UN
GIORNO IN TOUR
Tutto cio' che non sospettate neanche
dietro le quinte di un concerto.
Ciao a tutti. Sono Pinco Pallino.
L'ultima volta che ci siamo lasciati stavo salendo in macchina col mio
tour manager per affrontare il primo giorno del mio primo tour. Da quel
momento sono passati tre anni.
"Ma era solo pochi mesi fa!!!" direte voi. Beh, non è
forse il mio lavoro, dopotutto, nient'altro che "fiction"?
Nella fiction può succedere questo ed altro, e vi confesso che
io stesso comincio a sentirmi un po' come un cartoon. Infatti, proprio
come un cartoon, devo essere sempre uguale a me stesso, fare sempre
le stesse cose, non posso uscire dai miei binari neanche per un attimo,
la gente si aspetta che io faccia o dica una certa cosa, e io da bravo
la faccio e la dico.
Ho provato,
sapete, a fare e a dire delle cose diverse da quelle che la gente si
aspetta da me, ma è fatica sprecata, se non addirittura deleterio.
Nella migliore delle ipotesi non ti ascoltano nemmeno, fanno finta di
non sentire. Nella peggiore s'incazzano come delle jene e te la fanno
pagare in mille modi perversi.
Lasciamo perdere. Dunque ho imparato ad accettare il mio ruolo di cartoon,
che del resto sono pagato per sostenere. È un lavoro come un
altro - mi dico - la musica è solo marginale.
Un lavoro come un altro? Mah
giudicate voi. Per stare un'ora e
mezzo sul palco (l'unico lasso di tempo durante il quale faccio musica,
cioè il mio lavoro vero e proprio) sono in giro da dodici ore!
La mia giornata lavorativa "normale" è di circa quindici
ore, invece delle otto sindacali, tra viaggi, aereoporti, check in,
check out, sound check (si, "check è una parola molto ricorrente
nella mia routine), interviste telefoniche, interviste di persona, corse
trafelate in questa o quella radio, un paio di foto qui, un paio di
inquadrature per qualche televisione locale lì, l'incubo soffocante
di essere costantemente in ritardo, e costantemente in recupero, l'incubo
dell'impresario locale che vuol vedermi di persona (non si fidano mai
che sei veramente arrivato, e che veramente farai lo spettacolo), il
terrore che tutto si metta improvvisamente ad andare storto, e insomma,
mamma mia!
"Hai voluto la bici? Pedala!", dice un antico proverbio che
riassume in sé l'essenza stessa della vita.
Mi sto lamentando troppo? Sì, avete ragione, i cartoon lo fanno
raramente.
Ma voi volete sapere che è successo in questi tre anni. Sarò
breve. Ho fatto il mio primo tour, che ha fatto furore. Siccome il primo
aveva fatto furore, me ne hanno fatto fare subito un altro, che è
andato alla grande, anche se decisamente ripetitivo.
Nel frattempo la casa discografica mi ha fatto presente che era ora
di cominciare a sentire i pezzi nuovi per il nuovo disco. Pezzi nuovi?
Nuovo disco? E chi ha avuto tempo di pensarci? Di riffe o di raffe,
sono stato in giro quasi un anno. Così mi sono messo, nelle pause,
a scrivere materiale nuovo in fretta e furia, siamo andati in studio
e abbiamo fatto il disco nuovo, che è costato il triplo del primo
e che a me non piace neanche la metà. Miracolo dei miracoli,
la gente lo ha comprato lo stesso.
Grazie al cielo, io e il mio pubblico abbiamo gusti musicali completamente
diversi. Due mesi fa la mia casa discografica, che era già una
multinazionale, è stata mangiata da una multinazionale ancora
più grande, e adesso nella mia casa discografica non conosco
più nessuno, sono arrivati tutti questi marziani, che parlano
solo di marketing, merchandising, gadgets, mergers, joint ventures,
files-sharing, di tutto tranne che di musica. Solo che però ogni
tanto ti dicono cose tipo "il basso è troppo minimalista"
o "il pad di archi è un po' troppo evocativo" o "ma
dove vai a tagliarti i capelli? Hai visto Bono (che è quasi calvo!
ndr) come li porta?" Pazienza.
È il nuovo corso delle cose e dovrò adattarmi. Ah
e
il nuovo direttore artistico è lo stesso che, anni fa, in un'altra
casa discografica, mi mise alla porta dicendo che la mia musica lo lasciava
perplesso ed era comunque priva di ogni possibilità commerciale.
Lui se lo ricorda benissimo, io pure, ma ambedue ci guardiamo bene dal
menzionare il fatto di esserci già incontrati in circostanze
meno idilliache. Naturalmente mi detesta (ricambiato) e non vede l'ora
di vedermi fare un flop, per poter dire finalmente "Ti ricordi?
Te l'avevo detto anni fa!" Io, da parte mia, non vedo l'ora che
lui faccia una mossa fatale per la sua carriera e venga rimpiazzato
da un altro come lui, solo qualche anno più giovane e molto più
inesperto.
Benvenuti nel mondo del puro business, dove le questioni personali non
hanno peso.
Insomma nuovo disco, nuovo tour invernale, televisione e radio, breve
pausa, cominciare a pensare al terzo disco, e tre anni sono volati così,
e adesso sono di nuovo in tour, questa volta estivo.
Gia', adesso