicale che doveva essere riprodotto in questa discoteca, e che oltre a vinili e CD spesso sarebbero passati anche artisti provvisti di tracce registrate e prodotte ai massimi livelli. Bisognava quindi inserire nell’ambiente un sistema che potesse avere una risposta molto estesa in frequenza, emettere una pressione sonora importante per il locale, con un’headroom altrettanto importante; ma soprattutto un ambiente che rispondesse acusticamente al meglio a queste caratteristiche. In seguito ad uno studio acustico, siamo intervenuti su alcuni particolari con interventi mirati, per rendere l’ambiente idoneo alla riproduzione della musica con pressioni importanti.

“Solo a quel punto si è scelto un impianto audio importante – ci spiega – costituito da otto satelliti a due vie, modello FR115, con woofer da 15” e driver da 1,4”, accoppiati a otto subwoofer modello LW181 con un cono da 18” ognuno. In regia abbiamo, oltre ai vari giradischi, lettori CD e mixer, un monitoraggio composto da due FR115, le stesse casse usate per la pista, con due subwoofer mod LW150, diffusore con dei 15”. Inoltre, sparsi per il locale, abbiamo dei diffusori un po’ più piccoli aggiunti per ottimizzare la coerenza della diffusione. Nel rack di pilotaggio abbiamo montato un XTA DP224, un controller con DSP che gestisce due Powersoft X8 e un Lab.gruppen C28. Questo per quanto riguarda l’impianto audio, mentre per le luci non abbiamo installato un impianto molto importante, con molti effetti, ma un sistema piuttosto discreto, con barre LED, PAR LED e strobo che in una discoteca non possono mancare.

“Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto – conclude Oreste – e soprattutto del rapporto nato con il Goa che riteniamo un’installazione di riferimento da mostrare e far sentire ad eventuali clienti”. 

Audio

AudioFactory FR115 dancefloor

AudioFactory LW181 dancefloor

AudioFactory FR115 monitor DJ

AudioFactory LW150 monitor DJ

AudioFactory FR112 bar/privèe

Powersoft X8 ampli/DSP dancefloor/monitor

XTA DP224 DSP bar/privèe

Lab.gruppen C28

Ampli bar/privèe

Luci

20 

DTS FOS100 full color barre LED

Litecraft AT3 PAR LED

Strobo 1500

 

SGM Pilot 2000 controller DMX

 

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