ACUSTICA, PSICOACUSTICA, TECNOLOGIE AUDIO E DINTORNI |
di Guido Noselli |
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Impiego e "settaggio" di un sistema di sonorizzazione professionale
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| ...segue dalla parte 6 | ||||||||||||||||||||||||
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Prima di veder cosa è possibile fare in merito nei prossimi articoli, riporto ancora
qualche grafico a frequenze diverse e a distanze diverse dai 30 metri, sino a
qui tenuti in tutte le simulazioni, perché tutti ne capiscano la portata e
soprattutto provino a riconoscere anche con le orecchie durante i reali eventi
sonori i risultati che queste simulazioni mostrano solo visivamente. Quelli qui sotto si riferiscono ai risultati per varie frequenze di centro banda (a parte per 63 Hz gia riportati nelle pagine precedenti di questa serie) tra quelle che i subwoofer riproducono maggiormente in riferimento alle dimensioni e al posizionamento.
Come si vede nei grafici per tutte le frequenze di centro banda considerate,
50,63,80 e 100 Hz, si hanno interferenze negative sul piano orizzontale tra i due
gruppi di subwoofer. Adesso vediamo cosa succede a distanze diverse simulando una sola banda, 63 Hz, già sufficiente ad evidenziare il comportamento del sistema.
Anche in questi casi, 15 e 9 metri, l'interferenza è evidente, anzi se si
confrontano i grafici simulati a 30 metri, Fig. 2xA6hvsP2p63m30 e
2xA6hvsG2p63m30, il risultato è addirittura peggiorato perché avvicinandosi alle
sorgenti i buchi sono ancora più profondi, mentre, come sempre, il piano
verticale mostra il solito buon comportamento.
Confrontando il grafici simulati a 30 metri appare evidente che da una certa distanza in avanti l'effetto delle interferenze sulla risposta polare praticamente non subisce ulteriori variazioni peggiorative. Per questa volta ci fermiamo qui. Nei prossimi articoli vedremo quali possono essere i compromessi migliori per ottenere dispersioni polari più favorevoli alle frequenze basse. |
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