QUESTO BUSINESS DELLA MUSICA |
di
Sergio Caputo |
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Esistono
vari tipi di tour. I
Tour Estivi
Salvo poche
rassegne di musica più "importante", in genere l'estate è l'arena dei
cantanti commerciali. Fanno eccezione i tour di artisti più colti che
decidono di uscire in estate perché hanno un disco fuori (o perché hanno
il mutuo da pagare), e si orientano quindi su spazi tipo campi sportivi,
anfiteatri etc... Oppure
succede che le date vengano opzionate per tempo, ma poi confermate (o
peggio, annullate) solo pochi giorni prima della scadenza, e in questo
modo come si fa a mettere in piedi un calendario decente? Poi ci sono
gli scioperi di aerei, treni e traghetti, puntuali ogni estate, e arrivare
fisicamente sul posto dello spettacolo è sempre un punto interrogativo.
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E Sanremo?
Accidenti! Quasi dimenticavo! Vi avevo promesso di spiegarvi come il
Festival di Sanremo condiziona in modo pesantissimo il mercato estivo!
Il "mercato del bestiame" conosce momenti esilaranti proprio dietro le quinte del Festival, o nelle salette degli hotel, dove gli impresari tentano, a colpi di soldoni, di "sfilare" i favoriti alla concorrenza, con conseguenze a volte catastrofiche. Spesso anche le agenzie più qualificate cascano in questa trappola, nel caso di artisti esordienti ma promettenti, per aggiudicarsi i quali non è raro che arrivino a sganciare (direttamente all'artista) cifre da capogiro che poi non recupereranno mai più… Se vi potessi raccontare… In ogni caso è un dato di fatto che un artista che NON vada a Sanremo, vede scendere le sue quotazioni di anno in anno finché, per disperazione, decide di partecipare. Tutto questo non ha senso, in quanto la musica dal vivo dovrebbe essere indipendente sia dai meccanismi discografici, sia da quelli televisivi, e basarsi esclusivamente sulla validità di un artista e sulla sua capacità di intrattenere e fare spettacolo. Personalmente sono convinto che il livello qualitativo generale della musica italiana salirebbe di colpo se il Festival di Sanremo venisse abolito. Mamma mia che ho detto! Torniamo in argomento.
I
tour invernali Il pubblico è sempre un pubblico pagante e preparato che si aspetta di assistere a uno spettacolo di serie A. Nel nostro paese NON esistono posti nati per ospitare spettacoli di musica, quindi bisogna accontentarsi di quello che c'è. Nei teatri l'acustica, che è ottimale per Goldoni o Pirandello, non lo è affatto per musica amplificata, con la conseguenza che le prime file vengono assordate, mentre le ultime file sentono solo un frastuono indefinito. Ed è incredibile come in locali che teoricamente dovrebbero essere stati pensati per la musica ad alto volume sia stata trascurata proprio l'acustica! Nonostante ciò, ci abbiamo in qualche modo, artisti e pubblico, "fatto l'orecchio", e d'inverno la musica si segue con più attenzione. Il tour
invernale è adatto a cantautori, interpreti di un certo spessore con
un repertorio "intelligente", gruppi di tendenza, gruppi di musica di
qualità in generale. In questo tipo di tour il "suono" è molto importante,
e bisogna avere un service coi fiocchi; contrariamente ai tour estivi,
che vengono pubblicizzati solo localmente o non vengono pubblicizzati
affatto (per non sputtanarsi), i tour invernali attraggono i critici,
e vengono annunciati e in seguito recensiti sui quotidiani. Megatour
Assistiamo sempre di più a megatour di due sole date, o di un numero comunque molto limitato. Per quanto poche siano le date, un tour di questo genere, se va bene, rende più soldi di quanti possiate immaginare. Si parte. Allora torniamo a Pinco Pallino, che sta salendo in macchina col suo tour manager, e sta per affrontare le fatiche di un tour. Penso però di avervi sfinito abbastanza con dettagli tecnici, e sarebbe ora di divertirci un po'… Lo faremo nel prossimo articolo, dove seguiremo i nostri eroi in 24 ore di tour. |
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