Sono spiacente di dovervi deludere ancora una volta ma non parleremo
di cucina.
Le uniche alimentazioni di cui mi sentirete parlare sono sempre e solo
quelle elettriche, non che le altre non mi interessino ma sono interessato
più al consumo che allo studio della preparazione. Lo spunto
per questo articolo mi è venuto andando a curiosare su internet,
infatti, seguendo le indicazioni (molto utili per altro) di Andrea Taglia,
presenti nel numero di maggio di S&L, ho visitato i siti relativi
ai problemi di grounding (avete notato leleganza del termine?).
Durante questo giro di perlustrazione mi sono definitivamente convinto
che alcune verità presentate allinterno di
questi siti non erano altro che cose note e arcinote anche a noi, solo
che loro le sanno dire meglio di noi ed in maniera molto più
convincente. Mi riferisco in particolar modo alle cosiddette alimentazioni
bilanciate, in pratica ancora una volta si tratta del solito problema
delluso ed abuso dei trasformatori di isolamento negli impianti
audio.
Il concetto di base della alimentazione bilanciata sta nel fornire lenergia
elettrica alle apparecchiature tramite un trasformatore che simmetrizza
le tensioni rispetto al potenziale di terra. In pratica mentre una alimentazione
elettrica convenzionale presenta uno schema come quello rappresentato
in figura:
Il sistema bilanciato ha il filo di terra collegato al centro del secondario
del trasformatore così da non avere più un filo di neutro
ed uno di fase ma due terminali attivi alla stessa tensione verso terra.
In diversi scritti che ho letto si fa riferimento al percorso che farebbero
delle presunte correnti reattive, a meno di un errore nel tradurre i
termini (se qualcuno può mi aiuti) penso che le correnti reattive
del carico centrino ben poco nel causare disturbi nel sistema. Infatti
qualunque tipo di alimentazione si utilizzi nessuno riuscirà
mai ad eliminare il termine reattivo da un carico che è per sua
natura non perfettamente resistivo, questa vi assicuro che non è
una mia invenzione, è una idea che funziona da quando è
nata lelettrotecnica (si parla di almeno 100 anni); oltretutto
credo che con tutto il lavoro che hanno le correnti reattive non abbiano
nessuna intenzione di percorrere i cavi di segnale. A mio parere invece
il sistema bilanciato può essere utile per ridurre lincidenza
dei loop di massa e dei disturbi che la rete elettrica può veicolare
direttamente allinterno degli apparati per accoppiamento fra cavi
di alimentazione.
Se guardate bene le figure vi renderete conto che il sistema proposto
non è altro che un bilanciamento molto simile a quanto viene
fatto per i segnali audio, con un normale trasformatore bilanciatore.
Così facendo gran parte del disturbo, cosiddetto di modo comune,
viene ad essere eliminato dallo stadio di ingresso delle apparecchiature.
Personalmente sono sicuro che questo sia un gran sistema per i segnali
ma dubito che funzioni con le alimentazioni, se non altro perché
la maggior parte dei disturbi nei sistemi audio viene condotta proprio
dai cavi di segnale che collegano apparecchiature con alimentazioni
diverse fra loro. Oltretutto non capisco perché nelle fonti che
ho consultato è sempre presente il collegamento di terra al centro
del secondario dei trasformatori, tanto vale non collegarlo proprio,
così si avrebbero anche altri vantaggi come la protezione dai
contatti diretti e la grande continuità di esercizio che un sistema
isolato da terra presenta. Dal punto di vista della normativa sarebbe
sufficiente installare un controllo dellisolamento ed il gioco
è fatto. Osservate bene la figura 4, noterete che il disturbo
rappresentato dalla linea con le freccine non è altro che un
normale percorso di richiusura di correnti provenienti da altri apparati
collegati sulle stesse linee, eliminando del tutto la connessione del
sistema con la terra otterremmo leffetto di eliminare queste correnti
una volta per tutte.
Sono sicuro infatti che la presenza di metà avvolgimento del
trasformatore di alimentazione in serie con lanello di massa non
serva più di tanto a sbarrare il disturbo, tanto vale eliminarlo
del tutto.
Naturalmente non voglio dire che il sistema bilanciato non aiuti a risolvere
alcuni problemi, credo soltanto che con un normale trasformatore di
isolamento, usato in congiunzione con un controllore di isolamento si
otterrebbero probabilmente migliori risultati. Oltretutto penso che
questi sistemi siano validi per applicazioni fisse e statiche come studi
di registrazione, ho dei dubbi sulluso di apparati simili nel
live dove le potenze in gioco diventano notevoli ed i trasformatori
mostrano tutti i limiti che già conosciamo riguardo alle armoniche.
Se poi pensiamo di collegare decine e decine di macchine allo stesso
trasformatore (si pensi ad un grande concerto) in definitiva verremmo
a ricostruire nuovamente una rete come quella prima dello sbarramento
che consentirebbe libera circolazione dei disturbi anche se bilanciati
rispetto alla terra. Forse la soluzione può essere luso
di tanti piccoli trasformatori uno per apparato, lascio a voi lincarico
di spiegarlo al titolare del service.
In genere ho la sensazione che lapproccio verso i problemi di
grounding (adesso che ho imparato una parola nuova insisto fino alla
noia) sia sempre ammantato da una cortina di mistero, quando invece
si tratta soltanto di ragionare come se il disturbo fosse un normale
segnale, purtroppo indesiderato.
Ritengo che lattenzione vada posta sempre ai collegamenti fra
le apparecchiature e al bilanciamento dei segnali, più che a
fantomatiche correnti che nessuno sa bene cosa siano, da dove partono
e dove vadano a finire. Naturalmente se qualcuno di voi ne sa qualcosa
mi avvisi, chissà che riesca a capire anche io.