ACUSTICA, PSICOACUSTICA, TECNOLOGIE AUDIO E DINTORNI

di Guido Noselli

 

Impiego e "settaggio" di un sistema di sonorizzazione professionale
FREQUENZE BASSE: Parte 7

 
  ...segue dalla parte 6  
 

Prima di veder cosa è possibile fare in merito nei prossimi articoli, riporto ancora qualche grafico a frequenze diverse e a distanze diverse dai 30 metri, sino a qui tenuti in tutte le simulazioni, perché tutti ne capiscano la portata e soprattutto provino a riconoscere anche con le orecchie durante i reali eventi sonori i risultati che queste simulazioni mostrano solo visivamente.
Questo è un esercizio indispensabile senza il quale tutte queste pagine ed i grafici in esse contenuti, che già valgono solo come tendenza, diverrebbero del tutto inutili.

Quelli qui sotto si riferiscono ai risultati per varie frequenze di centro banda (a parte per 63 Hz gia riportati nelle pagine precedenti di questa serie) tra quelle che i subwoofer riproducono maggiormente in riferimento alle dimensioni e al posizionamento.

50 Hz, 30 mt 50 Hz, 30 mt
80 Hz, 30 mt 80 Hz, 30 mt
100 Hz, 30 mt 100 Hz, 30 mt

Come si vede nei grafici per tutte le frequenze di centro banda considerate, 50,63,80 e 100 Hz, si hanno interferenze negative sul piano orizzontale tra i due gruppi di subwoofer.
Il piano verticale sino ad 80 Hz ha una risposta che appare perfettamente in sintonia con il funzionamento in piston band, mentre a 100 gia mostra l'insorgere dei lobi secondari indicando l'uscita da questa condizione favorevole. Invero la dimensione verticale del gruppo considerando la sua immagine raggiunge ben 4,40 m e si si fa un rapido calcolo 344/4,60 = circa 75 Hz (velocità del suono/dimensione diagonale del gruppo altoparlanti compresa la loro l'immagine) appare evidente che a partire da tale frequenza comincia ad aver luogo interferenza all'interno dello stesso gruppo a cominciare dalla posizione angolare più sfavorevole per l'ascolto o la misura, cioè 90°.

Adesso vediamo cosa succede a distanze diverse simulando una sola banda, 63 Hz, già sufficiente ad evidenziare il comportamento del sistema.

63 Hz,15 mt 63 Hz,15 mt
63 Hz,9 mt 63 Hz,9 mt

Anche in questi casi, 15 e 9 metri, l'interferenza è evidente, anzi se si confrontano i grafici simulati a 30 metri, Fig. 2xA6hvsP2p63m30 e 2xA6hvsG2p63m30, il risultato è addirittura peggiorato perché avvicinandosi alle sorgenti i buchi sono ancora più profondi, mentre, come sempre, il piano verticale mostra il solito buon comportamento.
C'è da notare inoltre che il livello massimo dei bassi nel piano orizzontale viene raggiunto a 90° dall'asse di misura in quanto avvicinandosi da un lato o dall'altro si perde l'effetto somma che si ha centralmente.
Allontanandosi invece come vedremo nei grafici qui sotto simulati a 45 e a 60 metri, le interferenze non peggiorano ulteriormente la distribuzione polare dei bassi che tende a stabilizzarsi.

63 Hz,45 mt 63 Hz,45 mt
63 Hz,60 mt 63 Hz,60 mt

Confrontando il grafici simulati a 30 metri appare evidente che da una certa distanza in avanti l'effetto delle interferenze sulla risposta polare praticamente non subisce ulteriori variazioni peggiorative.

Per questa volta ci fermiamo qui. Nei prossimi articoli vedremo quali possono essere i compromessi migliori per ottenere dispersioni polari più favorevoli alle frequenze basse.

 
 
continua... nel prossimo numero
 
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