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ILLUMINANDO
LA SCENA
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Il fondale tradizionale è il "biglietto da visita"
di una produzione, quindi è indispensabile che sia ben teso,
senza grinze, senza macchie e assolutamente privo di luci spurie o indesiderate.
Talvolta si utilizzano come fondali forme di materiali di vario tipo
(plastica, fibra di vetro, polistirolo); in tal caso si considera il
fondale come elemento scenografico.
Dall' illuminazione di un fondale, comunque, possiamo percepire il "feeling"
della scena. Un esempio per tutti: un' alba o un tramonto. Lilluminazione
di un fondale deve essere considerata a parte dallilluminazione
di zone sceniche e di scenografia tridimensionale.
Occasionalmente si utilizzano fari a lente Fresnel posizionati nelle
prime due americane, o dietro il fondale. I diffusori sono decisamente
più utilizzati per le caratteristiche già descritte. E
impossibile illuminare uniformemente un fondale con una sola batteria
di diffusori; solitamente ce ne vogliono due montate su americana (una
puntata verso la cima del fondale, laltra verso la metà)
e una batteria da terra puntata verso la parte bassa del fondale, per
ottenere una copertura uniforme di tutta la superficie.
I filtri a bassa trasmissione (es. blu scuro) utilizzati per fondali
e ciclorama richiedono un considerevole impiego di potenza in Watt.
Se c'è spazio disponibile, si adoperano normalmente i diffusori
asimmetrici per la parte superiore del fondale/ciclorama, ad una distanza
di circa 2,5-3 metri da esso, mentre per la parte inferiore la distanza
sarà di 1,5-2 metri dal fondale. Per illuminare uniformemente
un fondale traslucido dipinto, si direziona la luce su uno schermo riflettente
dietro al fondale traslucido.
Se non c'è uno schermo riflettente, si direziona la luce di un
faro a fuoco variabile sulla parte di fondale interessata. Molti fondali
sono formati da parti traslucide e da parti opache, come per esempio
un paesaggio col cielo traslucido e con gli alberi opachi. In questi
casi si impiegano sia la tecnica di illluminazione frontale che quella
di illuminazione riflessa. Il tulle può essere considerato come
un fondale "con dei buchi" e si usa perlopiù per creare
un' atmosfera 'flou' o per rappresentare una situazione onirica o di
'flashback'.
Quando il tulle viene illuminato frontalmente, si comporta come un fondale
normale, cioé risulta compatto; se si sagoma con la luce solo
la zona retrostante senza lambire il tulle, si ottiene una "rarefazione"
tale da produrre gli effetti sopra citati.
Il ciclorama (detto anche panorama) è un fondale di colore neutro
che avvolge il fondo e i lati del palco; per una buona illuminazione
di un ciclorama bisogna disporre di diffusori potenti e/o di fari con
lente Fresnel posizionati ad una certa distanza dal ciclorama stesso.
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Un
musical
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PROSA
Lo schema base prevede sei sagomatori dalla sala, per dividere il proscenio
in tre zone, con una coppia di fari per ogni zona Similmente sei PC
(piano convessi) montati sulla prima americana utile dietro il proscenio,
svolgono la stessa funzione per le zone arretrate del palco, eventualmente
con l'aggiunta di altri quattro PC. Si consigliano un paio di sagomatori
per situazioni particolari, sia dalla sala che dalla prima americana,
e un paio di fari Fresnel in prima americana per un piazzato colorato
di "atmosfera".
I sagomatori laterali al proscenio servono per modellare gli attori,
mentre una coppia di fari Fresnel in controluce aggiungono profondità
al tutto (scena e attori). Per completare lo schema si prevedono diffusori
per il fondale e alcuni fari per i tagli (luce da porte, finestre, ecc.),
da 1 o 2 Kw, a seconda delle dimensioni del palco. Lo shema ampliato
per la prosa prevede una suddivisione dello spazio scenico in un numero
maggiore di zone e/o una "doppia copertura" di fari caldi
e fari freddi.
Raddoppiando il numero di fari per zona dalla sala e dalla prima americana,
si aumenta la possibilità di illuminare le zone con più
piazzati colorati. Si possono invece avere più zone, e solo le
più importanti con doppia copertura di caldi e freddi, oppure
si può scegliere di utilizzare più fari "speciali".
Un maggior numero di fari dà maggiore flessibilità.
MUSICAL
La configurazione base per musical deve soddisfare la giusta combinazione
di situazioni: quella fortemente colorata per gli interventi cantati
(quando solitamente l'artista è illuminato da un seguipersona)
con quella per la danza (luci di taglio) e per gli interventi recitati
(luce neutra).
Il colore rende meglio se proviene dal controluce, dai tagli e dalle
luci a pioggia. I proiettori frontali servono per la luce neutra.
Lateralmente al proscenio si utilizzano i sagomatori, di modo che il
raggio non sporchi cieletti e fondalini*.
Verso il fondo della scena e vicino al fondale, si usano i PC per via
della dipersione contenuta del raggio.
Lo schema utilizza gli stessi fari dello schema base per la prosa, ma
arrangiati differentemente.
Lo schema ampliato per il musical richiede più luce di taglio
e maggiore intensità di colore, che si ottiene dai fari PAR sistemati
in terza americana.
I sagomatori in aggiunta nelle prime due americane servono per situazioni
speciali e/o proiezioni con gobo, ecc. Una coppia di fari Fresnel dalla
sala sono utili per il sipario e per eventuali fondalini.
*Cieletti- Lembi di stoffa che servono a mascherare americaneluci,
stangoni o quant' altro.* Fondalini- Fondali secondari.

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Quanto
detto per una configurazione per grande musical vale, grosso modo, per
l' opera. In un opera tipica dove si muovono i cantanti, le masse artistiche,
i figuranti e/o il balletto, le dimensioni dello spazio scenico, delle
scene e dei fondali sono direttamente proporzionalì alla quantità
di persone presenti sulla scena. Di conseguenza bisogna pensare "in
grande" anche per le luci.

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Nello schema riportato, si deve soddisfare la richiesta
predominante della luce di taglio per modellare i corpi delle danzatrici
/ danzatori. Per questa ragione i fari sulle americane saranno puntati
parallelamente alle quinte, con la possibilità di almeno due piazzati
colorati.
Si consiglia una luce ' a pioggia' con filtri blu; i fari delle torrette
laterali devono essere facilmente accessibili per frequenti cambi di colore.
I sagomatori servono per proiezioni di gobo; bisogna prevedere alcuni
fari per situazioni particolari; dalla sala solo sagomatori laterali.
I diffusori a celle per il fondale completano lo schema base.
Le configurazioni sopra descritte danno solo una indicazione su moduli
convenzionali; è chiaro che il lighting designer ha piena libertà
di modificare l'una o l' altra configurazione, purchè siano rispettate
funzione e qualità della luce.
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Danza
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I concerti sinfonici richiedono un' illuminazione uniforme e morbida sui
musicisti affinché possano leggere lo spartito; la camera acustica,
che funge anche da fondale, va illuminata a parte; sono decisamente sconsigliati
effetti di luce in rapida sequenza sui musicisti.
Le sfilate di moda generalmente si svolgono entro una struttura formata
da un palco e di una passerella a T. Gli effetti luce (di ogni tipo) si
eseguono nella prima fase della sfilata, sul palco. La sfilata vera e
propria sulla passerella a T prevede una forte illuminazione uniforme
per una buona visibilità.
Pertanto i fari più usati sono le quarzine da 1000/2000 Watt (tipo
Ianiro o Arriflex).
In breve, ogni evento in spazi chiusi o all' aperto (illuminazione di
palazzi storici, di monumenti, illuminazione di interni, vetrine, conferenze,
ecc.) ha delle esigenze particolari che si rifanno comunque ai principi
generali già descritti.
Un capitolo a parte riguarda i concerti di musica rock/ jazz o eventi
simili. La fantasia del lighting designer, supportata da una tecnologia
avanzata, può raggiungere livelli creativi molto interessanti.
Una giusta combinazione di musica e luci (udito e vista) è la chiave
di un evento ben riuscito.
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Un
orchestra
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