|
ACUSTICA,
PSICOACUSTICA,
TECNOLOGIE AUDIO E DINTORNI. |
di
Guido Noselli |
|||||
|
Per farlo dobbiamo ancora analizzare brevemente, come ho annunciato precedentemente, altri due parametri di valutazione che non si possono trascurare se si vuole avere un quadro completo da "sintetizzare". Li richiamo
qui sotto per chiarezza nello stesso ordine in cui li ho a suo tempo
elencati. LA
COMPRESSIONE DELLA POTENZA La causa di quest'omissione forse è dovuta ad un'abitudine diffusa, non solo nel campo dell'audio professionale, a causa di ragioni meramente commerciali. Non è una gran pubblicità per nessuno, infatti, dichiarare che un sistema d'altoparlanti (di qualunque marca e modello), pilotato per un periodo, anche relativamente breve (bastano pochi minuti), ad alta potenza, avrà perdite d'emissione sonora di almeno 3\4 dB ( oltre il 100%) rispetto a quella che potrebbe sviluppare senza danni se questo fenomeno non avesse luogo; e nemmeno dichiarare che, intervenendo questo fenomeno, il sistema non potrà mantenere la stessa risposta in frequenza lineare per cui è stato costruito. Per non dire inoltre che la Compressione di Potenza contribuisce ad incrementare ulteriormente la già alta distorsione presente ad alti livelli sonori. |
Curve sezione bassi con potenza diverse da 1 a 400 Watts
Alterazione della risposta in frequenza di una sezione bassi dovuta a Power Compression
|
|||||
|
Questo
fenomeno, che potremmo definire un problema di "Range" dinamico, accade
agli altoparlanti o ai sistemi d'altoparlanti che funzionano in condizioni
di non linearità per gli alti livelli di pilotaggio, e si verifica per
l'inevitabile e fisiologico surriscaldamento delle bobine mobili dei
componenti. Le curve
sono scalate in modo da confrontare direttamente le differenze sia di
livello sia di banda riprodotta. Si noti come aumentano le differenze
tra una curva e l'altra al variare della potenza di pilotaggio, mentre
senza "Power Compression" le curve risulterebbero tutte coincidenti
con quella blu presa ad 1Watt. Infatti,
nell'esempio appare chiaro che già con metà della potenza accettata,
200 watts, curva nera, il sistema comincia a risentire del fenomeno
con consistente riduzione della banda di potenza e del livello sonoro.
Credo sia chiaro ora perché i costruttori d'altoparlanti o di diffusori
non ne fanno menzione nei loro data sheets. Quindi si tranquillizzino i costruttori, non sarò certamente io a chiedere questa "impossibile standardizzazione" nei loro data sheets. Ho spiegato il fenomeno e portato questo esempio perché se ne deve tenere conto quando è necessario decidere il dimensionamento di un impianto di sonorizzazione, conoscendo il "lavoro" che esso dovrà svolgere. Anche questo parametro dunque ha un peso importante nel processo di sintesi che mi propongo in queste pagine, anzi molto importante visto che introduce un fattore numerico negativo del 50% nel rendimento complessivo del sistema. |
|
|||||
|
La Power
Compression di fatto, per qualunque costruttore al mondo, abbassa della
metà il rendimento di un impianto (come fosse composto dalla metà dei
diffusori), perché i componenti di tale impianto sono pilotati per tempi
non trascurabili al limite della potenza di targa.
LA
DISTORSIONE
LA
DISTORSIONE ARMONICA TOTALE, "THD".
|
||||||
|
In questo frangente comunque ritengo utile parlare in questo modo per due ragioni: la prima è che lo scopo di questo articolo non è quello di stabilire se una misura di distorsione è meglio dell'altra, ma semplicemente quello di evidenziare che, nella valutazione delle prestazioni di un sistema di amplificazione, essa ha un peso non trascurabile; la seconda perché esiste, nel mondo dell'amplificazione professionale, un precedente illustre e d'attualità, molto seguito e molto diffuso, anche al di là dell'oceano, che mi permette di presentare al lettore una dimostrazione chiara degli effetti negativi che la distorsione produce. Il fautore di tale precedente è un ingegnere tedesco, free lance, certo Anselm Goertz. Egli,
oltre a collaborare con nomi storici come il prof. Ahnert, progettista
di "EASE", il più diffuso dei programmi di simulazione audio, esegue da
anni misurazioni complete su sistemi professionali d'amplificazione sonora
per conto di una rivista tedesca, Produktion Partner, la sola che, allo
stato attuale, a mia saputa, pubblichi prove del genere. Senza
entrare nel merito del metodo e della validità della misura, il grafico
fornito è perfettamente adeguato alla nostra esigenza di sintesi ed è
leggibile molto semplicemente anche per chi non è addentro alla materia.
Esso si riferisce alla risposta in frequenza per terzi d'ottave che il
sistema completo in prova, amplificazione compresa (dal crossover attivo
al diffusore), misurato ad una distanza "farfield" (6/8 m) presenta con
il 3% di THD e con il valore della massima distorsione che si è
stabilito ragionevolmente di accettare in sistemi professionali pilotati
ad alta potenza, il 10%. La linea verde corrisponde alla banda di frequenza riprodotta con il massimo di distorsione accettabile secondo la valutazione decisa dall'Ing. Goertz. In realtà il tetto di distorsione massima al 10%, come limite di accettabilità è certamente valido per la maggior parte della banda audio, mentre a frequenza via via più bassa tale limite è difficilmente contenibile salvo dimensionamenti mostruosi della sezione subwoofer. Se si guarda il grafico infatti si nota come con il 10% di distorsione a 50 Hz ci sono 10 dB in meno del livello medio presente nella parte centrale della banda audio, quella che contribuisce maggiormente alla sensazione sonora. Per
compensarli bisognerebbe decuplicare la sezione sub! Molto
spesso, quindi, la mancanza di questo "calo naturale", a causa di una
taratura scorretta del sistema, o della presenza esagerata di queste frequenze,
genera fatica d'ascolto e addirittura fastidio, quando anche è presente
un sovraccarico di potenza, seppure minimo, dei componenti che generalmente
vengono impiegati per riprodurle tali frequenze come Trombe e rispettivi
Driver a compressione. Non va dimenticato, in ogni caso, che maggiore
sarà il dimensionamento dell'impianto, dal punto di vista del numero di
diffusori, e più alto sarà il livello ottenibile con bassa distorsione.
|
RIFERIMENTI E NOTE (1) Per capirne di più sul dimensionamento potrete leggere una mia breve nota tecnica Quegli sporchi maledetti watts allindirizzo http://www.outline.it/index_it.htm. (2)
È doveroso ricordare che un approccio simile, riguardante la distorsione
dei sistemi daltoparlanti, è stato affrontato e risolto già dal 1981,
inizialmente con lintroduzione della cosiddetta PIM (Potenza Istantanea
Massima), da parte dello I.A.F. (Istituto Alta Fedeltà) facente capo alla
famosa rivista SUONO. (3) Ho gia parlato di questo argomento sul numero 14 di S&L del Dicembre 98, al quale rimando per ulteriore informazione. |
|||||
|
Vediamo come
quello che abbiamo appreso sin qui ci servirà a dare una risposta convincente.
Per farlo è necessario, prima di tutto chiarire cosa s'intende per "adeguatamente".
Può sembrare
retorica ricordarlo, ma purtroppo troppo spesso in tanti shows, di cantanti
o gruppi, tra quelli più famosi soprattutto, ho visto privilegiare gli
aspetti spettacolari e "pirotecnici" dello spettacolo, per trascurare
in modo vergognoso la qualità della performance, al punto da privare gli
spettatori di ogni possibilità di comprensione del messaggio musicale,
per non dire di peggio, pur essendo essa la ragione primaria per cui lo
spettacolo stesso viene allestito. "non possiamo dimenticare che l'immagine, in questo caso, deve essere un supporto e non sostituirsi per importanza alla buona riproduzione della musica". C'è un altro
aspetto che non può essere trascurato per definire l'adeguatezza dell'impianto
di sonorizzazione. Credo che la risposta ormai affiori alle labbra di tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere sin qui. E credo anche che tutti ormai si siano resi conto dell'insensatezza dell'utilizzo del "watt" a tale scopo. Infatti, se e vero che l'impianto, deve sonorizzare omogeneamente e con sufficiente qualità "l'audience" da tutti i punti di vista, esso dovrà avere la copertura sonora adatta a quell'audience e con quella copertura sonora dovrà avere la capacità di riprodurre una Banda Effettiva di Frequenze, sufficientemente ampia ed adeguata al segnale musicale da amplificare, ad un livello sonoro tale che anche l'ascoltatore più lontano possa sentirsi coinvolto dallo spettacolo per tutta la sua durata, indipendentemente dai fenomeni di power compression, e sentire con sufficiente intelligibilità senza essere afflitto dalla fatica d'ascolto che la distorsione provoca. Ecco quindi in sintesi cosa è indispensabile conoscere del nostro impianto: La massima pressione sonora a lungo termine "Long Term" ("MAX SPL") a larga banda ("Effective Frequency Bandwith"), ad una data distanza di riferimento, ottenibile senza il superamento della distorsione ritenuta accettabile ("Max THD"), per un determinato angolo di copertura sonora ("Radiation angle, Coverage"). I "watts",
stavolta per citarli a proposito, saranno quelli che gli amplificatori
di potenza del nostro sistema di sonorizzazione dovranno erogare per l'ottenimento
delle prestazioni desiderate (1). In conclusione, all'insensata richiesta
di un impianto da 10'000 watts, che si legge ad esempio sui classici "riders"
si potrebbe sostituire dunque molto più opportunamente e correttamente:
Questa è la mia proposta! Naturalmente questo tipo di caratterizzazione quantitativa dovrà essere uniformato per tutti agli stessi standards o comunque alla medesima metodologia di valutazione. Per questo ho voluto dare prima una veloce panoramica dei parametri che devono essere rispettati in questa formulazione sintetica. L'argomento comunque non è ancora esaurito, anzi molte sono le cose che è necessario per completezza precisare. Purtroppo in questo numero ho occupato più spazio di quanto dovessi e quindi lo farò nei prossimi a seguire. |
||||||