QUESTO BUSINESS DELLA MUSICA

 

di Sergio Caputo
www.sergiocaputo.com

 

Esistono vari tipi di tour.
Vediamo quali sono i più comuni. Diciamo che esistono anzitutto tour estivi e tour invernali.

I Tour Estivi
I tour estivi sono naturalmente all'aperto, e in genere sono tour più "commerciali", nel senso che si basano più sull'intrattenimento leggero che non sulla sostanza, sullo spessore della musica.
  La gente è in vacanza, non vuole sentire musica complicata, è ben disposta a spendere, ma a condizione di divertirsi e non essere coinvolta in nulla di troppo impegnativo.
  Quindi il tour estivo è più adatto ad un interprete che non a un cantautore colto o a un gruppo che fa musica "strana", tipo jazz, etnico e così via. L'estate è la stagione delle feste di piazza (feste del santo patrono di questo o quel paese), o feste organizzate dai Comuni o dalle "pro loco". Si sparano un po' di petardi, c'è la processione, c'è la porchetta, c'è la lotteria, e poi sale sul palco il cantante (il tutto non necessariamente in quest'ordine).

Salvo poche rassegne di musica più "importante", in genere l'estate è l'arena dei cantanti commerciali. Fanno eccezione i tour di artisti più colti che decidono di uscire in estate perché hanno un disco fuori (o perché hanno il mutuo da pagare), e si orientano quindi su spazi tipo campi sportivi, anfiteatri etc...
 Fanno anche eccezione i "Festival dell'Unità" che propongono musica più impegnativa se, quando e dove hanno i mezzi per farlo, ma che ultimamente non disdegnano i cantanti stile "Domenica in", o il gruppo di liscio locale.
  Il problema dei tour estivi è quello meteorologico. Ormai le giornate di pioggia estive sono più numerose di quelle che si registrano in inverno, e ogni estate saltano più concerti per la pioggia di quanti non possiate immaginare.
  E sia pure nei casi (rari) in cui il palco sia coperto, chi vuole assistere a uno spettacolo sotto la pioggia? Quando piove esistono due possibilità: piove prima che lo spettacolo inizi, e allora l'impresario, o chi per lui, è tenuto a pagare la metà del cachet stabilito; oppure inizia a piovere quando lo spettacolo è già iniziato, e se il gruppo ha eseguito almeno tre canzoni (o ha suonato per almeno 15 minuti), l'impresario o chi per lui deve pagare l'intero cachet.
  Esilarante assistere a gruppi che, sotto un cielo tempestoso, eseguono i brani a velocità supersonica per fare i tre pezzi prima del diluvio. Altrettanto esilarante l'impresario che, vista aria di pioggia imminente, tenta regolarmente con ogni scusa di ritardare l'inizio dello spettacolo nella speranza che piova subito, così da dover pagare solo la metà.
  Questo tipo di tour, un tempo molto redditizio, è sempre più in declino. La causa n.1 è l'instabilità politica del nostro paese. Infatti le date estive sono commissionate per lo più dalle autorità locali (Regioni, Comuni, Province), e il fatto che ogni estate ci siano elezioni di qualche tipo, giunte dimissionarie, giunte commissariate, sindaci uscenti etc… fa sì che nessuno si prenda la responsabilità di deliberare lo svolgimento di spettacoli.

 Oppure succede che le date vengano opzionate per tempo, ma poi confermate (o peggio, annullate) solo pochi giorni prima della scadenza, e in questo modo come si fa a mettere in piedi un calendario decente? Poi ci sono gli scioperi di aerei, treni e traghetti, puntuali ogni estate, e arrivare fisicamente sul posto dello spettacolo è sempre un punto interrogativo.
  Tranne che se non arrivi, sciopero o non sciopero, ti becchi una causa per inadempienza contrattuale, e le solite minacce tipo "quello lì non lavora più da nessuna parte"! Altro nemico del tour estivo è il calcio: il calendario delle partite, per ovvi motivi di campionato, viene deciso di settimana in settimana.
  Il calendario di un tour si deve invece fare molto tempo prima. Che si fa se il giorno di uno spettacolo capita una partita di fine campionato importante e nessuno si muove di casa? Vogliamo anche parlare dei Mondiali? Alla fine non restano che le feste coi santi, che si attengono a calendari scolpiti nella pietra e sono gestite dai famosi "comitati" indipendentemente dalle situazioni politiche, metereologiche, sportive, invasione dei marziani, etc… Ma ne vale la pena? Insomma, chi può evitare il tour estivo lo faccia. L'estate, sono arrivato a questa conclusione dopo tanti anni, è meglio andare in vacanza!

 

 

 

 

Il Festival di Sanremo torna a inizio pagina

E Sanremo? Accidenti! Quasi dimenticavo! Vi avevo promesso di spiegarvi come il Festival di Sanremo condiziona in modo pesantissimo il mercato estivo!
Senza farla tanto lunga, le cose vanno così: dal momento stesso in cui vengono annunciati i nomi dei partecipanti al Festival, inizia quello che nell'ambiente viene definito "il mercato del bestiame", cioè una specie di "asta" nella quale gli impresari di tutta Italia cercano freneticamente di aggiudicarsi l'esclusiva degli spettacoli estivi degli ignari partecipanti al Festival.
  Fioccano proposte, si sganciano anticipi (non agli artisti, ma alle agenzie che li rappresentano), a volte si compra a scatola chiusa, con la conseguente possibilità della fregatura, cioè l'artista eliminato, l'artista che viene massacrato dalla critica, o l'artista che vince il Festival e poi scompare nel nulla come accade sempre più spesso.

Il "mercato del bestiame" conosce momenti esilaranti proprio dietro le quinte del Festival, o nelle salette degli hotel, dove gli impresari tentano, a colpi di soldoni, di "sfilare" i favoriti alla concorrenza, con conseguenze a volte catastrofiche. Spesso anche le agenzie più qualificate cascano in questa trappola, nel caso di artisti esordienti ma promettenti, per aggiudicarsi i quali non è raro che arrivino a sganciare (direttamente all'artista) cifre da capogiro che poi non recupereranno mai più… Se vi potessi raccontare…

In ogni caso è un dato di fatto che un artista che NON vada a Sanremo, vede scendere le sue quotazioni di anno in anno finché, per disperazione, decide di partecipare. Tutto questo non ha senso, in quanto la musica dal vivo dovrebbe essere indipendente sia dai meccanismi discografici, sia da quelli televisivi, e basarsi esclusivamente sulla validità di un artista e sulla sua capacità di intrattenere e fare spettacolo.

Personalmente sono convinto che il livello qualitativo generale della musica italiana salirebbe di colpo se il Festival di Sanremo venisse abolito. Mamma mia che ho detto! Torniamo in argomento.

 

I tour invernali torna a inizio pagina

I tour invernali sono in genere tour dove la qualità è importantissima. Sono tour che si tengono nei teatri, nei tendoni, in locali di una certa grandezza con una storia di musica live, nei club con una tradizione di musica colta.

 Il pubblico è sempre un pubblico pagante e preparato che si aspetta di assistere a uno spettacolo di serie A. Nel nostro paese NON esistono posti nati per ospitare spettacoli di musica, quindi bisogna accontentarsi di quello che c'è.

Nei teatri l'acustica, che è ottimale per Goldoni o Pirandello, non lo è affatto per musica amplificata, con la conseguenza che le prime file vengono assordate, mentre le ultime file sentono solo un frastuono indefinito. Ed è incredibile come in locali che teoricamente dovrebbero essere stati pensati per la musica ad alto volume sia stata trascurata proprio l'acustica! Nonostante ciò, ci abbiamo in qualche modo, artisti e pubblico, "fatto l'orecchio", e d'inverno la musica si segue con più attenzione.

Il tour invernale è adatto a cantautori, interpreti di un certo spessore con un repertorio "intelligente", gruppi di tendenza, gruppi di musica di qualità in generale. In questo tipo di tour il "suono" è molto importante, e bisogna avere un service coi fiocchi; contrariamente ai tour estivi, che vengono pubblicizzati solo localmente o non vengono pubblicizzati affatto (per non sputtanarsi), i tour invernali attraggono i critici, e vengono annunciati e in seguito recensiti sui quotidiani.
Nessun artista di un certo livello culturale sceglierà mai un tour estivo per qualificare la sua carriera, ma si orienterà quasi sempre su un tour invernale. Quando diciamo "invernale" intendiamo il periodo di tempo che va da metà ottobre alla fine di Aprile. Il tour invernale non ha le controindicazioni di quello estivo. Unica pecca: le quattro o cinque influenze che ormai flagellano tutti tutto l'anno, senza risparmiare ovviamente i cantanti. Lì è solo questione di fortuna.

Megatour torna a inizio pagina
Il megatour è quello che si fa negli stadi e nei palasport, e in Italia pochi se lo possono permettere. Costano moltissimo, e "bucare" una data può essere una tragedia… Chiedetelo agli impresari di cui accennavamo poco fa. Il megatour può essere invernale o estivo, in genere richiede la presenza di uno sponsor che paghi per la pubblicità, che nessun altro è altrimenti in grado di sostenere.
  Richiede inoltre un'organizzazione capillare, una sicurezza impeccabile, un service tipo Rolling Stones, e soprattutto un artista in grado di spostare di casa decine di migliaia di persone ogni sera. Inoltre in Italia non ci sono molti posti in grado di ospitare questo tipo di produzioni, o che dispongano delle autorizzazioni per farlo.

Assistiamo sempre di più a megatour di due sole date, o di un numero comunque molto limitato. Per quanto poche siano le date, un tour di questo genere, se va bene, rende più soldi di quanti possiate immaginare. Si parte. Allora torniamo a Pinco Pallino, che sta salendo in macchina col suo tour manager, e sta per affrontare le fatiche di un tour. Penso però di avervi sfinito abbastanza con dettagli tecnici, e sarebbe ora di divertirci un po'… Lo faremo nel prossimo articolo, dove seguiremo i nostri eroi in 24 ore di tour.

   
 

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